Viaggi.
Quello è proprio il bello: che si entra nella storia, e una volta partiti non ci si ferma più, di corsa fino alla fine, innamorati dei protagonisti e ansiosi di vedere come va a finire.
Sono una persona concreta, attenta al mondo, curiosa.
Il primo pensiero alla mattina quando mi sveglio è da sempre rivolto a te, e il mio sempre è due anni che mi gira dentro, prima ero meno provvisoria.
In questo periodo, come in ogni altro, conosco il mondo che mi circonda giorno per giorno e imparo a conoscere anche me stessa, ma tu già mi conosci molto meglio di me.
Se potessi giocare con il tempo a volte lo rimetterei indietro per modificare qualcosa sapendo prima le reazioni, e poi ti starei più vicina. Sempre di più.
A volte lo rimetterei avanti per riaverti, parte di me, anima.
Vagando fra i miei pensieri mi sento sola in questo grande universo dove io sono solo un insignificante puntino forse. Mi sento come un'opera di Monet: da lontano bella, sicura,... da vicino la prospettiva cambia e divento io, una 17enne piena di dubbi, di perplessità, e di imperfezioni, insicura, che cerca timida di affacciarsi al mondo, che cerca di essere coerente. L'unica cosa che può sempre consolarmi quando tu non ci sei è la musica, ce l'ho nel sangue dal giorno che sono nata. In quella sala-parto con luci al neon e musica leggera. Assurdamente.
E' fedele sempre.
Non bisogna credere che le cose semplici siano banali, la semplicità spesso è un punto di arrivo.
Sulle note ripenso ai miei viaggi.
Ripenso alle mie persone.
Ripenso a te, che hai riempito la mia vita, mi hai regalato nuove speranze e hai colmato coi tuoi sorrisi i miei vuoti. Ancora oggi ti vedo un po' irraggiungibile, un po' così vicino a me.
So che non avrò mai il coraggio di dirti tutto quello che provo per te.
So che non avrò mai il coraggio di dirti tutto di me. Perchè non so tutto di me neanche io.
E a volte non voglio neanche saperlo.
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