(15/8/01 ore 15.14)
(Dai condannati a morte della Resistenza)
Ti scrivo con il cuore in mano.
In realtà mi dispiace lasciare la vita,
particolarmente ora
che avevo capito il grande scopo
ed il grande significato.
Tante cose vorrei dirti,
ma ho una grande confusione in testa.
Ho la coscienza tranquilla,
non ho rimpianti.
Loro lo sono tranquilli?
come vorremmo vivere, domani?
questo ed altro dovete chiedervi.
in cosa credete,
cosa vorreste,
cosa è giusto.
No, non dire di essere scoraggiato,
di non volerne più sapere.
Pensa che tutto è successo
perchè non ne avete più voluto sapere.
Non fermeranno il corso della storia.
L'idea, la Causa, vive.
Io ho creduto in questo,
sia giusto o sbagliato.
Ed ho combattuto per questo,
fino alla fine.
Non mi importa di quel
che si farà del mio corpo:
non è la materia che conta.
Ti sembrerà
che tutto è crollato
intorno a te, ti sembrerà
che la tua vita è finita:
reagisci!
Credo che ora
in questo momento
abbiamo tutti una missione da compiere.
Dovete convincervi
e prepararvi a convincere.
Non a sopraffare gli altri,
ma neppure a rinunciare.
Oggi bisogna combattere.
Contro l'oppressore.
Questo è il primo dovere per noi tutti,
ma è bene prepararsi
a risolvere
questi problemi,
in modo duraturo.
Che eviti il risorgere
e il ripetersi
di tutto
quanto si è abbattutto su noi.
Termino questa lunga lettera
un po' confusa, lo so,
ma spontanea,
scusandomi
e augurandoci buon lavoro.
Walter, ti amo, la tua compagna se ne va.
Se ne va dopo aver amato libertà,
giustizia.
Se ne va dopo aver amato te,
tanto, tanto.
A lungo.
Ma tu devi vivere.
Devi vivere.
Anche perchè questo
è il mio ultimo desiderio
Devi vivere
e il mio ricordo
sia una spinta nella vita
Non bisogna che tu ne sfugga
Ti lascio ma non ti lascio
Ti sarò comunque vicino
lo so e lo sento
vicino a te e a tutte le persone care
Muoio in piedi
sappilo
e ricordami così
Ti amo tanto.
Reagisci.
h.n.
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