lunedì 30 maggio 2011

Trilogico amore

h16.50 24/2/08

La luce del sole oggi è uno sbadiglio. Si alza la polvere mentre penso che potrei passeggiare per la stessa tua strada. Ed è notte in un battito.
Come un applauso iniziato male e un male da consolare senza smancerie. Cinismo da digerire nella sala del cinema vuota: solo tu e dio. Tu ed io.

Riesco a dipingere solo più paludi sui miei cartoncini; i carboncini si squagliano negli sbadigli e le ombre mi assalgono prima che possa disegnarle. E si dissolvono.
Incarto nei fogli scritti di notizie, le bottiglie di vetro, ma non possono riflettere il quotidiano perchè, attorno, le pareti sono intrise dei miei colori.

E ti guardo andare avanti, farmi strada che mi sembra un quadretto polacco. E ti immagino rimasto indietro, mentre mi sento a casa nella pace del grano.
Mi dici che è ghiaia e non chicchi di spighe.
Ti dico ch'è di sole e non di grigio che avvolgo le sfighe, le righe.

Ti pretenderò soggetto del mio avvenire nel circo dei lodati e resterò tra gli espulsi del Creato a determinare il mio destino con lo sputo e con i denti nella terra, nella polvere che s'alza, nella smorfia del clown, nel tuo sorriso non corrisposto, nel tuo ricordo scolpito male, nel mio tempo scandito ancora. Nel nostro piatto condito ogn'ora. E tu riguardati. E poi dimmi chè ci vedi. E poi ripetimi che ci tieni.

h 17.37

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