(sabato, 8 dicembre 2007 alle 17:33)
Abbiamo iniziato a fare l'amore.
Così, senza parlare.
Ci guardavamo. Tutto quel caldo strappato via dall'inverno che ti ostini a chiamare foglie buttate sui marciapiedi e nelle strade. Invece è grigio. E io sono nero e bianco e colori. E sono tutto, e sono niente.
Abbiamo continuato a fare l'amore.
Tutti i vestiti ci crollavano addosso. Insieme pensieri che non è vero che non si pensa a niente. Si pensa, si meditano sensazioni nel cervello come gap di allontanamento tra concreto e immaginazione. E tu sei lì che ti domandi come.
Cammino strusciando i piedi al pavimento fino di là, non vedo le porte, non so se sono aperte o chiuse. So che non me ne frega niente ora. Dovrebbe essere così ogni attimo.
Mi risveglio man mano, ma ho voglia solo di restare un altro po' sdraiato su un letto svenuto, e ricomincio da capo. Pensieri che non lo sono. Viaggi troppo distanti per essere conosciuti e capiti. Tu mi racconti cosa vuol dire vivere, sorrido come uno scemo perchè non lo so. Se hai ragione o no. E non me ne frega niente di testarlo, mi importa solo viverti.
Capisco che mi sbaglio quando vedo il tuo sguardo e potrei ritrovarmici perso come in una battaglia di cui non si capisce più l'obiettivo. Rimani ferma, solo la tua mano sinistra si muove e scivola in una specie di carezza sul viso e sul collo. Dovrei mordere?
Hai paura e ti si vede negli stessi occhi quella sicurezza disarmante di ciò che sei. Ti raggiungo in cucina dove sei già finita togliendomi ogni speranza di analisi. Prepari un caffè, che fai? Ti parlerei, ma non trovo le parole e mi sento un cretino. Resterei a guardarti e so che ho quasi fretta.
Mi ricordo allora che guaio è stato conoscerti ora che da sedici anni non dovrei sentirmi così se non con una donna diversa da te. Che ho scelto. A cui vorrei accompagnarmi. Mi sembra strano considerare te un ripiego o lei. Mi dici: non ha senso ogni sfida. Mi leggi dentro ancora un po' o è il fondo del caffè che versi nella tazzina ad ispirarti queste constatazioni amichevoli?
Mi devastano i pensieri. E poi questo caldo, caldo, caldo. Ma che caldo fa in questa casa?! Andiamo fuori a berci il caffè, in un balcone buttato su una piazza quasi glaciale. Che sia l'autunno.
Che siamo noi.
Mi dico che è tutto un periodo, mi passerà. E intanto è passata già: la prima notte tra noi è stata questa. Un qualcosa che non so dire, ma immaginare ogni volta che fa buio e che tu rischiari la mia via, mentre vado.
Vengo da te.
Sei sola a casa e voglio offrirti un caffè.
http://it.youtube.com/watch?v=N2iYEyxMpak (Tutta mia la città - Giuliano Palma)
http://www.youtube.com/watch?v=4TQmwLV_r1U&feature=fvst (Niente paura - Ligabue)
http://it.youtube.com/watch?v=UIhV8teBq2U (Negrita - Magnolia)
Così, senza parlare.
Ci guardavamo. Tutto quel caldo strappato via dall'inverno che ti ostini a chiamare foglie buttate sui marciapiedi e nelle strade. Invece è grigio. E io sono nero e bianco e colori. E sono tutto, e sono niente.
Abbiamo continuato a fare l'amore.
Tutti i vestiti ci crollavano addosso. Insieme pensieri che non è vero che non si pensa a niente. Si pensa, si meditano sensazioni nel cervello come gap di allontanamento tra concreto e immaginazione. E tu sei lì che ti domandi come.
Cammino strusciando i piedi al pavimento fino di là, non vedo le porte, non so se sono aperte o chiuse. So che non me ne frega niente ora. Dovrebbe essere così ogni attimo.
Mi risveglio man mano, ma ho voglia solo di restare un altro po' sdraiato su un letto svenuto, e ricomincio da capo. Pensieri che non lo sono. Viaggi troppo distanti per essere conosciuti e capiti. Tu mi racconti cosa vuol dire vivere, sorrido come uno scemo perchè non lo so. Se hai ragione o no. E non me ne frega niente di testarlo, mi importa solo viverti.
Capisco che mi sbaglio quando vedo il tuo sguardo e potrei ritrovarmici perso come in una battaglia di cui non si capisce più l'obiettivo. Rimani ferma, solo la tua mano sinistra si muove e scivola in una specie di carezza sul viso e sul collo. Dovrei mordere?
Hai paura e ti si vede negli stessi occhi quella sicurezza disarmante di ciò che sei. Ti raggiungo in cucina dove sei già finita togliendomi ogni speranza di analisi. Prepari un caffè, che fai? Ti parlerei, ma non trovo le parole e mi sento un cretino. Resterei a guardarti e so che ho quasi fretta.
Mi ricordo allora che guaio è stato conoscerti ora che da sedici anni non dovrei sentirmi così se non con una donna diversa da te. Che ho scelto. A cui vorrei accompagnarmi. Mi sembra strano considerare te un ripiego o lei. Mi dici: non ha senso ogni sfida. Mi leggi dentro ancora un po' o è il fondo del caffè che versi nella tazzina ad ispirarti queste constatazioni amichevoli?
Mi devastano i pensieri. E poi questo caldo, caldo, caldo. Ma che caldo fa in questa casa?! Andiamo fuori a berci il caffè, in un balcone buttato su una piazza quasi glaciale. Che sia l'autunno.
Che siamo noi.
Mi dico che è tutto un periodo, mi passerà. E intanto è passata già: la prima notte tra noi è stata questa. Un qualcosa che non so dire, ma immaginare ogni volta che fa buio e che tu rischiari la mia via, mentre vado.
Vengo da te.
Sei sola a casa e voglio offrirti un caffè.
http://it.youtube.com/watch?v=N2iYEyxMpak (Tutta mia la città - Giuliano Palma)
http://www.youtube.com/watch?v=4TQmwLV_r1U&feature=fvst (Niente paura - Ligabue)
http://it.youtube.com/watch?v=UIhV8teBq2U (Negrita - Magnolia)
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