(domenica, 30 dicembre 2007 alle 05:05)
E poi sei arrivato tu mentre stavo scrivendo per te.
E poi mi hai parlato della tua mente:
mi raccontavi entusiasta dove vagava
e io la seguivo seguendo il sapore un po' amaro delle tue immagini che ti uscivano dal cappello
un po' obliquo, come ogni bravo Jack.
Non avevi raccolto dei fiori tornando a casa,
ma ti ho aspettato lo stesso sveglia
perchè volevo guardare con quale sguardo saresti rientrato stanotte,
con quale malinconia.
Ti ho abbracciato che era tardi e non avevi voglia di dormire.
Leggevi come a leggerti fossi stata io.
Sei rimasto quattro lunghi minuti a guardare il colore del mio ombretto
e hai capito: avevo solo voglia di dormire;
di sentire la musica dei tuoi "ti dico che"
che non mi hai mai detto
mentre me ne sarebbe bastato uno
stanotte.
Abbiamo fatto le quattro lo stesso,
come ad essere insieme.
Sono tutte reminiscenze distorte
come quando il gin è caduto sul piatto
e abbiamo rovinato il giradischi per sempre.
Tu hai staccato le puntine e le hai usate su un disegno di tua nipote:
volevi mostrare a tutti che la piccola artista di casa aveva preso dallo zio.
E poi siamo corsi fuori e siamo caduti in piscina;
ci siamo addormentati così:
forse sporchi di melma,
abbracciati.
E poi mi hai parlato della tua mente:
mi raccontavi entusiasta dove vagava
e io la seguivo seguendo il sapore un po' amaro delle tue immagini che ti uscivano dal cappello
un po' obliquo, come ogni bravo Jack.
Non avevi raccolto dei fiori tornando a casa,
ma ti ho aspettato lo stesso sveglia
perchè volevo guardare con quale sguardo saresti rientrato stanotte,
con quale malinconia.
Ti ho abbracciato che era tardi e non avevi voglia di dormire.
Leggevi come a leggerti fossi stata io.
Sei rimasto quattro lunghi minuti a guardare il colore del mio ombretto
e hai capito: avevo solo voglia di dormire;
di sentire la musica dei tuoi "ti dico che"
che non mi hai mai detto
mentre me ne sarebbe bastato uno
stanotte.
Abbiamo fatto le quattro lo stesso,
come ad essere insieme.
Sono tutte reminiscenze distorte
come quando il gin è caduto sul piatto
e abbiamo rovinato il giradischi per sempre.
Tu hai staccato le puntine e le hai usate su un disegno di tua nipote:
volevi mostrare a tutti che la piccola artista di casa aveva preso dallo zio.
E poi siamo corsi fuori e siamo caduti in piscina;
ci siamo addormentati così:
forse sporchi di melma,
abbracciati.
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