(lunedì, 28 gennaio 2008 alle 03:50)
Mi manchi.
Ti guardo e non mi corrispondi.
Sei in fotografia così immobile come ti detesto.
Ti continui a far studiare dai miei occhi coperti di quella patina che si dice malinconia e sta in fondo agli occhi ogni volta che penso al profumo tuo che sa di quel grano che fa la storia, sempre lo stesso.
Ti detesto lì immobile quanto ti amo.
E mi manchi.
Perchè ti crogioli nel mio allontanarmi e nascondermi dentro la camicia che forse non hai neanche mai abbracciato, ma solo visto in fotografia.
La tengo stasera al posto del tuo giubotto che ho rimesso per le ultime uscite.
Oggi sono stata in casa e ho rischiato di lasciarci le penne...e la tastiera...in un incendio.
Mi abbracciava il tuo giubotto e mi han chiamato metallara. Non c'era metallo, se non quello delle chiavi per raggiungere la tua destinazione ancora una volta.
Ma sei cosi distante come ti nascondi.
E mi manchi.
Ti guardo e non mi corrispondi.
Sei in fotografia così immobile come ti detesto.
Ti continui a far studiare dai miei occhi coperti di quella patina che si dice malinconia e sta in fondo agli occhi ogni volta che penso al profumo tuo che sa di quel grano che fa la storia, sempre lo stesso.
Ti detesto lì immobile quanto ti amo.
E mi manchi.
Perchè ti crogioli nel mio allontanarmi e nascondermi dentro la camicia che forse non hai neanche mai abbracciato, ma solo visto in fotografia.
La tengo stasera al posto del tuo giubotto che ho rimesso per le ultime uscite.
Oggi sono stata in casa e ho rischiato di lasciarci le penne...e la tastiera...in un incendio.
Mi abbracciava il tuo giubotto e mi han chiamato metallara. Non c'era metallo, se non quello delle chiavi per raggiungere la tua destinazione ancora una volta.
Ma sei cosi distante come ti nascondi.
E mi manchi.
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