domenica 29 maggio 2011

la festa per me è quando scrivi

(domenica, 30 dicembre 2007 alle 03:32) 
E' il sorriso che volevo avere stasera.
E un giro in moto in una notte che non è più fredda.
La camicia di papà che sbandiera nel vento e indica che stiamo scuotendoci tutto dentro.
Buio, e i lampioni che fanno da lanterne. Uno ad ogni incrocio. Nessuno sul ponte. Uno per ogni sbaglio, come allarmi. Ognuno per noi, per farci luce mentre andiamo. Un faro non basta quando si è in due.

Tornare in casa con i geloni ai piedi e metterli vicino al calorifero come da bambini ci dicevano di non fare. Avevo bisogno di parole messe insieme come le tue perchè è come inzuppare la frutta nella sangria. E la festa allora sì, può iniziare anche al piano di sopra.
Le ombre si macchiano di punte di blu, arancione, verde,... ballano, stanno sedute a parlare, parlano sempre così sottovoce. Si guardano senza aprir bocca. Le ombre hanno bocca?
Mi manchi.
O mi mancavi.
Non fa più che lo stesso adesso che ti rileggo.
Sei bello.
Più di un'ombra. Più di un ritratto. Più di un frutto, magari una mela di cui non conosci meta diversa dal cassonetto dell'immondizia. Dalla prossima stacca i semi e incastrali in una delle tue tele. Quando arrivo la strappo. E diamo vita alla nostra. Quando arrivo la pulisco via. E costruiamo la nostra. Come ragni, mangiando mosche.

.......
Ti sfido.
E lo sai che volevo suonare un'altra musica, ma ho paura. E lo sai che poi vinco il terrore di botto e ti dico tutto suonandoti di schiaffi, pizzicotti e cuscinate fino a prenderti una mano e farti cadere da me.
Tu lo sai che poi rimaniamo così senza più risate, ma solo a ristabilire la distanza del contatto insieme al battito ed al fiato.
Poi lo sai che ti dico che devo scrivere. Per non dirti altro. Per dirti che siamo pronti per morire o per andare a mangiare un panino al bar.

Pianobar e tu distante che mi guardi dal riflesso del tuo bicchiere di vodka. Buio e qualche lampada rossa e qualcuna gialla. La mia camicia appoggiata al bancone con le mie braccia che stanno anche intorno al tuo collo e poi alla tua schiena come se fossi qui e lì. Sul palco l'ombra di un cantante col cappello a cilindro che racconta la sua storia. Tu che ridi mentre mi guardi ridere e poi smetti e sorridi soltanto con quel tuo sguardo innocente che ne sa più di me.
http://it.youtube.com/watch?v=Fr1f3V8FhrA (Cappello a cilindro - All'improvviso)

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