(28-3-01 ore 8.54)
E' come l'alluvione.
Questo nostro viaggio è stato fino ad ora
come un'alluvione.
Ci sono successe tante cose
e a volte sto lì a ricordarle.
Sto lì, al fiume..
Sarà banale,
ma il sole era lì per sorgere.
Era quasi l'alba.
E dai colori si vedeva!
Non sapevo chi fossi,
da allora sto cercando di capirlo
forse
o forse non mi importa
e l'unica cosa che so
è che ti amo.
Ma come potrei amarti?
C'era un giardino,
ci siamo ritrovati l' insieme,
come due bambini che giocano per caso.
Abbiamo passato mille notti
e mille nuove mattine, insieme,
ma ignoravamo i nostri giorni.
E così,
mentre il tempo finiva,
continuavamo ad incontrarci,
per Caso.
E questa poesia non mi piace.
Da allora
ti ho aspettato ogni sera per parlarti.
Ho incollato le tue fotografie nei miei ricordi
e quel giorno un signore mi ha detto
di raggiungerlo in cantina.
Voleva farmi vedere qualcosa.
Gli ho detto no.
Non so se più convinta
o meno diffidente
(con te).
E' invecchiato tutto molto in fretta,
senza che ce ne accorgessimo
e quell'uomo mi ha detto di correre da te,
al fiume.
Gli ho detto no,
più tardi sono venuta a trovarti.
E quel Signore era lì con te.
Mi son chiesta perchè
e me ne sono andata,
finta distratta.
Tu mi guardavi.
Lo sentivo dal tuo modo di parlare
(distratto, incerto se andare).
Mi sono seduta sulla riva
e guardavo solo le onde.
Un mare calmo.
Sembrava così sereno!
Dall'altra parte c'eri tu,
lontano mille miglia e
non potevo vederti:
ti copriva
la linea dell'orizzonte.
Tu eri lì con me.
Più passava l'alba,
più mi accorgevo che eri tu
e che eri lì.
Ad un passo.
Rimanevo seduta,
sicura: anche tu!
non sapevo se e come sbloccare
il giro di onde e profumi
intorno a me. Intorno a noi.
Non sapevo che dirti,
non sapevo che c'eri,
sono rimasta con le mie contraddizioni,
in silenzio,
a scrutare un mondo diverso.
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