lunedì 30 maggio 2011

Q P DO

(28-3-01 ore 8.54)
E' come l'alluvione. 
Questo nostro viaggio è stato fino ad ora 
come un'alluvione. 
Ci sono successe tante cose 
e a volte sto lì a ricordarle. 
Sto lì, al fiume.. 
Sarà banale, 
ma il sole era lì per sorgere. 
Era quasi l'alba. 
E dai colori si vedeva! 
Non sapevo chi fossi, 
da allora sto cercando di capirlo 
forse 
o forse non mi importa 
e l'unica cosa che so 
è che ti amo. 
Ma come potrei amarti? 
C'era un giardino, 
ci siamo ritrovati l' insieme, 
come due bambini che giocano per caso. 
Abbiamo passato mille notti 
e mille nuove mattine, insieme, 
ma ignoravamo i nostri giorni. 
E così, 
mentre il tempo finiva, 
continuavamo ad incontrarci, 
per Caso. 
E questa poesia non mi piace. 
Da allora 
ti ho aspettato ogni sera per parlarti. 
Ho incollato le tue fotografie nei miei ricordi 
e quel giorno un signore mi ha detto 
di raggiungerlo in cantina. 
Voleva farmi vedere qualcosa. 
Gli ho detto no. 
Non so se più convinta 
o meno diffidente 
(con te). 
E' invecchiato tutto molto in fretta, 
senza che ce ne accorgessimo 
e quell'uomo mi ha detto di correre da te, 
al fiume. 
Gli ho detto no, 
più tardi sono venuta a trovarti. 
E quel Signore era lì con te. 
Mi son chiesta perchè 
e me ne sono andata, 
finta distratta. 
Tu mi guardavi. 
Lo sentivo dal tuo modo di parlare 
(distratto, incerto se andare). 
Mi sono seduta sulla riva 
e guardavo solo le onde. 
Un mare calmo. 
Sembrava così sereno! 
Dall'altra parte c'eri tu, 
lontano mille miglia e 
non potevo vederti: 
ti copriva 
la linea dell'orizzonte. 
Tu eri lì con me. 
Più passava l'alba, 
più mi accorgevo che eri tu 
e che eri lì. 
Ad un passo. 
Rimanevo seduta, 
sicura: anche tu! 
non sapevo se e come sbloccare 
il giro di onde e profumi 
intorno a me. Intorno a noi. 
Non sapevo che dirti, 
non sapevo che c'eri, 
sono rimasta con le mie contraddizioni, 
in silenzio, 
a scrutare un mondo diverso. 

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