(h. 17.57 24-2-08)
Hans Starckey cercava di arrotolare la nebbia nei suoi rulli di carta per rendere meno ruvido lo sguardo del cielo rimasto senza stelle o nascondendo le più belle.
Non potevi raccontare le trappole del mondo ad HS perchè lui sorrideva senza ascoltarti e poi ti spiegazzava ogni storia al passare del vento. Gli bastava l'aria per farti intuire che non si sbagliava, che non scherzava.
HS faceva cigolare sempre le porte; ogni serratura era alchemica e l'avresti aperta solo decifrandone la sfumatura. Potevi continuare a tentare, ma finchè non l'avevi riconosciuta, ne restavi fuori. Ne ho indovinate tre e in ogni sala ho trovato una bambola di porcellana che avevo voglia di rompere.
Della prima ho tenuto gli occhi di perla, della seconda le dita bianche e dell'ultima un paio di capelli di stoffa.
I vestiti di raso li ho spezzati con le mani alzandone i frammenti come un'ostia e ci ho scritto sopra una fiaba. Quando è arrivato l'elefante però la proboscide era troppo lunga per non essere scoperta e intenta a cercare il finale della fiaba, ho iniziato la vita.
Astrid te l'aveva già detto, caro Hans S. che non poteva durare per sempre una storia. Tu ti sei messo a sorridere e non l'ascoltavi, credo stessi spiegandoti al vento.
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