domenica 29 maggio 2011

Tempi che furono

(26-3-01 ore 23.46)
Qualcuno che si spieghi meglio di me 
o forse solo qualcuno che parli al posto mio 
perchè quel che non capisci forse 
ci sia qualcun altro a dirtelo 
comunque 
e a spiegartelo 
un po' ovunque. 
Non so dire se sei cambiato 
e non voglio nemmeno sindacare 
se sia un bene 
o un male. 
Voglio conoscerti, 
voglio comprenderti, 
voglio che l'indifferenza degli sguardi 
in questa nebbia 
si dissolva 
e ritornino i nostri dubbi 
e i nostri perchè. 
Voglio dirtelo quanto sei importante per me. 
Chiunque tu sia, 
mio misterioso eremita, 
che a volte 
ti nascondi dietro un te che non conosci. 
E che a volte 
mi tocca presentarti. 
Vorrei capissi. 
Vorrei che questo vento la smettesse di soffiarci 
nelle orecchie 
almeno un po'. 
Così che tu potessi ascoltarmi 
e io convincermi dei no delle nubi 
quando di notte si circondano delle voci 
del mare 
e chiedono consigli a me. 
E io non so dirmi perchè. 
Quando tutto accade tranne che capire. 
Quando qualcuno di colpo, 
più o meno, 
ti spegne la luce 
e con essa il cuore. 
Quando ricominci a nascondere 
le emozioni che non hai 
dietro un velo di nostalgia 
e mi domando cosa questo sia. 
E perchè ora. 
Per che ora. 
Quando il piombo dei suoi no mi butta più giù 
e quando non è malattia, è perdono. 
Quando invece quasi si tramuta in odio 
e vorrei andarmene e seguire Leon. 
Quando Leon non arriva 
e invece scatta la paura. 
Quando è inutile 
e ci scappa da ridere 
e poi siamo stanchi 
e finiamo per addormentarci, 
spesso più lontani di quello che vorremmo. 
Quando i suoi documenti 
qualcuno non li controlla mai 
e finisce solo 
per peggiorare. 
..."ma perchè?" 
ti viene da dire 
e ritorni a dormire. 
Quando vorrei te ne andassi 
e quando vorrei non ci fossi. 
Quando mi accorgo che ogni minuto mi manchi 
nel respiro più forte 
e sempre più lungo 
senza te 
di questa notte invernale 
che passerà con l'inverno. 

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