(26-3-01 ore 23.46)
Qualcuno che si spieghi meglio di me
o forse solo qualcuno che parli al posto mio
perchè quel che non capisci forse
ci sia qualcun altro a dirtelo
comunque
e a spiegartelo
un po' ovunque.
Non so dire se sei cambiato
e non voglio nemmeno sindacare
se sia un bene
o un male.
Voglio conoscerti,
voglio comprenderti,
voglio che l'indifferenza degli sguardi
in questa nebbia
si dissolva
e ritornino i nostri dubbi
e i nostri perchè.
Voglio dirtelo quanto sei importante per me.
Chiunque tu sia,
mio misterioso eremita,
che a volte
ti nascondi dietro un te che non conosci.
E che a volte
mi tocca presentarti.
Vorrei capissi.
Vorrei che questo vento la smettesse di soffiarci
nelle orecchie
almeno un po'.
Così che tu potessi ascoltarmi
e io convincermi dei no delle nubi
quando di notte si circondano delle voci
del mare
e chiedono consigli a me.
E io non so dirmi perchè.
Quando tutto accade tranne che capire.
Quando qualcuno di colpo,
più o meno,
ti spegne la luce
e con essa il cuore.
Quando ricominci a nascondere
le emozioni che non hai
dietro un velo di nostalgia
e mi domando cosa questo sia.
E perchè ora.
Per che ora.
Quando il piombo dei suoi no mi butta più giù
e quando non è malattia, è perdono.
Quando invece quasi si tramuta in odio
e vorrei andarmene e seguire Leon.
Quando Leon non arriva
e invece scatta la paura.
Quando è inutile
e ci scappa da ridere
e poi siamo stanchi
e finiamo per addormentarci,
spesso più lontani di quello che vorremmo.
Quando i suoi documenti
qualcuno non li controlla mai
e finisce solo
per peggiorare.
..."ma perchè?"
ti viene da dire
e ritorni a dormire.
Quando vorrei te ne andassi
e quando vorrei non ci fossi.
Quando mi accorgo che ogni minuto mi manchi
nel respiro più forte
e sempre più lungo
senza te
di questa notte invernale
che passerà con l'inverno.
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