(28.3.01 ore 13.05)
Volavo su nuovi confini
dai contorni variopinti
dalle gocce confuse
e dai risultati indefiniti.
Ti ho visto
e continuavo a guardarti
con quello sguardo sicuro
e insieme incompreso
e con gli occhi di cerbiatto,
abbandonato, che torna a casa.
A quel punto mi hai presa per mano
e ho sentito in me
la voglia di confrontarmi
con qualcosa di uguale,
la voglia di certezze,
il bisogno di te.
Sulla stabilità del nostro rap
ho scommesso niente
però ci credo
e per questo
lotterò.
Fino a non perderti.
Fra i gerani di questo nostro giardino
e le rose selvatiche
sul nostro cammino.
Ti ho riconosciuta subito,
sei tornata, ombra più mia che
altro,
ti ho abbracciata
e mi sembrava di non vederti
da molto più tempo.
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