(1.37 12/12/07)
Vedi com'è buffo?
Eri tu a cercarmi e adesso ti direi
che mi dispiace,
che ti sei sbagliata a pensare di raggiungermi con così poco.
Ti direi: no, non posso.
Ti direi che il traguardo non è che un tuffo in piscina,
uno chardonnay a bordo vasca.
A bordo o sul pontile.
Incontro? no, non mi pare il caso.
Troppo rischiare, troppo ostentare, troppo dolore.
Raggiungersi? ma come: non l'avevamo già fatto?
Ne sorriderei, ti direi ch'è buffo.
E' tutto qui, dentro a un calcolo sbagliato.
Un matrimonio che non so.
Un incrocio: che farò?
Responsabilizzo il mio andare e così com'è buffo
lo dipingerò.
Disegnerò la casetta dove ci siamo sfiorati
di sguardi offuscati
e voltati di colpo.
Descriverò il corso, il colpo e la walter ppk.
Buffo, no?
Walter è sempre stato il nome
del tuo carismatico personaggio principale
in poesie che non so dire,
non conosco e non mi puoi recapitare.
E con quel colpo divento
uno dei tuoi eroi da calendario
dove corrisponderai alla data e all'ora
un titolo ed un volto, il mio,
per un altro personaggio.
Nient'altro sono.
Ti racconterò com'è giusto che tu rimanga:
una pagina di un libro, il tuo, il mio,
una pagina in comune
che strapperei guardandoti negli occhi.
Perchè è così che mi hai creduto capace,
è così che ti sei resa in grado d'essere quel che
ho davanti
e che non sarà mai del tutto impresso
in un elenco di parole
perch'è sangue e fede.
Ti trovo buffa, ch'è la volta che ridi
mentre ti congedo ché talvolta
da mediani ci giocano i mediocri.
Io al chiodo ci appendo il mio kimono, da solo,
tu il mio quadretto che schizzi
su questo foglio
con il sangue dalla mia ppk.
Me l'avevi detto.
Com'è buffo.
Non mi somiglia neanche un po'.
Vorrei lo credessi, come credi in me,
ma non sai rassegnarti come faccio io,
a non capire.
E allora ti guardo, ti ascolto e ti leggo
e mi rendo conto che non trovo nulla di me
in ciò che ti riguarda e che
di capirti non me ne importa molto.
E allora non c'è più niente di buffo, niente,
è uno spigolo e ci sbattiamo contro
come due muri
che s'incontrano.
Sento l'allontanarti per darmi l'apertura
di scegliere io se entrare o andarmene.
Mi guardi ancora,
non c'è motivo di non farlo, dici,
e sono già lontano.
Ciao, CRI.
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