martedì 31 maggio 2011

Argini golpisti, mio caro Walter

(5/6/01 ore 21.13)
Una luce. 
Una piccola luce, 
flebile, fragile, incerta. 
Una piccola luce e noi. 
Noi come navigatori di mondi 
dispersi; 
noi come biglie che ruotano 
autonome e convinte 
attratte da possibili strade 
in una pista golpista. 
Noi come fiumi 
che sempre vanno 
al mare. 
Un mare che non sappiamo, 
non ancora e non del tutto. 
Un clima che conosciamo 
e che varia col variare del tempo 
e dell'acqua. 
Sopravvissuti a tante battaglie, 
più che rimanere in piedi cerchiamo 
di vivere. 
Convinti di chissà che cosa 
e in fondo confusi; 
veloci nelle nostre decisioni, 
a volte ci rendiamo conto azzardate anche noi. 
Salutiamo i respiri giorno per giorno 
e cerchiamo di costruire qualcosa: 
forse già sappiamo che non ci sarà un ritorno. 
Crediamo. 
Abbiamo qualcosa dentro che ci fa dire così. 
Qualcosa difficile a definirsi 
e sciatto nel suo essere quando ci sentiamo così. 
Confusi tra mille strade e 
perchè. 
Nel giovane vecchio silenzio che non conduce, 
ma porta a casa; 
da un giorno che non conosci 
ancora ora, 
ti amo. 

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