(5/6/01 ore 21.13)
Una luce.
Una piccola luce,
flebile, fragile, incerta.
Una piccola luce e noi.
Noi come navigatori di mondi
dispersi;
noi come biglie che ruotano
autonome e convinte
attratte da possibili strade
in una pista golpista.
Noi come fiumi
che sempre vanno
al mare.
Un mare che non sappiamo,
non ancora e non del tutto.
Un clima che conosciamo
e che varia col variare del tempo
e dell'acqua.
Sopravvissuti a tante battaglie,
più che rimanere in piedi cerchiamo
di vivere.
Convinti di chissà che cosa
e in fondo confusi;
veloci nelle nostre decisioni,
a volte ci rendiamo conto azzardate anche noi.
Salutiamo i respiri giorno per giorno
e cerchiamo di costruire qualcosa:
forse già sappiamo che non ci sarà un ritorno.
Crediamo.
Abbiamo qualcosa dentro che ci fa dire così.
Qualcosa difficile a definirsi
e sciatto nel suo essere quando ci sentiamo così.
Confusi tra mille strade e
perchè.
Nel giovane vecchio silenzio che non conduce,
ma porta a casa;
da un giorno che non conosci
ancora ora,
ti amo.
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