(27-3-01 ore 12.17)
Chiamo il tuo nome ed è notte,
non mi risponde più neanche la luna,
così calda, immobile, scura.
Senza tempo e senza voglia.
Ferma nel suo essere stanca di lottare
e nel non voler guardare.
In questa notte
ho ascoltato il tuo respiro mentre dormivi
e mi sembrava già mattina,
troppo presto per poter andare via così.
Senza dirti niente ho fatto i bagagli
e sono uscita in silenzio
socchiudendo la porta
dietro la mia ombra incerta se restare.
Ho ascoltato il tuo sospiro mentre
mi chiedeva di rimanere,
ma sono andata via.
Ti ho lasciato solo
a coinvolgere le idee e
a mescolarle con i pensieri
che più si coloravano, più vedevi.
Ti ho telefonato in un'altra notte
simile a questa
e non diversa da altre
e ancora ho avvicinato la cornetta
dietro il tuo nome che esalava respiri.
Ora
la porta l'ho aperta,
la cornetta già è alzata
e ti ritrovo ancora addormentato
in una bolla che rimbalza nel nulla
Vorrei svegliarti,
dovrei fare piano.
Adesso mi trovo confusa,
in bilico tra la mia incertezza
e il mio essere semplicemente me stessa,
il mio raggiungerti così,
nel buio,
mentre ancora mi circonda il profumo dell'ultima notte
e non so che dovrei dirti,
che vorrei da questo noi
che poi
è sempre più vero
E ti raggiungo mentre dormi
e continuo a starti accanto,
in silenzio,
solo a guardarti.
Mi chiedo cosa stai sognando
e le ombre
sulla parete davanti a noi
mi rincorrono.
Il fiato raccolto per l'ultimo soffio.
Ho spento la candela
ancora accesa
dietro noi
e dentro di me ho continuato ad amarti
come prima, senza sapere.
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