domenica 29 maggio 2011

Senza sapere (al risveglio?)

(27-3-01 ore 12.17)
Chiamo il tuo nome ed è notte, 
non mi risponde più neanche la luna, 
così calda, immobile, scura. 
Senza tempo e senza voglia. 
Ferma nel suo essere stanca di lottare 
e nel non voler guardare. 
In questa notte 
ho ascoltato il tuo respiro mentre dormivi 
e mi sembrava già mattina, 
troppo presto per poter andare via così. 
Senza dirti niente ho fatto i bagagli 
e sono uscita in silenzio 
socchiudendo la porta 
dietro la mia ombra incerta se restare. 
Ho ascoltato il tuo sospiro mentre 
mi chiedeva di rimanere, 
ma sono andata via. 
Ti ho lasciato solo 
a coinvolgere le idee e 
a mescolarle con i pensieri 
che più si coloravano, più vedevi. 
Ti ho telefonato in un'altra notte 
simile a questa 
e non diversa da altre 
e ancora ho avvicinato la cornetta 
dietro il tuo nome che esalava respiri. 
Ora 
la porta l'ho aperta, 
la cornetta già è alzata 
e ti ritrovo ancora addormentato 
in una bolla che rimbalza nel nulla 
Vorrei svegliarti, 
dovrei fare piano. 
Adesso mi trovo confusa, 
in bilico tra la mia incertezza 
e il mio essere semplicemente me stessa, 
il mio raggiungerti così, 
nel buio, 
mentre ancora mi circonda il profumo dell'ultima notte 
e non so che dovrei dirti, 
che vorrei da questo noi 
che poi 
è sempre più vero 
E ti raggiungo mentre dormi 
e continuo a starti accanto, 
in silenzio, 
solo a guardarti. 
Mi chiedo cosa stai sognando 
e le ombre 
sulla parete davanti a noi 
mi rincorrono. 
Il fiato raccolto per l'ultimo soffio. 
Ho spento la candela 
ancora accesa 
dietro noi 
e dentro di me ho continuato ad amarti 
come prima, senza sapere. 

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