sabato 28 maggio 2011

Sei fuoristrada

(18.20 - 2/12/2007)
 Ruota che scricchiola come il cigolio di una porta aperta sull'asfalto. E posso entrare arrogante in una nuova dimensione senza dimenticare, senza fare anche della mia vita una biblioteca disordinata e sfitta, nè il museo da chiudere agli spettatori coll'andare dei mesi. Rimango io col mio sorrisetto stampato sulla faccia a cercare una storia da narrare perchè non sia sempre mia la parte della protagonista con gli stessi ideali fermi in una partita a scacchi di vent'anni. 
Eccomi come una scriciola di tre a muovere il re sempre di un passo. La matta sono già io e se mi prendo anche l'arbitrio di cogliere il rischio come fossi Margherita da spellare e da sfogliare per trovare le mie risposte, ce n'è già di che tramortire la noia. 

E papà diceva che con quel cavo una notte o l'altra mi ci sarei impiccata e invece è così che ho fatto delle cuffie la mia salvezza ad animo troppo innamorato, ingordo di sè e mai schiavo del tempo che vive. 
http://it.netlog.com/go/videos/videoid=226666 (Rino Gaetano - A mano a mano)
Mi tappavo le orecchie anzichè con le mani come gli altri bambini, con note connotate al periodo, mai scordate, per poter sentire sempre le voci del mondo e non perdere la facoltà di carpirne i segreti non tanto nel valutare ciò ch'è giusto, quanto per assuefarmi della mia condotta scoordinata da ciò che non stesse negli arpeggi delle mie dita su un braccio di chitarra che ho imparato a suonare in ogni post-it strappato dal calendario, in ogni tiro di dado. Chitarra che ancora oggi non ho comprato, nè svenduto. 
Eppure vivo. Eppure sogno. E pure sbaglio. Fuoristrada. 

Come gomma sull'asfalto che brucia, bagnato dalla nostra pioggia che guardavamo scendere inermi e abbastanza bastardi da sentircene vittime, raccoglitori, fragili. 
Spazio... te ne ho concesso tutto per essere uno dei miei eroi senza idolatrare mai il gusto speziato che ti porti nelle corde come nelle braccia ed in qualche caso folle in entrambi. 

- Posso ancora chiamarti per chiederti dove stai andando? 
- Sì, puoi. Fallo. Ti accoglierò come in un abbraccio stretto di morsa col girare dei giorni, col passare del freddo che tanto ami e ti spaventa. 


Sono cresciuta che tutti giocavano a monopoli, io ho voluto sempre monopolizzare la scena più che vincere ed è così che ho studiato la sconfitta. Non l'ho mai premeditata anche quando c'era classe nell'approcciarsene com'a droga. Assuefarsi di nuovo a qualcosa, ago nelle vene disperato più di un assolo di Keith, più del mio pigiama arancione tra le tue braccia, che sbanda fuoristrada. 
Sfumature di pastelli a cera che si sciolgono nella mia candela sul comodino mentre ti leggo. Son qui che ti sento parlare dei tuoi Viaggi e sorrido dipingendo il quadro con la mia fantasia ad esclamare, quasi saltellando da una riga all'altra. Declamo il mio orgoglio e le tue poesie come fosse il mio amore per te e lo faccio solo perchè lo è. Orgoglio d'amarti, come fosse. 

Tu lo sai che parlo di te, che parto parlando di te, che arrivo a parlare di te anche quando è già sera e papà si sbagliava. Non sono io ad essere fuoristrada. Sono la goccia e tu il vaso. Siamo tante cose che non ho capito. Ci chiedono se siamo idioti ed io non so che rispondere. Improvviso. Quella attiva sono comunque io, comunque bella. Il vaso è un raccoglitore di avventure che sai dire, ma vuoi vuotare. Catarsi. Può darsi. Puoi darti. 
Io son qui che ti amo. 
Raccolgo foglie e fogli e questo dicembre rimane piegato finchè non ci pensi tu perchè tu. Puoi. 

samstoner invece è andato fuoristrada così: http://it.netlog.com/UnoScrittorePericoloso/blo...-

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