lunedì 30 maggio 2011

Senza dire niente

(28/3/01 ore 9.07)
Finito il temporale ci sentiamo così: 
dispersi! 
Come due vecchi prigionieri 
lasciati liberi di colpa. 
Dispersi con il male alla spalla. 
Lancinante, 
come la sua spada. 
Non abbiamo raccolto i corpi 
e mentre l'odore del sangue 
moriva con l'alba, 
è arrivato il mattino. 
Ti ho ritrovato accanto a me, 
vicino. 
Ti ho trovato, 
compagno 
e tutto questo non mi convince, 
non più di tanto. 
Riempie di imput, 
c'è anche paura. 
Così, mi hai raggiunto. 
E ci siamo rivisti. 
In mezzo a tutte quelle schegge 
e quei cadaveri andati: 
carcasse di ricordi 
dentro di noi lo spettro di noi 
che ci portiamo appresso. 

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