(28/3/01 ore 9.07)
Finito il temporale ci sentiamo così:
dispersi!
Come due vecchi prigionieri
lasciati liberi di colpa.
Dispersi con il male alla spalla.
Lancinante,
come la sua spada.
Non abbiamo raccolto i corpi
e mentre l'odore del sangue
moriva con l'alba,
è arrivato il mattino.
Ti ho ritrovato accanto a me,
vicino.
Ti ho trovato,
compagno
e tutto questo non mi convince,
non più di tanto.
Riempie di imput,
c'è anche paura.
Così, mi hai raggiunto.
E ci siamo rivisti.
In mezzo a tutte quelle schegge
e quei cadaveri andati:
carcasse di ricordi
dentro di noi lo spettro di noi
che ci portiamo appresso.
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