(domenica, 4 novembre 2007 alle 05:30)
In risposta a: http://it.netlog.com/samstoner/blog/blogid=1914...-
http://it.youtube.com/watch?v=NBJ9ifbhi7Y (Ti lascio una canzone - Gino Paoli)
Rossa, lunga metà di una matita, pungente e affilata: è la mia. Scrittura, lettera, chimica.
L'albero è sempre più grande della casetta.
Le tegole rosse come la scrittura, la lettera e la chimica.
C'era sempre una nuvola, al massimo due, quando disegnavo quel quadretto sui quadretti del quaderno.
Affianco al sole dai raggi dritti.
Ogni tanto devo rifare il gesto di quel disegno, ne sono dipendente come lo è l'uomo dal caffè la mattina o tu da quella scrivania che non ti decidi a spedirmi.
Geloso di immagini e ti lamenti di lei che lo è di un uomo?
Con che faccia?
Quella dello sguardo obliquo di Jack dalla copertina di un mondo battuto dal vento.
Ti comunico che mi sono stancata di scriverti lettere di cui non capisci il valore; che non sai leggere. "E' una scusa".
"No, ma dai, che dici. Sono stata impegnata e scusami, anche se adesso non lo sono più e non ti rispondo ancora all'invito. E' perchè non so cosa dirti.".
"Sono la tua coscienza, uno dei tuoi grilli per la testa: l'importante è la conoscenza, cosa vuoi dire?"
http://it.youtube.com/watch?v=Q50B17ZBM1M (Baccini - Amore disordinato)
Mi sono infilata male le scarpe da ginnastica, ero già pronta per uscirne, mancavano solo le scarpe e la pillola... rossa.
"I lacci!... no, niente, sto solo impazzendo".
"Ci conosciamo troppo bene, Scema, per non capire una bugia; per non vedere se anche un ciglio trema; per non sapere che vai via... - sono solo la radio, che c'è?" Tu mi guardi obliqua.
175 km/h nella direzione opposta ad una risposta che non so, non voglio darmi.
Ho preferito disegnare il mio gesù, cambiare identità alla matita con una penna blu. Per correggere la direzione avrei dovuto usare la matita... rossa.
"Sto sbagliando, lo so".
"E se si inceppa il nastro come fa a dar flusso ai tuoi "ricordare" obliqui? - ostinata come il fluire cosciente delle parole nella mia testa -
cosa scriverai quando arriverai dritta al centro dell'occhio di dio? come giustificherai l'apocalisse di quel tuo sogno distratto? - incalzi, sai che puoi permettertelo -
giocherai a tennis anche allora? - hai quel ghigno sarcastico che non lascia scampo, che adoro -
scapperai dallo sguardo di dio a 175 km/h?" - adesso mi sfidi proprio.... a viso aperto... e sguardo un po' obliquo anche tu... mi metti alla prova.
"Lui è sempre stato capace di andare più veloce, che problema dovrei farmi a lasciarlo indietro?" - ci ho provato, non mi interrogo neanche sul risultato, forse hai definitivamente fallito la tua missione?
Sai di essere in vantaggio. O almeno io mi sento forte solo delle mie sensazioni che sono fugaci per loro stessa ammissione. "ma allora non hai finito di leggere la bibbia?" mi dici.
"stavo per bruciarla - miglioro - per sentirla un po' più viva. Siamo tutti come coniglietti inviperiti col nastro sulla testa davanti all'arrivo di un'inaugurazione. Poi tra i miei "ricordare" in obliquo ho trovato il dispiacere di mio nonno, la sua mancanza di comprensione d'Altro e allora l'ho resa vera tenendola intera in fogli e cenere, ma della sigaretta che fumo quando ne leggo le pagine. Preparo una macedonia dei frutti, aspettami.".
"la mela?!?!"
"AHAHAHAHAH".
Caro Amore,
tu sei un altro destinatario. Adesso non ti volevo scrivere, ma se mi parlano di Amore scrivo irrimediabilmente al tuo indirizzo.
"AHAHAHAH - Sì, sono io, il grillo. Rido per la telefonata. Squilla sempre il telefono al momento giusto, eh? questa volta non era un invito al cinema e ti ha anche sentita strana". Hai una strana attenzione insolente verso questi dettagli che mi proponi chiedendomi conto di decisioni solo mie (sì, si fa per dire), ma non dovresti stare dalla mia parte? invece lo dici compiaciuta...
"Gli ho detto che sono concentrata a scrivere! Mi ha anche chiesto scusa". dico io, più compiaciuta di te. Finalmente mi sento ripagata.
"Col catechismo è andata come è andata, ma hai imparato almeno il doppio nodo da piccola? lega quelle scarpe! - mi prendi in giro, bonariamente e sorridi come lui quando gli telefono a Roma - adesso si rileggerà e capirà AHAHAH".
"ognuno conosce molte persone diverse ed ognuna è grazieaddio un mosaico di pezzi diversi anche di per sè. - assumo a mia volta questo tono filosofo, per trarre forza sostanzialmente, ma ci credo come sempre - Ci si riconosce in ciò che si sente come stimolo. Di qui a "capire" poi, è tutt'altra favola".
"AHAH Le arance già le hai".
La coscienza del grillo se n'è andata così, in quel giorno, a quell'ora, in maniera univoca e senza sconti. Senza darmi la possibilità di rimediare, sembrava quasi lui.... ancora. Forse è rimasta offesa, mettendomi addosso un po' di tristezza. Avevo paura di averle fatto male con tanta crudezza. E cinismo, va bene.
Io ripresi a tagliare minuziosamente alla frutta.
Caro Amore,
tu non capisci il perchè di questa treccia. Trovi curioso e diverso che io mi leghi i capelli con questa caparbia attenzione e proprio quando ho finito, mi metta a tirare fuori qualche ricciolo dall'elastico. Inesorabile.
Disordinando l'immagine nello specchio.
E' per chiarezza, ne ho bisogno più delle scarpe da ginnastica, più delle arance.
"Chiudo gli occhi solo più quando ascolto la mia musica, capisci?" - Avrei dovuto dirgli questo quando mi ha sentita strana, quando mi ha invitata al cinema, quando mi ha chiesto di raggiungerlo a Roma.
Avrei dovuto delegare risposta alla chitarra di Alex che lui non conosce, ma noi sì, e fargli capire che ho ancora nel cervello quella di Luca con lo stesso effetto della dose di hashish che nessuno mi ha poi dato, del caffè caldo la mattina, della scrivania di Sam e del mio disegno appoggiato sopra, in mezzo ai fogli... disordinati.
Succede così che la lampadina come per qualche accadimento che non c'è, non è avvenuto, inizia a traballare nella sua luce, fragile, come argilla e la pennellata di vernice gocciolante e arrabbiata che ho conservato barricata in cantina per sentirne il profumo ogni volta che chiudo il portoncino di legno alle mie spalle e ne ho bisogno quanto del restare dentro quell'abbraccio in quell'immagine fissa che mi fa Paura come un chiodo nella testa su cui appendere il quadretto, da far saltare dalla croce, dalla bara, dentro cui mi trovo e rido.
Magari si potesse risorgere dopo tre giorni come il mio gesù!
"TORNA QUI!" - lo urlo nel deserto indiano pieno di stelle, nelle campagne dell'Arizona, nella 66route che percorro ogni notte di malinconia con l'autostop della musica e dei pensieri e dell'amore che tengono legate le anime.
Come la mia, anima, arrestata a questo gioco di sguardi.
E' tutto troppo filo-americano per essere rosso...di sangue e corpo coincidenti.
Se mi dici "why worry?" non lo capisci che non posso che essere incastrata al sapore del sorriso di quel mattino con il colore invisibile delle lacrime scivolatemi pesanti sulle labbra? non avevo nessuna incertezza e molti dubbi e pensieri.
Per uscirne devi fare nomi e cognomi, devi guardare negli occhi obliqui i puntini di sospensione cui alludi.
Non serve che gridi nel deserto, è pura suggestione.
Mi fai arrabbiare quando scrivi che....e poi rimani seduto sul pavimento caldo.
"Io loosing my religion l'ho vissuta!" http://it.youtube.com/watch?v=l4O8b_sPU2A (REM - Loosing my religion)
"E non hai capito niente?"
"no"
"per questo non sei ancora morta del tutto"
"chi sei?"
"sono il tuo non so".
Giorni e Nuvole. Margherita che mi sconvolge col suo sguardo bambino ed eravamo venuti qua solo come amici, ma io già penso all'entrata del Medusone, allo SBAM con cui ho chiuso la portiera quella notte, con due amici ed una coca-cola da dividere davanti ad Harry Potter ed alla sua bacchetta magica. Quella sì che era America. E Sbam.
Lui tenta un improponibile approccio per sfiorarmi la mano che non ritraggo quasi mai. Mi fa piacere, lo guardo e rivedo i miei occhi dentro i suoi e sono: affranti.
Sono poi partita l'11 novembre prossimo, sono venuta a raggiungerti in città. Ci sono anche poi scesa alla stazione che amo da prima di conoscere lo sguardo dell'Amore più grande. Non so davvero come ho fatto per quei 5 lunghi minuti di attesa, fermi, congelati davanti al cartello blu "Livorno". Caratteri bianchi e sfocati.
Ho implorato un poliziotto di arrestarmi: mani e piedi.
Poi ho capito che non sarebbe bastato nè servito a nulla perchè l'amore è più forte di qualunque cosa, dicono, e allora gli ho chiesto scusa - all'Amore; ad uno sbirro non chiederei così facilmente scusa - e non so se ho chiuso gli occhi e alzato il volume della musica sparata nelle orecchie come un colpo di lupara, ma Sbam. Ho solo sentito quello Sbam.
Ti ho dato appuntamento in un bar nei pressi del Colosseo, ma prima sono passata a salutare il centurione senza dirtelo. Sei arrivato, eri anche un po' affannato; io no. Ero immobile con la risata della madonna nascosta dentro la sua croce e ti guardavo.... attonita.
Ed ero già di nuovo sola dentro ad un cielo più azzurro del mio: è stato bello per questo. Ma tu non mi hai mica poi baciata. Hai capito subito la mia espressione da gangster un po' annoiato e sei rimasto soddisfatto di poter completare il tuo ultimo racconto. Io contenta per te ed un po' EsthereFatta dalla tua convinzione mi ero già scomposta in mille diapositive e scomposta i riccioli per fare pace con l'ambiente e lasciarti lì tra le parole che non ci saremo detti bene.
Ho continuato a vedermi con tutti quelli che non erano nella mia lista nera, hai ragione, ogni tanto pure con quegli altri. "E non è cambiato niente?"
Ho continuato a chiamarlo Amore senza confondermi le iniziali nè il colore degli occhi.
Ho continuato a frequentare tutti, poi oggi mi sono scocciata e SBAM, ho spaccato la porta tanto l'ho chiusa con forza.
Sono rimasta a giocare a carte da me, quanto ne avevo voglia, con gli sguardi più diversi mentre li appoggio e rilancio uno a uno sulle sbarre grigie della ringhiera di questo alto balcone di Torino. Se no ci rimane la cantina. Come carte sulla tavola o sul letto.
Tu non ci sei, non sei riuscito a prenderlo, era forse troppo obliquo.
Dici ancora che ho concesso possibilità a tutti tranne che a te. http://it.youtube.com/watch?v=PoBzo2H6_xs (Barbara)
"ma la finisci o no di dire queste stronzate?"
Stavo per chiamarti per cominciare con un "ciao, sono io....", poi ho staccato. Ed il Tu Tu Tu si è trasformato nel solito Sbam della parete della doccia o della buccia dell'arancia ritagliata con la lama del coltello nelle mie mani e caduta sul foglio con i tratti di gesù. Con la musica e le altre diavolerie della mia
Non
Ancora
Troppo
Usuale
Razionalità
Animale.
http://it.youtube.com/watch?v=PQm0QlfvWtk (Regina Spektor - Real love)
Mentre tu zompetterai lascerò alla nebbia della nube, al massimo due, vicino al sole, l'incarico di responsabilità di rischiarare i miei orizzonti mentre mi attacco ancora una volta al mio disegno a matita ed alla bottiglia... adesso rossa. Come la scrittura, la lettera, la chimica, le tegole intorno al comignolo di Behemoth, le mie scarpe da ginnastica appoggiate ad esso, la mela, l'arancia, la pillola, la copertina del libro di favole di un mondo battuto dal vento, il mio orizzonte e la tua faccia. O perlomeno le labbra.
http://it.youtube.com/watch?v=cDrV0r2a3vk (Giorgio Gaber - La cosa)
Chiudo gli occhi e sorrido come quando lo sono veramente, innamorata.
AH.
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un segno: