sabato 28 maggio 2011

E la frittata è fatta.

(giovedì, 29 novembre 2007 alle 00:56)
http://it.youtube.com/watch?v=i4gVFwIfaa0 (Negrita - Lontani dal mondo)
Non ce lo si domanda mai che tipo diverso di brividi potrebbero uscirne quando ci si imbarca...

E poi nell'arco di qualche mese eccomi: sono lì alla luce al neon che mi scannerizza e mi porta all'accumulo senza che possa neanche nascondere bene lo stato dell'animo che mi porto in borsa appena esco. Esco e non ti trovo.

"Mi raccomando!" 
me l'hai detto mille volte da quando sono tornata in città.
Non sono mai riuscita a darti torto se non per scherzo, non sono mai riuscita nemmeno a darti ragione, sembra banale.

Distolgo lo sguardo come faccio sempre quando sto per piangere; mi concentro su un dettaglio e cerco di ripigliarmi da sola. Come sempre. Poi delle volte non ci riesco, che ti devo dire!?

Tu giri la tua frittata e la rompi in briciole. Io scoppierei a piangere in un attimo. Anche briciole di zucchini ed un uovo sbattuto con la forchetta mi ridanno te. E penso che so che mi basterebbe dirgli di sì, per riprovarci.
E penso che non ne ho voglia, anche quando la malinconia dei posti che vivi si fa devastante. Penso che basterebbe una pigna colorata a darmi un pretesto per sentire la necessità di tornare alla base, ma di nuovo non ne ho voglia.

So che potrei comportarmi da persona matura e sarebbe mio anche lui.
So che potrei compiacerlo e conquisterei anche l'altro.
So che vorrei conquistarlo e mi compiacerebbe persino un nuovo jocker.
So che so che so che... potrei dedicarmici e otterrei coccole e un nuovo inizio.
Ma poi guardo quelle briciole di frittata e mi devo tenere gli angoli degli occhi per non sbavare il trucco adesso e qui.
Vorrei tornasse tutto indietro.
Cosa cambierebbe? rifarei tutto, tutto quanto, questo è il punto.
Ripeterei ogni sbaglio fatto con comprensione, reinvestirei ogni energia spesa dal cuore, ritornerei in ogni posto in cui si sono spersi gli sguardi, rivivrei ogni attimo che potesse riportarmi a te. E mi distaccherebbe da te una seconda volta che non reggerei? come questa frittata dal fondo.

Esco che la porta la lascerei aperta per riportare un po' di freddo dentro e farlo sentire anche agli altri. E' troppo facile rimanere a casa.
Mi innamoro di ogni mattina che diventa simile a quella prima e a quella dopo e che mi dà sicurezza per il solo fatto d'esistere, essere lì, così astratta come la vorrei sentire adesso. Bevo il mio cappuccino stupendomi ogni volta di come mi sia abituata a fare colazione per voglia anche tua. E che bello uscire col gusto del latte ancora a fare a botte con le cellule sensoriali delle papille e potermi sentire solo per questo ancora piccola per un attimo senza averne la responsabilità come del portarmi appresso una malattia strana: chi si sentirebbe di farne colpa ad una colazione?
Faccio amicizia con i commercianti della zona e la gente, la gente di quelle tre vie del mio quartiere che mi guardano passare quattro volte al giorno da vent'anni e controllano col "ciao" come sto, come un visto sul passaporto per farmi continuare la mia strada. So che se il giornalaio non mi saluta che con un'occhiata, devo avere l'aspetto troppo preoccupato.

Sfoglio le chiavi nella mano per non trovare quella giusta al primo colpo quasi mai, poi mi chiudo il vetro alle spalle e dopo qualche metro anche il portoncino di legno che chiude la vita di fuori fuori e mi ridà la mia, fatta dell'odore forte della cantina di bimba. Poi entro in ufficio ed apro le finestre e so che l'ultima ondata di freddo ai polmoni l'avrò lì, mentre dò un'occhiata alle prospettive diverse di una delle tre vie in croce del mio quartiere e sorrido ai passanti.

Bip ed il pc si è acceso e con lui, tra poco, la musica. 

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