martedì 10 maggio 2011

partenze dal facile torno subito?

Religione. Campo aperto. Non avevo più un mio dio, forse non l'avevo poi mai avuto, altrimenti non credo l'avrei perduto così. 
E con me tante altre persone. Anche di quelle che ancora lo aspettavano. 
E io le guardavo ogni giorno e credevo sempre meno in un dio "dal facile torno subito". 

Io ti guardavo e ti chiedevo se tu credevi in te. 

Viaggi. Amo viaggiare e amo anche l'idea di viaggio come "metafora" della vita. 
Roma. La prima volta è stata una pazzia. 
Ho deciso all'ultimo momento che sarei partita, quando ho avuto il permesso dei miei anche, e non dovevano neanche esserci più posti per quel pullman destinazione-mondo dei sogni. 
Poi si sono sconvolti i programmi e sono stata coinvolta. 

Siamo partiti n una notte fantastica. Non ci credevo e forse ancora neanche ci credo molto: mi sembra tutta una favola a volte quando ci penso. Perchè "è" stata una favola. 
La missione era naturalmente la rivoluzione. E Roma appunto la nostra destinazione. 
Un pullman, noi ragazzi e la strada. 
Ne abbiamo combinate di tutti i colori veramente. 
Sul pullman abbiamo cantato e c'era chi suonava la chitarra e abbiamo parlato e abbiamo scherzato e riso, tanto. Era l'atmosfera! Poi scendevamo agli autogrill dal pullmone-polmone, ed era fantastico anche sotto. Con alcuni ci siamo conosciuti meglio, abbiamo stretto le nostre amicizie. 
Abbiamo dormito tutti insieme e sono cose che le vivi e non ti scappano più, rimangono a ricordarti che qualcosa di bello c'è nella vita e che quando ci credi e c'è chi ci crede con te qualcosa cambia. Prima o dopo. Sono cose a volte banali anche, ma profonde. 

Roma è sempre Roma e quando mi ci sono trovata è stato come un colpo di fulmine in piena estate. E me ne sono innamorata all'istante. 
Già l'amavo, vederla e viverla è stato il massimo. 

Quando parti, bene o male, c'è sempre qualcosa, un non so chè di nostalgico quasi che rimane per un po', anche se te ne vai dalla più brutta situazione del mondo. E poi cambia l'aria.

E la mia paura dei "cambiamenti" un po' ne soffre, almeno all'inizio, e in parte. 

Roma, la mia Roma. Ti ho aspettata tanto e adesso ti contemplo in ogni mio sogno verso la mia città. 
Un po' sei la mia città.

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