Mi piace guardare negli occhi la gente, le persone.
C'è chi dice che gli occhi siano lo specchio dell'anima.
Io con gli sguardi ci ho sempre giocato. Mi piaceva scoprirli e scoprirne sempre di diversi.
Guardare le attinenze e contemplare i più belli.
Cercare quasi di "insonorizzare" gli spazi, con gli sguardi. Per un attimo, o per il tempo che duravano, bastava che fossero loro, fossero veri, vivi.
C'è un momento in cui riesci a superare ogni paura, un momento in cui i tuoi occhi guardano in un modo diverso e la gente capisce che stai parlando sul serio.
Quando ci troviamo in un mare sconosciuto tendiamo a sprofondare nella paura.
Nn ho mai creduto alle verità preconfezionate. Non volevo neanche permettere a circostanze e persone di infiltrarsi nella mia vita al punto di farmi cambiare direzione, di farmi influenzare specie se in momenti in cui io ero particolarmente "fragile". Ho sempre guardato bene queste persone.
Non ho mai voluto permettere a nessuno di cambiarmi la vita.
Provoco.
Meglio sbagliarsi credendo nelle proprie convinzioni, e idee, e valori, e direzioni, piuttosto che permettere ad altri che decidano il tuo destino.
Niente contratti e diffide con te stesso.
Quando ci credi tu è diverso, lo vedi anche, lo percepisci tu per primo. Ti innamori di quello che fai. Ti brillano gli occhi di entusiasmo per quello che stai portando avanti, anche se pieno di complicazioni. Senti qualcosa che ti pulsa dentro e in gola, senti che ci sei. E' un antidoto contro il disfattismo e la solitudine che assillano l'uomo contemporaneo che pensa non ci sia più spazio per nuove avventure che esulino dal quotidiano. Sì, perchè sai di non essere solo, perchè viviamo la stessa vibrazione. Ci dicevamo che ognuno è responsabile del proprio destino e che non deve delegarlo ad altri.
Quando leggi un libro o ascolti un pezzo e pensi "sta parlando di me", allora te ne accorgi, ma riconosci anche che le stesse cose c'erano già prima dentro di te, quasi a livello inconscio, forse è l' "anima" a riconoscere se stessa.
In quei momenti, non avevo nessuno con cui parlare veramente, che davvero mi capisse così, e trovavo sfogo nelle pagine.
O forse eri tu che lo facevi. Ma non era questo l'importante.
Non rimandare, non avere rimorsi o rimpianti di cui poi sai che ti dovrai pentire, prima o dopo.
Non è quello che vuoi? stracciare il "manuale del buon comportamento" e pagare il prezzo dei tuoi sogni?
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