(31/03/2007 20:04)
e rieccoci al bivio, in questa serata storta di solitudine, stordimento e noia, mentre dovrei essere altrove tra stordimento e musica.
così come al solito le vie di casa si moltiplicano per una come me che evidentemente ha sbagliato ancora posto.
ti avvicini e ti allontani, io mi sposto lentamente a destra e dico "adesso no.".
ne rimane stanca disabitudine e delusione.
voglio un inverno giusto per me.
ma adesso è quello che vuoi tu da cui vuoi uscire senza dirmi mai come. non recupererò l'imperdibile nel guardare la tua poltrona e questo fastidio non me lo toglierà nessuno.
ma se adesso me ne vado e affronto tutto e vado a casa mia e aspetto lì il mio inverno, sarei paura o coraggio?
divido sempre desideri da me, e desideri dai guai. e sbaglio.
adesso che ho quest'alibi tra le mani e ancora non lo scelgo senza avere anche la carta del perchè.
e fatemi uscire.
posso solo io, ma da sola non avrei possibilità e strumenti e mi si allontanerebbe la strada in questa metropoli e a quest'ora, persa, non mi va di perdermi. e sbaglio.
e adesso ci siamo noi al bivio. e io che chiedo a te di farmene uscire. e adesso provo a capire di nuovo gli altri.
dammi i miei scontrini da ricevere.
ho già altri conti in testa e voglio risolvere l'anatema.
ma alla fine mi farò vivere dall'abitudine. e sbaglio.
sto qui ad accontentarmi di cuffie e me ne andrò quando avrò perso questa serata, seguendo i vostri consigli, le tue figurine. ma tu, tu come fai? e chi sei? e perchè ti rendi cieco all'evidenza in modo così poco reale.
via amantes 38/a e il mal di stomaco è uno nuovo.
almeno le matite, quelle non le ho perse mai. e rimango dj.
ho una dannata voglia di ridere.
h.n.
(Estranei - Federico Sirianni)
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