martedì 10 maggio 2011

Con la mia assenza

(16/4/2007 h 8.34)
Avvolta in una pellicola 
in cui ho voglia e non voglia 
di restare incastrata. 
Alzo volume e bpm 
sperando mi venga dietro 
il livello delle nostre conversazioni. 
Senza crederci molto. 
Vino nero ed una 1664 al fresco 
mentre a tratti mi ci sento anch'io. 
Nuova evasione? 
Blocco il rewind di questa pellicola 
sempre più sottile 
e voglio incastrarti. 
Basterebbe non bloccarlo, 
quel bacio. 
Forse. 
Un rewind che di bloccato 
non ha niente. 
Così, Giulio,ti affosserò. 
Mi affosserai. 
Decideremo quando lavare i piatti sporchi 
che è già tardi. 
Se sarà così per sempre, 
allora sarai 
una foto importante 
su una lapide ingombrante. 
Poi di nuovo in quella pellicola. 
E rimango in quel sogno solo mio. 
Oggi non voglio svegliarmi. 
Voglio averti in quel bacio 
come se fossi ancora mio per davvero, 
perchè lì lo sei. 
E lo resterai sempre. 
La fretta digerisce tutto. 
Io no. 
Oggi mi odierai, 
ma nei ricordi m'amerai 
di nuovo 
e questa volta non sarà precario. 
Chi tiene una gomma in mano 
difficilmente fraintende. 
Bisogna rallentare la frenesia 
di pendente 
perchè prima o poi si cade, 
E non mi piace. 
Quando ti aggrappi 
intorno al mio collo 
e non alle mie labbra. 
Perchè non respiro. Mi soffochi. 
Esiste un test che ti dice 
quanto mi conosci. 
Vuoi percorrere le domande con me? 
non ti assicuro di darti risposte, 
tutto quello che ti dirò 
e che vedrai 
sarà plausibile 
ed a un certo punto potresti 
puntare il dito anche tu 
ed urlare ch'è tutto un bluff, 
gridare al gioco truccato. 
Mi metto il nero sugli occhi 
per scriverti meglio 
per sentirmi ancora un giorno 
la tua dark baby. 
Senza fingere un'unione 
complice solo del bluff 
se la viviamo così. 
La birra l'ho rovesciata nel sonno, 
speravo arrivassi a svegliarmi 
in quel modo 
di cui ti ho già parlato. 
Delirio alcolico nel letto di un fiume, 
di birra, che scorre 
mentre tu non ci sei 
per costruire una diga insieme. 
evasione nuova? 
spumante e fragole. 
Brinderò al nostro addio. 
Accadrà in cantina 
quando ubriaco d'altri profumi 
capirai quest'Aria che manca 
e laveremo quei piatti. 
Gocce e lacrime. 
Nel cristallo dei miei occhi, 
quelli che non ti ricordi più, 
che non ti ricordi mai di guardare. 
Magari mi addormento 
e di colpo ti anniento: 
giornata storta 
di indecisione cronica. 
Corro, perchè 
la pioggia non possa raggiungermi. 
Scappo da ogni lacrima, 
le svio? corro. 
Perchè non voglio perderti. 
Non voglio perdere nemmeno te, 
Giulio, 
nè le gocce, nè le lacrime. 
Perchè la pioggia non mi raggiunga 
mentre la guardo strana, 
neanche con una goccia. 
Dimmi che prima, 
un attimo fa, 
ero bellissima 
e farò l'amore con te 
stanotte. 
Dici che sono solo capricci? 
e il tuo capriccio di buttarti 
dove l'hai fatto finire? 
Oggi Giulio vaghi in incognito, 
non cerchi nulla 
e a me rimangono scetticismo e noia. 
Braccia che non ti ricercano più. 
Braccia al tramonto. 
Perchè sono un albero, 
ma oggi non costruirò 
la mia genealogia nei tuoi disegni. 
Questa volta, 
anche?, 
ti avevo creduto. 
Per te sono il fumo di una sigaretta spenta. 
Evanescente, come un disco dei Floyd 
che poi ti trita l'anima. 
Ma non per errore. 
Io voglio la punta di un giradischi 
che graffi. Voglio ricostruire ogni giorno 
l'lp. 
Libera Passione. 
Mentre mi rimane una goccia sola, 
quella della rugiada 
regalata da questo mattino 
ad una foglia 
di un braccio. 
Che cade. Mentre non ti vede tornare. 
Sei strano. 
La notte di S.Lorenzo non è ancora 
arrivata, ma già mi perdo 
a contarne le stelle. 
Forme e disegni 
senza costruire poi niente. 
Mi piace cancellare gli impegni per te, 
senza conoscerti, 
ma anche spostarmi quel ciuffo 
per guardarti negli occhi. 
E capire a che giochi. 
Bottiglie di birra che ho dipinto 
qui sulla scrivania 
per ricordarmele 
al posto delle crocette 
per le fregature che ti sei preso. 
Che ti sei perso. 
Mia madre si spaventerebbe 
del mio essere me, 
io già mi piaccio 
e non voglio piacere anche a te 
se poi devo aspettarti 
più del tuo arrivo. 
Tanto sole da scottarsi. 
Ed io oggi ti sono qui vicino 
e scelgo le parole nelle note 
e nel fiume. 
Dì birra, 
perchè non è un fiume, 
è birra. Se ti sei scottato. 
Forse non c'è di nuovo niente da capire. 
Gioco rincorrendo le labbra 
della bottiglia....che dipingerò. 
A che gioco giochi? 
Come bambini. Non trovo la china 
in questa vetrina. 
Adesso datemela 
insieme ad un nome 
che ricostruisca il suo destino. 
Potrei, potresti, potremmo; potrei? 
potresti? 
riusciremmo? 
e poi giù. 
In un sorso provo a raccogliere 
tutte le parole. E ingoio. 
Cerco un alibi, magari il sesso. 
Forse aveva ragione, vivo di alibi, 
ma fraintendiamolo meglio. 
Compongo il puzzle. 
C'è anche chi i cocci li dipinge. 
Per confonderli 
o per imparare a rimontarli in 
un quadro. 
E' una reazione, 
è una reazione ciclica, 
è una relazione a catena. 
So di non aver fatto male 
da quando ho parlato con una donna 
che importa se non era mia madre. 
L'educazione a fanculo, 
io, te, e la voglia di sognarti. 

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