(16/4/2007 h 8.34)
Avvolta in una pellicola
in cui ho voglia e non voglia
di restare incastrata.
Alzo volume e bpm
sperando mi venga dietro
il livello delle nostre conversazioni.
Senza crederci molto.
Vino nero ed una 1664 al fresco
mentre a tratti mi ci sento anch'io.
Nuova evasione?
Blocco il rewind di questa pellicola
sempre più sottile
e voglio incastrarti.
Basterebbe non bloccarlo,
quel bacio.
Forse.
Un rewind che di bloccato
non ha niente.
Così, Giulio,ti affosserò.
Mi affosserai.
Decideremo quando lavare i piatti sporchi
che è già tardi.
Se sarà così per sempre,
allora sarai
una foto importante
su una lapide ingombrante.
Poi di nuovo in quella pellicola.
E rimango in quel sogno solo mio.
Oggi non voglio svegliarmi.
Voglio averti in quel bacio
come se fossi ancora mio per davvero,
perchè lì lo sei.
E lo resterai sempre.
La fretta digerisce tutto.
Io no.
Oggi mi odierai,
ma nei ricordi m'amerai
di nuovo
e questa volta non sarà precario.
Chi tiene una gomma in mano
difficilmente fraintende.
Bisogna rallentare la frenesia
di pendente
perchè prima o poi si cade,
E non mi piace.
Quando ti aggrappi
intorno al mio collo
e non alle mie labbra.
Perchè non respiro. Mi soffochi.
Esiste un test che ti dice
quanto mi conosci.
Vuoi percorrere le domande con me?
non ti assicuro di darti risposte,
tutto quello che ti dirò
e che vedrai
sarà plausibile
ed a un certo punto potresti
puntare il dito anche tu
ed urlare ch'è tutto un bluff,
gridare al gioco truccato.
Mi metto il nero sugli occhi
per scriverti meglio
per sentirmi ancora un giorno
la tua dark baby.
Senza fingere un'unione
complice solo del bluff
se la viviamo così.
La birra l'ho rovesciata nel sonno,
speravo arrivassi a svegliarmi
in quel modo
di cui ti ho già parlato.
Delirio alcolico nel letto di un fiume,
di birra, che scorre
mentre tu non ci sei
per costruire una diga insieme.
evasione nuova?
spumante e fragole.
Brinderò al nostro addio.
Accadrà in cantina
quando ubriaco d'altri profumi
capirai quest'Aria che manca
e laveremo quei piatti.
Gocce e lacrime.
Nel cristallo dei miei occhi,
quelli che non ti ricordi più,
che non ti ricordi mai di guardare.
Magari mi addormento
e di colpo ti anniento:
giornata storta
di indecisione cronica.
Corro, perchè
la pioggia non possa raggiungermi.
Scappo da ogni lacrima,
le svio? corro.
Perchè non voglio perderti.
Non voglio perdere nemmeno te,
Giulio,
nè le gocce, nè le lacrime.
Perchè la pioggia non mi raggiunga
mentre la guardo strana,
neanche con una goccia.
Dimmi che prima,
un attimo fa,
ero bellissima
e farò l'amore con te
stanotte.
Dici che sono solo capricci?
e il tuo capriccio di buttarti
dove l'hai fatto finire?
Oggi Giulio vaghi in incognito,
non cerchi nulla
e a me rimangono scetticismo e noia.
Braccia che non ti ricercano più.
Braccia al tramonto.
Perchè sono un albero,
ma oggi non costruirò
la mia genealogia nei tuoi disegni.
Questa volta,
anche?,
ti avevo creduto.
Per te sono il fumo di una sigaretta spenta.
Evanescente, come un disco dei Floyd
che poi ti trita l'anima.
Ma non per errore.
Io voglio la punta di un giradischi
che graffi. Voglio ricostruire ogni giorno
l'lp.
Libera Passione.
Mentre mi rimane una goccia sola,
quella della rugiada
regalata da questo mattino
ad una foglia
di un braccio.
Che cade. Mentre non ti vede tornare.
Sei strano.
La notte di S.Lorenzo non è ancora
arrivata, ma già mi perdo
a contarne le stelle.
Forme e disegni
senza costruire poi niente.
Mi piace cancellare gli impegni per te,
senza conoscerti,
ma anche spostarmi quel ciuffo
per guardarti negli occhi.
E capire a che giochi.
Bottiglie di birra che ho dipinto
qui sulla scrivania
per ricordarmele
al posto delle crocette
per le fregature che ti sei preso.
Che ti sei perso.
Mia madre si spaventerebbe
del mio essere me,
io già mi piaccio
e non voglio piacere anche a te
se poi devo aspettarti
più del tuo arrivo.
Tanto sole da scottarsi.
Ed io oggi ti sono qui vicino
e scelgo le parole nelle note
e nel fiume.
Dì birra,
perchè non è un fiume,
è birra. Se ti sei scottato.
Forse non c'è di nuovo niente da capire.
Gioco rincorrendo le labbra
della bottiglia....che dipingerò.
A che gioco giochi?
Come bambini. Non trovo la china
in questa vetrina.
Adesso datemela
insieme ad un nome
che ricostruisca il suo destino.
Potrei, potresti, potremmo; potrei?
potresti?
riusciremmo?
e poi giù.
In un sorso provo a raccogliere
tutte le parole. E ingoio.
Cerco un alibi, magari il sesso.
Forse aveva ragione, vivo di alibi,
ma fraintendiamolo meglio.
Compongo il puzzle.
C'è anche chi i cocci li dipinge.
Per confonderli
o per imparare a rimontarli in
un quadro.
E' una reazione,
è una reazione ciclica,
è una relazione a catena.
So di non aver fatto male
da quando ho parlato con una donna
che importa se non era mia madre.
L'educazione a fanculo,
io, te, e la voglia di sognarti.
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