martedì 10 maggio 2011

margini stretti

(11.58 pm - 7/1/03)


Attraversavamo rapidi come raggi
nel paesaggio finto-autunnale,
ma erano ancora solo tutti passaggi
troppo lontani dall'orizzonte finale.
Non ne avevo mai avuto bisogno
di immagini da passarti:
era tutto come uno stupido sogno
da cui capisci tardi come svegliarti.
Si sorrideva quando ne parlavamo ogni tanto,
un pomeriggio mi hai detto "ci ho scommesso"
e sapevamo che di scherzare soltanto
avevamo ormai già smesso.
Ci scrivevamo di passione, di amore, di rivoluzione,
mentre si illuminava la stessa luce in fondo agli occhi
e scoppiavamo a ridere in una stessa reazione,
convinti di cambiare tutto come sciocchi.
Con la voglia di dire "basta" a tutte quelle pose
continuavamo illusi per la solita strada
fino a poco prima di abbandonarci allo stato delle cose
e direi "alla fine vada come vada".
Ancora oggi ci avviciniamo a quel confine
e aggiustiamo la rotta rendendocene conto,
ci accorgiamo ancora di esser prossimi alla fine
e sappiamo ancora che la fine non fa sconto.
Di tutte più mi piacciono quelle parole
piene di speranza, cuore e testa
ma credo anche che non bastino da sole
se rimaniamo a inchiodarci appesi a una finestra.
E come i sogni hanno il loro risveglio
è un invito, quello che faccio
a dare il meglio
e dal dentro sciogliere quel ghiaccio,
vai sempre fino in fondo a quel che credi
perchè se ti abbandoni a quegli ostacoli,
a circostanze ed a difficoltà
non avanzi certo camminando sui tuoi piedi
verso la strada della libertà.
Ritorna sempre con le radici ai tuoi valori
e non perderli,
perchè proprio questa in realtà è una vera sfida:
riuscire a viverli!
innamorandoci di quel che in fin dei conti
chiamiam "vida".

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un segno: