martedì 10 maggio 2011

I just believe in me

Mi è sempre piaciuto stare a casa mia. 
Qualche volta non so qual è esattamente "la mia casa", ma poi la ritrovo sempre bene o male dentro di me. 
Almeno credo. 

Provocatoria, "e un po' infame", mi dicevano. 
Una componente del vivere, dicevo io. 

Potrei anche dire che "io sono qualcuno da sempre". Ma questo qualcuno a volte non so chi cazzo sia. E se lo guardo allo specchio non è detto che debba sempre riconoscerlo per forza, questo qualcuno. Così sto in rotta! o per lo meno ci provo. 

Sono testarda. Ho la capoccia dura e per natura non abbasso mai lo sguardo, è un'esigenza. Perchè ho una pazienza da leopardo. Non mi ferma niente, vado sempre avanti fino al mio traguardo, e non mi importa niente se ritardo. Io sono di legno e sembro muta e sorda, ma le tue parole sta tranquillo che me le ricordo, e qualche volta me le segno. Sono di coccio, quello che dico faccio, sono una che, comunque vada, le promesse le mantiene, che poi nemmeno mi conviene...molto. Perchè sono un muro e pure se t'ascolto fondamentalmente sono sicura che la mia vita è appesa a un filo. E io ho le forbici. E sono tenace perchè alla gente piace, ma è evidente che con un coltello mi puoi far cambiare opinione (ahò so tenace, ma mica so cojone). Sono di marmo, ma tu m'hai sbriciolato, perchè sono testarda fino al punto che sono sempre qui. 
Ho sempre cercato di essere, me stessa. 
Mi è sempre piaciuto anche giocarci con le parole. 

Spesso, non sapendo più chi si è, si sente il bisogno di attirare l'attenzione: facendosi notare si ha l'impressione di esistere. 
Basta innamorarsi di qualcuno o di qualcosa per scoprire che, quando si ama, tutto questo non ha poi tutto questo gran significato. 

ton (sean), prima parola. 
9 mesi inizio a camminare. 
4 anni inizio a leggere, poi a scrivere. 
A 8 anni ho cominciato con la poesia, così, per caso. 
Prima scrivevo, altro, e mi dicevano che ero brava, ma io non credevo troppo a loro, perchè credevo abbastanza in me. 

Non sono mai stata presuntuosa, anche se qualcuno ogni tanto aveva frainteso. 
Sono una persona abituata a percepire la realtà che mi circonda nelle sue differenti rappresentazioni. Sono curiosa rispetto al mondo che mi circonda. Quando visito un posto nuovo noto moltissime cose, mi piace sapere quel che accade intorno a me, ma non si può dire che sia poco incline all'azione. Probabilmente sono un'interlocutrice affabile e sensibile. Stare a contatto con la gente mi piace. Abitualmente amo scoprire nuovi significati in ciò che mi circonda anche se a volte mi piace ritornare per qualche tempo ad abitudini antiche e consolidate in un piacevole alternarsi di novità e ritualità. Abitualmente vivo la vita sentendo le emozioni, mi fido delle sensazioni ed evito di porre dei filtri tra me e il mondo, tra me e gli eventi. Mi piacere avere le idee chiare su quale sarà il mio prossimo obiettivo, su come potrò raggiungerlo. Mi integro facilmente in gruppo. Il mio obiettivo è stare con gli altri indipendentemente dal fatto che mi venga o meno riconosciuto un ruolo specifico, il ruolo me lo creo. Prima di fare una scelta ci penso due o tre volte, non è tanto il tempo che mi necessita quanto piuttosto la possibilità di ripercorrere le fasi che portano alla decisione più di una volta. Mi piace conoscere il parere degli altri e sono disponibile a cambiare opinione sulla base di un confronto con l'esterno. Gli altri pensano che io sia una persona veramente motivata a proseguire i miei studi e questo mi aiuta ad impegnarmi in modo adeguato per ottenere buoni risultati. Mi piace manifestare e sviluppare la mia fantasia e creatività e farle maturare. Sono originale e qualsiasi cosa io faccia dovrà rispettare la mia "vena artistica". Sento vivo il bisogno di esprimere il mio mondo interiore che reputo importante e dò molto peso allo stile e alle forme della realtà che mi circonda. Mi piace dare libera espressione alla mia personalità. 

A volte penso ai miei amici, ai miei compagni, ai miei cugini e tanti tanti altri ragazzi che conosco, che hanno la loro libertà senza sudarsela, a volte crescevano anche peggio o non crescevano o finivano in brutti giri o stavano male perchè i genitori non si occupavano di loro, ma ce n'erano tanti e tanti e tanti che avevano una vita tranquilla e normale e più libera senza doversi per questo sentire in colpa. E un pò ne sono anche gelosa, qualche volta. Quando vedo la mia troppo diversa e troppo difficile per me. Ma sono più gelosa di essere me stessa. 
Una parte di me voleva essere amata, accettata, terribilmente, e non essere quella. 
Ma non posso essere ciò che non sono. 

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