martedì 10 maggio 2011

generazione"generalizzata":altri giovani-1968/85

I giovani d'oggi: 
davvero "apatici e adattivi"? 


SUL SILENZIO POLITICO DEI GIOVANI D'OGGI 
"I giovani d'oggi non si mostrano particolarmente attivi sul piano dell'impegno politico e dell'azione collettiva" 
La generazione invisibile, la generazione rassegnata,.... Non siamo invisibili e non siamo rassegnati. Però siamo "giovani d'oggi". 
Generalizzazioni che fanno e sono fatte male. 
Non utilizziamo come unità di misura del tempo il sabato sera, studiamo e leggiamo, sogniamo e pensiamo. E diciamo ciò che abbiamo in mente. 
Ci siamo, ci siamo ancora. 
Non facciamo notizia, perchè solo "la massa" fa notizia... ma soprattutto "le masse"che conviene sponsorizzare a qualcuno. Al massimo suscitiamo indignazione e rabbia in quanto prodotti difettosi di un'efficientissima catena di montaggio. Sono anche gli sguardi pieni di disgusto persi in mille volti tutti ugualmente insulsi che continuamente ci danno la spinta e le motivazioni per andare avanti senza cedere a compromessi con quello che siamo. 
Ci siamo e ci facciamo sentire, per chi sa e vuole ascoltare. 
E continuiamo a lasciare graffi sui muri di silenzioso disinteresse che ci circondano. 
Non abbiamo mai avuto la verità in tasca e non abbiamo mai creduto troppo nelle verità preconfezionate. Spesso non sappiamo neanche dove trovarne una per poco, ma nemmeno ad alto costo. Ma c'è tanta gente che nemmeno se ne accorge e che "non vede" e "non ascolta". (Ma spesso parla comunque). 

"Con regolare ciclicità l'attenzione pubblica ricade su di essi, per chiedersi: ma i giovani cosa fanno? cosa vogliono? dove vanno? insomma, verso quale futuro ci portano?" 
Forse tutti questi interrogativi sono in qualche modo sintetizzabili con un "chi sono?" e naturalmente di risposte ce ne sono varie. Ma spesso "i giovani d'oggi" sono persone che si chiedono e si interrogano autonomamente su "chi sono", sono persone che credono in quello che fanno e dicono quello che pensano, che hanno voglia di non lasciarsi vivere da qualcun altro. Viviamo in un mondo che a volte ci appare di merda come a tutti voi, ma non ci stiamo a restarci dentro senza fare niente e lasciandoci passare la vita attraverso senza nemmeno sentirla più. 
Siamo "giovani d'oggi" che hanno voglia di vivere e spesso anche di morire e lasciar correre tutto. Siamo giovani che vorrebbero Resistere, come i partigiani ai tempi loro. Che di partigiani in questo schifo di mondo ce ne sono ancora tanti. 
Siamo giovani che pensano che il mondo faccia abbastanza schifo per mettersi in moto e fare qualcosa. Siamo giovani che pensano che il mondo sia abbastanza ricco, anche di belle persone, per darsi da fare e continuare. 

Ma i giovani cosa fanno? 
Cerchiamo di orientarci in contesti e situazioni e sentieri nuovi così come "gli adulti" e, forse invece al contrario di questi, tentiamo di continuare a crederci sempre: in noi e in quello che facciamo. 
I giovani stanno creando da anni un movimento politico e sociale degno di nota, ma spesso definito invece "silenzioso" dagli stessi che scrivono, e "informano-deformano" di "giovani d'oggi" che a volte neppure esistono e che senz'altro, comunque, sembra conoscano poco. 

I giovani cosa vogliono? 
"Vogliamo cambiare il mondo" potrebbe essere una delle risposte più frequenti. 
E così veniamo immediamente etichettati "sognatori", "generazione utopica", "ingenui". 
"You may say I'm a dreamer, but I'm not the only one" rispondeva "un giovane" anni fa, ed è lo stesso su cui ci basiamo "noi, giovani d'oggi". 
I giovani d'oggi amano i simboli, hanno diverse "influenze" e un proprio stile che conserva nel tempo anche quelli del passato, perchè i giovani d'oggi hanno chiaro il valore della storia e sanno che saranno la storia di domani. "La storia siamo noi", Francesco De Gregori. 
Non siamo, nè parliamo a slogan, ma abbiamo i nostri contenuti. 

Ma i giovani d'oggi dove vanno? Insomma, verso quale futuro "ci portano"? 
Forse "dove vanno" e "da dove vengono" continueranno a chiederselo, ma senz'altro sono e si dimostrano meno trascinati dei "grandi"( ? ) di oggi. 
Abbiamo bisogno di camminare con le nostre gambe. Allo stesso tempo abbiamo bisogno di sintonizzarci col mondo, con gli altri, con noi stessi. 
C'è un momento nella tua vita in cui più o meno consciamente inizi a intraprendere una tua strada e a volte la intraprendi e sei anche al buio, ti ci ritrovi, o trovi strade chiuse e qualche volta devi tornare indietro, ma non confondere mai la tua strada con quella di qualcun altro.

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