(11/6/04 1.41)
Sembra che sarà un'altra notte insonne eh?! Dire che in macchina prima mi stavo per addormentare per la stanchezza.
Tremo, il battito è troppo accelerato, le lacrime non accennano a smettere. Ancora una volta devo cercare di non farmi sentire mentre piango. Stà tranquillo, il fazzoletto ce l'ho. Stringo il mio orsacchiotto bianco, beh lui si può dire che c'è sempre stato! un po' triste non trovi? ma anche tenero a suo modo.
Come senz'altro avrai immaginato nel momento in cui l'hai scritta e poi hai scelto di non dirmelo, arrivata a casa ho aperto il quaderno. In verità non pensavo di trovarci scritto qualcosa, volevo solo leggere un po' un libro e prendere qualche appunto aspettando il tuo ritorno a casa come faccio ogni sera. Mi piace aspettarti e non sapere fare altrimenti quando so che sei per strada che torni al tuo letto che ti aspetta.
Qualche volta quando un tuo squillo o sms tarda ad arrivare mi capita di preoccuparmi e mi vengono brutti pensieri, sto in pensiero per te insomma. Stupido no? ma anche dolce.
Dopo aver letto le tue righe ho riletto la mia lettera: forse è proprio questo "mettersi in discussione". Cercavo di trovare le parole colpevoli di provocarti tanto astio, distacco e indifferenza, ma tu nelle tue righe non parli di "parole colpevoli", ma del mio modo di fare e quindi anche di essere.
Devo condividere con te: lo trovo strano, non me lo sarei mai aspettato tutto questo ed è molto triste, ma soprattutto mi fa male. Non immagini nemmeno quanto.
Nella mia lettera volevo parlarti della nostalgia di un abbraccio, della complicità in uno sguardo, della passione in una partenza, della responsabilità di un rapporto e dei suoi ostacoli, di dubbi, della forza che ci va per prendere in mano le proprie vite, dell'amore per te, della paura di averti perso già per strada, della sensibilità delle scelte e della fatica, del bisogno di rassicurazione, della ricerca di possibili cause di problemi tra noi, della difficoltà di vivere in bilico come su una corda "tra realtà e sperare" come direbbe Guccini, della necessità di un po' di stabilità, della priorità di "noi due insieme", dello sforzo di autocritica e riflessione, ma anche del saper sentire l'istinto, di sincerità.
Mi domando ora se ci sono riuscita a parlarti di queste cose, se c'era scritto questo in quelle frasi o se ti ho trasmesso tutt'altro.
Mi confondi.
Inizi col dire che mi ami e finisci col fare un ritratto di me davvero triste, davvero causa di malumore. Posso solo dirti alcune cose. Non mi è mai interessato parlare solo di me in un rapporto e nemmeno adesso è così, però è un po' difficile e imbarazzante intraprendere discorsi che "non" mi riguardano dopo i tuoi sfoghi, i tuoi attacchi, la tua reticenza a parlare con me di cose che ti riguardano ed il costante impegno nell'escludermi da quelli che consideri i "tuoi" argomenti, i "tuoi" spazi, la "tua" vita. Scusami, ma a volte si rischia così di far sentire ingombranti le persone che ci stanno attorno.
Volevo anche rassicurarti del fatto che non credo di aver cambiato più di tanto parere su di te, mentre a me dai l'impressione di aver cambiato opinione su di me totalmente: cosa ne hai fatto di quella ragazza di cui ti sei innamorato?
Sembrano discorsi anche un po' patetici fatti alla nostra età mentre dovremmo avere solo voglia di evitare tutte queste pippe mentali e di buttarci nelle emozioni, nei colori, nella voglia di esserci e di essere presenti l'uno per l'altra.
Ho solo imparato a conoscerti "nel tempo" e "nei modi" ed, evidentemente (per me è molto evidente e vorrei lo fosse anche per te), ad innamorarmi di te.
Di nessun altro.
Non ho mai detto che fai quello che fai perchè ti senti costretto, nè tantomeno che mi menti. Non l'ho mai detto per un unico banale motivo: non lo penso.
Piuttosto qualche volta mi avrai sentito cercare di esternare le mie paure che i tuoi sentimenti nei miei confronti stessero cambiando, affievolendosi e qualche volta ho avuto paura che tu stessi con me più per abitudine o per un vago tentativo di vincere in qualche momento un senso di solitudine, che per amore, passione, convinzione nei miei riguardi. Con questo non voglio dire che tu abbia peccato di queste cose, ma che a volte ho avuto paura che cominciassero a prevalere stanchezza, abitudine, difficoltà.
Nel corso della mia vita mi sono trovata a dovermi rendere conto di quanto costino quella "stanchezza, abitudine, difficoltà" e di quanto siano importanti e fondamentali quell' "amore, passione, convinzione".
Ti parlo e scrivo spesso di paure, lo so e mi rendo conto che alla lunga sia un po' una "rottura" doverle sempre affrontare, no? ma è anche importante e, credo, significativo.
Per favore non giustificarmi.
Non mi "giustificare" per il periodo che attraverso ogni volta. Un po' è per il mio stupido orgoglio, non lo nego, ma è anche per dignità.
Ho sempre preferito prendermi le mie responsabilità e qualche volta - troppo spesso - anche quelle di altri, ma senza nascondermi - per chi era in grado di capirlo e vederlo - dietro a pretesti.
Qualche volta questo è stato preso come un rifiuto dell'aiuto che qualcuno volesse darmi, ma è che spesso l' "aiuto" viene confuso con una "solidarietà" fine a se stessa che sa più di "pietà" che di coinvolgimento. Provoco. Per questo ti dico tante volte che vorrei che tu non facessi quello che fai "per me", ma "per noi" semmai. Vorrei che le cose che fai non le vedessi come "favori per me", ma che fossero cose che senti di voler fare tu innanzitutto "per te", per noi. Vorrei che se ti trovi a parlare dei miei problemi ne parlassi non "per aiutare me", ma perchè ti senti coinvolto, parte di me e di noi due.
Ti confermo ancora che personalmente non cerco di aggiungere altre tensioni, nè di crearne o d fare la vittima, anche quando "potrei esserla". Non è così che sono arrivata fino ad oggi.
Ti riconfermo anche che ho pensato molto alla decisione sull'incontrare o meno quel mio amico di chat e ho continuato a pensarci anche quando tu tendevi a semplificare un po' di più la cosa (salvo poi che sia tornata ancora tra le nostre righe, ma non per questo non doveva tornarci). Mi sono chiesta anche se fosse giusto nei tuoi confronti. Per questo ho deciso di no fino a quando non sei stato tranquillo e non ti ho assicurato e spiegato quali fossero i motivi, i desideri ed i "rapporti" riguardo a quella storia. Non so dirti con precisione quale sarebbe la mia reazione se ti fossi trovato tu al mio posto a coltivare di queste amicizie ancora, continuando dopo aver iniziato un rapporto insieme. Posso dirti però che fin da prima di conoscerti io conoscevo alcune persone, posso dirti che dal momento in cui ci siamo messi insieme tu ed io non ho mai fatto mistero di questo con te nè dei rapporti che portavo avanti, posso dirti che mi sono sempre presa la responsabilità delle mie scelte compresa quella di renderti sempre partecipe di tutto quanto riguarda questi rapporti e di farti chiarezza in merito ad essi. Posso ricordarti che hai sempre accettato la cosa e che anche dal momento in cui hai manifestato dei problemi, in un certo modo, rispetto a questo argomento, mi sono sempre trovata a parlartene, spiegarti e prendere in considerazione comunque sempre (credimi) le tue opinioni, al punto che anche una persona che conoscevo dallo stesso tempo (un po' di più) che conoscevo te e con tutto quello che sai che significava per me, non l'avrei incontrata se a te avesse dato comunque un certo fastidio.
Detto questo posso anche dirti che in un rapporto ognuno arriva con un suo "bagaglio" di esperienze, hobby, emozioni e anche amicizie o rapporti di vario tipo e qualcosa può dare fastidio all'altro, ma credo che la mediazione sia nel parlarne e accordarsi su qualcosa che permetta di adeguarsi reciprocamente anche al rapporto che si sta portando avanti. Io credo di averlo fatto rispettando sempre te e il nostro amore prima di tutto. Poi che devo dirti? credo di averti dimostrato meglio che amo solo te con gesti diversi dal cancellare i contatti del messenger! Inoltre io fossi in te farei attenzione a non confondere il fatto che tu non hai portato avanti di queste amicizie, con il non averlo fatto in nome del nostro rapporto.
In merito ad altre scelte che portavi avanti prima del nostro rapporto e che potevano creare (e hanno creato) "discussioni" nel nostro rapporto, non mi sembra che tu abbia rinunciato e chiuso con pezzi della tua vita in modo drastico perchè il rapporto tra noi era più importante o perchè a me dava fastidio qualcosa.
Di sicuro non nascondo la mia gelosia nei tuoi confronti, dico solo che sono sempre stata corretta, che sono e sono stata pronta sempre a parlarne insieme con te e prendere le mie decisioni in base a questo e che però poi mettersi a nascondersi dietro un "io non lo faccio, vorrei vedere se..." finchè si tratta di cose che non ci coinvolgono è facile. Più difficile è parlare ed esprimere semmai i propri sentimenti, al di là di tutte queste seghe mentali inutili.
Io ti amo e amo solo te e vorrei fare in modo che tu lo sappia e ne sia profondamente sicuro sia che io scriva quattro frasi su msn sia che non lo faccia e non che sia questo a mandarti "in crisi" questa realtà che è la meno virtuale e superficiale di tutte! Questo è per dirti anche che non c'è qualcosa che cerco in qualcun altro perchè non me lo dai tu. Vorrei poter pensare che non debba trovare la comprensione in una persona, l'attrazione in un'altra, la compatibilità in un'altra ancora, vorrei riuscire a raggiungere tutto questo con una persona sola e se ho scelto di stare con te vuol dire che voglio te quindi semmai la preoccupazione dovrebbe essere riuscire il più possibile a trovare in noi, sviluppare e mantenere solide le basi per poter stare insieme. Ambizioso no? ma anche bellissimo.
Così come lo sarebbe stato il progetto di un viaggio insieme, ma - neanche tanto metaforicamente - sembra che davanti alle tensioni che viviamo (interne e non a noi due) stiamo entrambi cercando soluzione ognuno per la sua strada, ognuno per conto suo. Quindi parlare al plurale o di "serenità" anche rispetto ad altre cose a me sembra un po' stupido, no? ma anche "altruistico" da parte tua. E ti ringrazio.
Per concludere forse i segni positivi, di apertura, di dialogo, di ricerca di soluzioni reali a questa crisi del nostro rapporto sono quelli che sono e dovrebbero essere i più semplici forse, ma anche importanti, significativi, evidenti e forse se sono le 5.14, il gallo fuori canta ed io sono ancora qui a stringere il mio orsacchiotto, riascoltare il tuo cd (e la nostra canzone, proprio oggi, TROUGHT THE BARRICADES...."attraverso le barriere"...), e scriverti nonostante tutto il male che mi hanno fatto certe tue frasi, atteggiamenti, scelte, gesti e tutto il male che mi fa questa situazione, non è perchè il mio comportamento è penoso.
Helen 5.37 11/6/04
(throught the barricades - spandau ballet)
11/6/04 ore 19.15 circa
Volevo solo dirti che mentre leggevo la tua precedente lettera, alla radio della mia macchina passava per coincidenza "trought the barricades" quella che anche tu stanotte hai risentito nel mio cd, nel nostro cd. Per ora non so che dire, voglio solo abbracciarti e adesso vengo di là a farlo magari!
Bacio Amore, Maurizio
Quando le "radio" cominciano ad essere "mia e tua", due diverse insomma, è facile che nascano problemi.
Prima avevamo un nostro cd, e "magari" eravamo sicuri.
Helen
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