martedì 10 maggio 2011

le mie lettere non spedite - smemo

30/4/07 
Questa data si aggiungerà da questo momento e comunque vada tra quelle memorabili. 
E' così che ho sempre sognato di vivere: dando il più possibile (potere, volere, dovere:)) ad ogni giorno della mia vita la possibilità di essere ricordato perchè vissuto con la convinzione che ne valga la pena; e impegnandomi a dare forma, gambe e testa ai miei sogni. 
E così ho preso uno dei miei treni e mi ha portato a te, "razionalità fatta uomo", e con il gesto più irrazionale, matto e semplice che potessi scegliere. Perchè i gesti si scelgono e diventano simboli. Una rosa tra due innamorati. 
Paura, adrenalina, rischio e la voglia di stare con te a mettere pace a tutto. 

1/5/2007 
La stazione di Livorno, la panchina dove ho respirato la prima aria di lì, la tua telefonata per chiedermi dove sono, due binari diversi e un treno in mezzo quasi come se quell'attesa con un treno alter ego di una colonna tra noi dovesse dirci qualcosa. Il momento in cui abbiamo incrociato gli sguardi. Tu sei venuto da me. Ci siamo salutati e quella sensazione addosso che non avevo mai sentito. Far per andare e fermarci entrambi ad abbracciarci in quel gesto fatto per fermare tutto per quell'attimo nostro. Attimo eterno, in quella stazione, noi due. 
Dai, andiamo. Leggero per qualche attimo con un auricolare a testa e i nostri passi sul pavimento della stazione. Io che non so che pensare, ma so che ho voglia di viverti. 
Il ponce fallito. Entrare in quel locale come fosse di casa nella totale estraneità di un posto in cui capitavo per la prima volta nella mia vita. Già lì complici di un equilibrio strano, di un'aria complice di un rapporto di stimoli alla pari ed esplosivi. Risaliamo nella tua macchina e mi fai fare il giro turistico di Livorno in quella notte che non scorderò più già solo per questo. 
Livorno bella come il centro torinese e le sue luci di notte, di una bellezza diversa, quella tipica dei posti di mare in cui adoro girare di notte da sempre, Livorno piccola come me quando giravo in quei posti di mare con le loro luci di notte e quell'aria. E viva, mentre tu mi ripeti ch'è smorta. 
Casa tua e guardarmi il cielo e intorno prima di metterci piede stranita e confusa dalle sensazioni che mi sono andata a cercare perchè mi hanno trovata. Quel cielo che ho sempre guardato come unico punto di riferimento rimasto tante volte. Negli occhi di una stella va anche bene così. 
E non so tu a cosa pensi ma sei assurdamente affabile al tuo ruolo in questa notte mentre apri la porta di casa tua e sto lì con te. 
Mi guardi, forse mi studi anche tu, mi guidi tra le stanze di casa tua e non ho mai trovato orientamento così in fretta neanche a casa mia. Io su quello che sarà il mio divano, tu sul tuo. Poi ti avvicini e in realtà voglio che mi aiuti a ricordare perchè da lì ci ho capito ancora meno... voglio il tuo profumo... Mi confondi proprio mentre ho ritrovato maggiore tranquillità all'adrenalina, e non so cos'è, non so cos'è con te, però la voglia di stare con te è lì a mettere pace a tutto. Oddio proprio pace no! :) osserviamo i nostri movimenti, alla fine impercettibili immersi in quel momento e in quella notte ricreata fino a quell'istante con mezzi indiretti e adesso lì, presente, e assurdamente creata e voluta da noi. E quasi immobile. Ci guardiamo e tu sei in vena di coccole :) Forse è l'ora, forse siamo noi che anche adesso ci siamo trovati e stiamo lì: tra le mani le mani e i tuoi capelli e i tuoi occhi. E i miei. Poi il nostro bacio. E c'è sempre un primo bacio magico nelle storie come la nostra. 
E dai baci la voglia di noi a togliere pace a tutto. 
E devo chiudere gli occhi per ripensarci perchè non c'era niente di reale in quella nostra realtà. La magia di quando la realtà ti fa scappare le cose di mano, e i vestiti. 
E siamo solo più noi e adesso sei tu e poi te lo chiedo che cos'è per te e per te "è tutto", ma nel modo più giusto a spiegare quella situazione che ci ha uniti da sè. 
Andiamo di là ed è la nostra notte. Diversa dalle nostre notti precedenti essenzialmente per il fatto d'essere nello stesso letto, nella stessa stanza, nello stesso abbraccio nel quale ci risveglieremo che è tardi, che la tua chitarra suona per me come non l'avessi sognata mai, ma fosse lì per caso.

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