martedì 10 maggio 2011

equilibrista sul filo....di nuovo + Liberi di sbagliare

(1.23 - 11/3/05) 

Uno squillo. Ho staccato. 
Stavo per chiamarti, ma non l'ho fatto. Perchè non mi avresti risposto neanche ed io avevo bisogno di sentirti, sentire qualcosa di Vero e in cui riuscire a credere ora, sentire che mi eri vicino. 
Stavo per chiamarti, ma ho staccato perchè se anche mi avessi risposto sarebbe stato per dirmi che eri stanco, e di dormire perchè con la febbre e un inizio di bronchite è meglio il riposo, ed io non posso dormire con la febbre e un inizio di bronchite in corso insieme alle preoccupazioni ed alla tristezza ed alla paura che ho. Ma tu questo non lo capisci. 
Stavo per chiamarti, poi ho staccato, perchè ci sarei rimasta male di più , mi sarei chiesta di nuovo "perchè cerco di chiamare te?!" e di domande senza risposta ora ne ho troppe. 
Stavo per chiamarti, poi non l'ho fatto. 
E tu neanche. 

1.35 

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LIBERI DI SBAGLIARE 

Voglia di rivalsa, e poi ti dici se sia una sensazione positiva o solo un sintomo per chiederti se stai bene con te. Così fragile e piccola davanti ad un mondo di eventi più grandi di me, con le mie paure, ma impegnata e costretta a cavalcarle e nasconderle perchè c'è sempre qualcosa per cui vale la pena investire forze. E c'è sempre qualcuno che deve stare al centro della scena più di me. 

Mi piacerebbe sapere se esiste qualcuno interessato a studiare i movimenti di quell'apprendista che occupa il suo angolo, qualcuno attratto da un gesto, uno sguardo o una mossa insolita, piuttosto che dal centro del palco come tutti. 
Così porterei avanti lo spettacolo oltrechè per me stessa, per la buona riuscita dei miei colleghi e dello show, anche per te, sapendo di essere soggetta al tuo parere quando mi guardi. Sì, forse mi farei bastare il tuo sguardo. 

A volte poi mi stanco di elemosinare attenzioni e mi incazzo nel constatare come prevedibili, noiose ed inaccettabili certe realtà diventino, perchè non sempre si può aspettare, rimandare, pensarci dopo. 

Ma come faccio a dormire se ormai ti sembra troppo chiedermi come sto mentre mi sta crollando addosso la casa dove ho abitato 20 anni? 

Quando ti mangia la nostalgia e non sai più sorriderle, la strada diventa ancora più dura perchè avresti voglia di tornare indietro, ma devi proseguire avanti e non sai nemmeno se hai il tempo per fermarti. Anche se ti sembra di essere costantemente lento in una società che va a cento allora e sembra non perdere un colpo. 
Schhhh... basta polemiche, basta. 

Adesso accendo la luce, ti trovo qui al posto di questo cuscino vuoto, e ti sorrido. Tu portami l'abbraccio che cercavo con la giusta stretta, la giusta durata, il giusto calore, quello che puoi conoscere solo tu anche se non te ne sei ancora accorto. 

Oppure vieni qui, strozzami, toglimi l'aria, dimostrami che sei davvero più forte di me e che è stato tutto inequivocabilmente sbagliato, inutile, che sono quella vigliacca che mi fai solo rischiare di essere in questa fuga, alla ricerca di una soluzione e di un perchè. Mai abbastanza validi entrambi. 
Liberi di sbagliare. 

Invece tu non vieni, non mi dai nemmeno un indizio, e mi trovo a dover comprendere i motivi di qualcosa che non ho ancora nemmeno ben capito che cos'è. 
Lasciata a me stessa, ma senza potermi abbandonare all'alibi dei silenzi. 
Come faccio a dirti se voglio più bene a mamma o papà? come posso sapere se il tuo fine domani mi accorgerò che non giustificava quei mezzi? 
Ho paura di aver sbagliato le dosi di anestesia al dolore e mi chiedo se fosse stato meglio essere diversa, più semplice e inquadrabile agli occhi di tutti. 
Liberi incompresi. 

Però con qualcosa sempre in cui credere. 
Vorrei che riuscissi a capire, vorrei che riuscissi a vedere tutte quelle sfumature che fanno di un fiore un albero, di un puntino una stella che brilla, di un seme un frutto, di un viaggio la vita.

Che bello sarebbe per tutti e due se imparassi a rispettare le mie scelte difficili. Quando arriva il 740 e mi raccolgo in mille ricordi, canzoni, pensieri, emozioni, voglio saperti stabile per giocare il secondo tempo. 


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