mercoledì 18 maggio 2011

e non c'è piu neanche l'apnea

(venerdì, 24 agosto 2007 alle 21:26)
Tutto mi dice che è la scelta giusta per me adesso. Continuo a ripeterlo e che si pensi che sto giocando, che non capisco il valore della vita, che intanto sono qui, che finchè lo si dice non lo si fa, che vi sto facendo male me lo aspetto.
Sono sensazioni che si direbbe che passano, si semplificherebbe che è solo un momento, che sono una post-adolescente che ancora non sa cosa vuol dire superare una difficoltà. Tutti quelli che lo diranno non sapranno niente della mia storia e di questo punto.
Si dirà che sono infantile, è vero solo nel bisogno di capire che ho adesso. Ripeto che non ne ho la forza, vengo qui solo per ripetermi a voce alta i miei post e mi viene un sorriso alla fine, ma è un rituale un po' macabro anche questo, soprattutto questo. Qui con il mio clown triste e un orecchino sul tavolo che aspettano solo di andare dal loro proprietario.
Mi sento sopravvivere in un limbo che porta dove ho sempre condannato chi finiva. Non voglio finirci. Non è paura, è convinzione anche questa.
E tu. Non abbiamo alcun diritto di fare del male a qualcuno. Ma nemmeno tu ce l'hai per ammazzarmi con la tua indifferenza.
Negli ultimi giorni sento che una soluzione sta in un treno. E' tremendo non sapere quale proprio adesso. Pochi soldi come strumento da sapere dove impiegare. Non so se dovrei finire in ospedale e impiegarli per comprarmi un cellulare.
Non so se dovrei arrivare sul tuo viale e quando mi vedi e ti arrabbi perchè ho deciso ancora una volta anche per te distogliere lo sguardo perchè a quel punto neanche tutti i miei post saranno una flebo abbastanza forte per riuscire a reggere l'idea che preferisci farti ingannare da una paura per metterti addosso tutta quell'indifferenza con cui riesci ad andare avanti. Io non ci riesco. Io ho sempre creduto che dovessimo vivere per qualcosa di più alto che un alibi per sentirsi corretti e al posto giusto. Non è la tua vita, lo so, ognuno decide per sè. E tu hai smesso di decidere per me come tutti. Però non riusciresti a guardarmi ingoiare pastiglie e alcool fino ad ammazzarmi e in quel momento pur in mezzo a tutta la paura che io abbia qualcosa di folle, che io sia un pericolo sicuramente per i tuoi equilibri precari, non ne capiresti la precarietà, ma capiresti solo che sono un ostacolo da allontanare, un pericolo perchè apparentemente diversa. Matta. Ma non avrai il coraggio neanche di pensarlo fino in fondo. E in quel momento, dicevo, solo lì ti renderai conto che non è solo per solidarietà verso il prossimo che ci stai male. Che non è solo perchè c'è il tuo nome nello schedario dei nomi della mia vita, perchè potrai dirti di non essere coinvolto lo stesso. Sarà per quello sguardo, per quei miliardi di piccoli momenti a cui non riesco a pensare stavolta. E non m'è mai successo. E allora via, a pensare che è perchè non ci sono mai passata e allora ho paura anch'io. Ok, non ho più la forza di convincere nessuno. Non ne ho avuta la capacità fino adesso e non mi interessa avercela neanche dopo.
So solo che non ce la faccio e che se verrò da te sarà per rivedere quel mare e quello yogurt e in quel viale trovare la tua faccia. Avrò una valigia perchè non parto mai con l'idea di tornare perdente, ma so che è più probabile la sconfitta visto come sto e come stai. quindi non sentirti appeso a quella, ma cerca anche tu tra quelle carte quella giusta per completare il memory.

O magari sbaglierei tutto perchè nonostante tutto ciò che penso e tutta la paura che ho dovrei essere lì perchè rivedendoci o capiremmo tutto senza sapere ora cosa oppure giocheremmo a memory insieme e ci scapperebbe un altro sorriso. E dio quanto è importante a questo punto! magari tu capiresti che non sono venuta a chiederti niente oppure troveresti la forza per non chiedermi "che c'è" e sapresti che non è che non sto bene a chiudere i ponti e restare sola. Era ciò che credevo di fare. Ma adesso so che c'è un treno che mi aspetta e basta. E so che non ho tempo di aspettare perchè un giorno in più cadrei in questo limbo che mi fa schifo. E non venire se è per compassione e comprensione di un mio momento di disagio, vieni solo se ne hai voglia anche tu. Per questo non ci saresti. Invece se ci fossi mi guarderesti in maniera storta e mi chiederesti "cos'è sta storia?" e avresti ragione perchè non posso invadere gli spazi di nessuno tantomeno i tuoi in cui non ho niente da dire, ma vorrei forse solo ascoltarti una notte intera fino ad addormentarmi di un sonno diverso, per sentirmi tranquilla e non con la convinzione che stanotte o quell'altra questo organismo capirà e si adeguerà al resto. E non sarà l'inverso perchè non sto prendendo in giro nessuno, tantomeno me, non lo farei mai, ma tantomeno adesso. oppure verrei lì a dirti io "che c'è" e a dirti che avevo voglia di rivederti. ma sarei debole.

stè.
h.

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