mercoledì 18 maggio 2011

appunti spunti spuntati sputati

(venerdì, 24 agosto 2007 alle 04:01)
ti sei fatto mangiare dalla malinconia perchè hai capito che non straparlavo?
o io non centro e le paure sono state solo altre?
ti prendi tempi che non hai. come faccio io nello sconvolgere i miei.

Prendilo come uno schema e riparti. Per scrivere ci vogliono i chilometri e se ti fa male una gamba non puoi percorrerli, ma aspettare che ti digeriscano. Questi 416 però li hai già percorsi.
Vieni a raccontare a me che stai bene chiudendo i ponti? :) Tra tutto ciò che hai da raccontarmi questa è la più inutile, credimi e basta.
E' più bello riconoscersi fragili in due: proviamo? Te l'ho detto con lo stesso tono che avevi tu nella proposta di un momento che se lo racconti ti sembra di evidenziarlo, che sarà nel vortice insieme al resto da digerire. Mi sono cambiata e rivestita tutta di bianco come per un contrasto, come un modo per lavare quei jeans e quella maglietta verde che ha vissuto lacrime e schizzi di gin e mi protegge con un "mi fermo qui" che tutti leggono e solo lei capisce. Per rimetterli.
Non sono innamorata di te, avrei io troppa paura comunque nel dirtelo dopo tre giorni, dopo ciò che ho alle spalle. Sulle spalle.
E' già venerdì e vorrei dirti che non ci sto un altro giorno senza di te e vorrei dirti: volevi fare un viaggio, raggiungimi e facciamolo insieme dentrodi noi e capiamoci ancora. Non te lo dirò. Questa volta sono io che ho paura di osare, delle tue reazioni. E a prendere un treno e farmi trovare da te e venirti a trovare, ora mi sembrerebbe quasi una violenza. Forse più a me che a te. Sempre per la paura di vivere che m'è nata. Perchè mi serve quella mano con un articolo a caso, come verrebbe, ma che non riesco a sentire. Ho voglia solo di rifarci l'abbronzatura insieme e sono quasi sicura che tu non lo voglia.

Sono le tre. Ti sento già pronto a dire " e beh?". Ti sento già nel tono di quel "che c'è?", come fosse niente.

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