(27 giugno 2007 - 19.12)
"Il latitante": colonna sonora di qusto mio viaggio che dura da 23 anni? no, di una passeggiata da casa tua ad uno scoglio sul mare, questo pezzo di roccia che ho scelto e nell'attimo stesso mi appartiene per sempre.
Che diventi un ricordo o il posto dove tornerò dopo una lite a casa, a pensare ad un modo per parlarti e dirti che il nostro amore voglio che sia come il mare da questo scoglio o da uno qualunque.
Naturale e lui puro, vivo, và avanti e ci sarà sempre; anche se rovineranno la spiaggia, anche se qualcuno o qualcosa tenterà d'inquinarlo, con ogni condizione di tempi: lui c'è. E cerca di farsi strada, continua per erosione pian piano degli ostacoli, ma come puoi credere ad un certo punto che finisca?
Non puoi volerlo contenere, cancellare e non darti sempre la possibilità di viverlo e fermarti ogni tanto a contemplare quanto è bello, immenso, forte d'una presenza propria, con tutte le sfumature, le avventure, gli organismi che in sè prendono vita.
Onde, una per ogni momento trascorso, una per ogni Storia, una per ogni esperienza raccolta. Una adesso, che ti ho scritto "sono al mare. vieni?"
Onda adesso, che mi hai chiamata e mi hai detto di no.
'Chè sei appena arrivato a casa da lavoro.
Che ora sentirai i nostri amici e mi dirai dove raggiungerci.
Che mi lasci i miei spazi e mi piace che capisci ciò che voglio, ciò che penso, ciò che desidero, quel di cui ho bisogno, ciò che sono, ciò che sogno, senza poi saperlo.
Onda e di queste pietre non se ne stacca neanche una, mentre i passerotti mi raggiungono sullo scoglio: due, uno, altri due, adesso tre,.... e a me sembra di stà in una favola Luka! ma di quelle che magari sì, si leggono, ma perchè sono vissute.
Onda e vengo a casa da te.
Onda. E i passeri non li conto più e si avvicinano tanto.
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