mercoledì 18 maggio 2011

Tanto ti chiami sempre Jack

(mercoledì, 19 settembre 2007 alle 21:01)
Ed erano passati molti giorni.
E tu non c'eri.
E mi arrampicavo sulla pianta di fagioli cercando di risalire, risalire fino a quel paradiso che ci pareva perduto. Che mi pare buttato.
Mi dicono di dare tempo a tutto. A tutti.
Me ne avevi pregata anche tu.
Ho raggiunto un fagiolo e lo guardo cercando di capire cosa serva perchè tutto non si riveli così banale.... la scalata di una pianta non è poi così normale. Lo guardo e non mi dice niente: cosa potrà mai dirmi un fagiolo?!
Ti racconterò di quando mi hai abbozzato i tuoi progetti per quella scalata e non ne immaginavi destinazione. Mi ritornano i disegni tra le mani perchè non si sono mai persi, loro.
Chissà quanta banalità c'è nel chiedersi cosa pensi la notte nel letto sfatto aspettando un nuovo giorno e che il gigante perda.

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