(06/09/2006)
Ho preso 4 cose e me ne sono venuta qui sperando che qui, non mi troverai. Se fossi andata al solito posto sarebbe finita forse come tutte le altre volte ed anzichè capire che c'è qualcosa di serio che non và finisce per sembrare tutto una pagliacciata come infatti già succede ogni volta. Penso che anche se uscirai di casa andrai al solito posto pensando di trovarmi là e di far tornare tutto come se niente fosse senza affrontare mai niente davvero. Finendo per stancarci entrambi.
Qualche volta mi hai già detto che sei stanco di vedere che esco di casa quando c'è un problema più grande. Forse sapendo più cose tu della mia vita che tante altre persone avresti potuto fare uno sforzo in più per mettere insieme i pezzi ed anzichè vederci semplicemente una fuga che non è da me, di quel gesto capire qualcosa in più. Se avessi voluto scappare a quest'ora probabilmente non sarei in questo Paese. Ma per le fughe ci vuole un coraggio diverso da quello che metto io nel mio vivere e quello ancora non l'ho avuto.
Mi stai deludendo. Forse rimango delusa perchè mi aspetto sempre troppo come dice Nico, però io voglio continuare ad aspettarmi tanto dalle persone con cui scelgo di condividere la mia vita.
Di nuovo pagine piene di malinconia, quella che vorrei sparisse una buona volta dalla mia vita.
Nel nostro rapporto non c'è più fiducia nè stima. Quest'ultima tu l'hai persa nel non capirmi nemmeno tu ed io la perdo nel vedere come e quanto sei capace di deludermi. La prima faticavo già a ritrovarla dopo quel duro colpo, da cui sono partite queste pagine, figurati ora che ogni volta che mi sforzo di darne a te ed a noi devo trovarmi di fronte a questo tuo modo di comportarti. Assurdo anche per te. Non ne avresti avuto bisogno se anzichè passare oltre e finire pure a fare di queste assurdità, ripeto, anche per te, me ne rendo conto, mi avessi chiesto prima una volta in più uno di quei "perchè?" che tu odi, ma che sono tanto utili per capirsi. Ma per avere di queste iniziative bisogna avere ancora stima, affetto vero e la convinzione che si abbiano motivazioni interessanti da dire, nell'altra persona. Tu non le provi più queste cose nei miei confronti ed anch'io le sto mano a mano perdendo nei tuoi per via di quella stessa delusione che tento di spiegarti qui.
Te la spiego qui perchè ormai sempre per questi motivi mi è diventato impossibile anche parlarti. Ormai ogni volta ed in qualunque occasione preferisci dare una chance a chiunque altro chiamato in causa, o meno, anche fossi essenzialmente tu stesso, piuttosto che alla persona con cui dici di volerti costruire una vita, alla quale invece lasci ogni volta solamente più astio, qualche battuta da pessimo teatro e qualche fantomatica lezione di vita di cui non ti appropri nemmeno. Io faccio esattamente il contrario, per questo non andiamo d'accordo e tutto è enfatizzato.
Io preferisco essere sincera però, con te, con tutti ed anche con me stessa: penso sia una questione di correttezza. Tutto questo non mi và e voglio avere la pretesa di non dovermi trovare ogni mese a ripetermi. E' molto più maturo cercare di capire una volta per tutte come uno vuole essere e in funzione di quale tipo di valori ed idee (e persone) si vuole vivere piuttosto che continuare così, te ne renderai conto anche tu.
Non fa bene a nessuno. Per usare uno di quei luoghi più o meno comuni che non sopporto.
"Una volta per tutte", "valori",.... mi sono trovata a dover ripetere parole simili così tante volte da sentirne in qualche momento una specie di nausea anch'io. E' la nausea di chi si stanca di sentirsi da sola. Ti sento già dire che me la cerco io, la solitudine, che è colpa mia se sono sola.
E' un bell'alibi, certo, ma io sono questa e tu non pensi mai che prima mi volevi proprio per questo.
Certo quando è rivolta verso se stessi una scelta di comportamento basata sul non sopportare alibi e non accettare compromessi sbagliati, appare molto meno affascinante di quando è rivolta ad entità estranee e che non ci riguardano. Dovrei cambiare? anche se io mi piaccio come sono? forse perchè magari piacerei di più agli altri (anche se quegli altri a cui piacerebbe una Helen diversa poi non piacerebbero a me)? Ho modificato delle cose di me in relazione all'idea di una migliore convivenza con gli altri, come per esempio la possibilità di mettermi in discussione. Dovresti dartela anche tu seriamente. Ti aiuterebbe. E poi ti prego smettila di renderti ridicolo ogni volta nel chiedermi poi il motivo per cui sai che mi incazzo e cosa hai fatto come se fosse una colpa da espiare in qualche paradossale processo ad un bambino. Condivisibile o meno che sia, lo sai il perchè fin dal momento in cui scegli comunque di comportarti in questo o quell'altro modo. Inizia a prenderti la responsabilità prima di te stesso e delle tue azioni ed idee se nò mi è impossibile darti anche metà di quella della nostra relazione con un fine credibile.
Questa volta non te lo dico cosa "mi" hai fatto, capiscilo da solo perchè sennò è impossibile.
Io il mio esame di coscienza a cui ogni volta mi inviti l'ho fatto. Tu quando inizi?
Dirai che questi "esami di coscienza" mi portano solo a ripetere che ho ragione. Ma non è vero. E' normale che io abbia la convinzione delle mie idee (se fosse diverso non si arriverebbe nemeno ad un vero litigio), però so che anch'io sbaglio.
Sbaglio quando non mi fermo a spiegarmi e spiegarti di me e di queste mie opinioni ogni volta...
Forse solo dialogando si raggiunge un eventuale accordo e condivisione di intenti. Però anche per il dialogo valgono le clausole riservate al prendere un'iniziativa altrimenti si finisce per ripetersi e basta. Nel ripetersi tanto delle volte si perdono le energie e nel fermarsi troppo in un rapporto non si va più avanti lo stesso.
Helen.
"Ciao".
Sei pronto ogni volta a passare oltre come se niente fosse e lasciar perdere. Ti senti impegnato subito in altro, d'altra parte lo vivi come se un mio capriccio qualsiasi per la tua vita non fosse più interessante,.. per quello che vale!
Poi se sono io a ritornare, almeno questo è ciò che ne recepisci mentre ogni volta mi allontano, ti mostri tutto soddisfatto nel farti trovare così.
Ho ancora una volta messo in discussione la possibilità o meno di un rapporto ed una vita tra due persone, tra noi due, ed io non riesco a provare nemmeno un briciolo di quella soddisfazione.
Evidentemente tutto questo non ti interessa perchè lo dicono ogni volta i tuoi comportamenti,... lo scrivo per me stessa.
Chissà, magari ognuno capirà che direzione è più giusta a suo modo. Chi nei fatti. Chi con le parole, di quelle cazzate buttate al vento o in qualche quaderno.
Helen.
ps: mi risparmio "ai posteri l'ardua sentenza" perchè però bisogna mettere in conto che di "posteri" in questo modo riusciranno ad essercene mai, e così via tutto il resto
pps: non credere mai che un'improbabile aria di superiorità e di distacco possa renderti migliore di un altro, perchè solo coerenza di modi, sincerità con se stessi ed attenzione nei rapporti con gli altri fanno di un individuo un Uomo senza bisogno di aggettivi.
....ricordalo per favore
Convivenza (25/9/06 2.03)Tu nel mio.
E poi come contorsionisti appesi ad un filo, il tuo, che tiene aperto il gioco intanto che impari anche le mie regole.
Mi fai le tue promesse e so perchè non potrai mantenerle però è in quest'ora che hai la voglia di pormele. Condizioni?
Mi hai resa felice e già ho paura.
Anch'io ho le mie mancate da scontare ed eccomi.
Ti ho giurato d'amarti scoppiando a ridere.
Un attimo dopo ti sei unito.
La febbre ci ha rotolato, quasi increduli, sul piano delle nostre percezioni e fermate.
Un treno non è mai solo per due e casomai esistesse poi un luogo dove tutto sparisce e colpisce solo l'essere in due soli non sono sicura di conoscerne il modo, non sono sicura di non esserci già.
Ora.
Ora che assaggio nell'aria il sapore di menta di questo te, mentre sei tutto intento a leggere di qualche sorriso languido che hai già raccolto nel tuo. "Vi so felici e sono felice" ci dice qualcuno e sembra dio ad averci bussato trovandoci alla finestra di questo hotel. "Vi so felici e sono geloso" e dio è sì molto lontano, ma nemmeno poi troppo per non rendersi ancora famoso venendoci a raccontare ch'è tutta questione d'umanità.
Raggiungo a sorsi la tua concentrazione e mi sembra di vederti in quelle altre pagine stracolme di numeri e perplessità.
Ed io nel tuo.
Due scossoni, noi, e la menta versata che se li porta via.
Brindiamo al nostro nuovo traguardo. E' dura pensarlo orizzonte mentre lo raggiungiamo.
Abitudini che si cedono il passo, concedono, passo e mi ritrovo nel tuo letto incosciente impaziente d'accogliere il nuovo intreccio.
L'ultima sentita suonava di libertà: oso ciò che ben conosci.
Un nastro che gira trasportando note di un nuovo areoporto e sento che sei arrivato nel mio.
Un mondo insieme.
A stento mi avvicino per l'ultima goccia del nostro calice dell'amicizia.
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