(mercoledì, 19 marzo 2008 alle 13:38)
-La canzone del padre:
Il ranocchietto-gnomo
1. Ho sempre amato la vita, e adesso anche la tua
1 bis - La voce a Papà - La volontà di fare il papà
Il ranocchietto-gnomo
1. Ho sempre amato la vita, e adesso anche la tua
1 bis - La voce a Papà - La volontà di fare il papà
(Un blasfemo - Fabrizio De Andrè)
Ci sono Piccole Nullità che insinuano accuse talmente gravi riguardo la mia persona e la nostra gravidanza che non intendo più lasciarle esclusivamente commentate con una risposta ironica.
Gravi perchè trattasi di diffamazione, calunnie, ingiurie (inammissibili dal punto di vista legale e morale oltre che umano); non certo perchè intacchino in alcun modo la mia convinzione di star facendo la cosa giusta e che voglio. Questa gravidanza, piccolo/a, nata come ti ho spiegato ieri da qualcosa di non cercato, ma voluto da entrambi i tuoi genitori; nata non dalla programmazione precisa di metterti al mondo, ma dalla spontaneità di un legame forte e intenso, condiviso negli anni; è una gravidanza che ho scelto di portare avanti dal primo momento in cui ti ho immaginato
in un pensiero che allora mi pareva talmente impulsivo da toccare l'assurdità. Ho scelto di viverti ed insieme darti la vita, nonostante qualsiasi difficoltà come poteva essere quella di un rapporto con tuo padre che non era ciò su cui avrei progettato la nascita di un figlio, piuttosto che gli ostacoli materiali che ci si propongono. Può essere che in qualche caso sbagli a seguire una parte preponderante d'istinto in ciò che ritengo importante come scegliere di imboccare una strada precisa che so già nel momento in cui muovo il primo passo essere, più che una strada, un sentiero che sarà irto di possibili problematiche. Può essere che in qualche caso sbagli, ma non in questo. O perlomeno, ed anche questo è un ripetermi obbligato, sarai solo tu ad avere il diritto di dirlo.Ci sono dei bivi in cui ti ritrovi a dover mettere in gioco te stesso, una strada devi prenderla comunque e non c'è nessuno a suggerirtene la direzione più corretta, perchè lì e in quel momento, tocca proprio solo a te. Certo, una scorciatoia o una scappatoia la si riesce a trovare sempre....illusoria e forse meno pericolosa del prendersi una responsabilità, però anche non essere capaci di muoversi è una direzione ben precisa. Verso l'oblio.
Quei bivi sono quelli che più mi hanno costruito l'identità addosso, sono quelli che più preferisco perchè ti dicono chiaro che puoi dimostrarlo solo tu di essere uomo. E non ci sono nè chiacchiere nè lustrini a cui attaccarsi in momenti così. C'è solo da prendere e andare seguendo ciò in cui si crede.
Le cose, i valori, in cui impari a credere sono proprio ciò che ti dà nel tempo quell'identità di cui ti dicevo.
Da cosa dipendono? dall'educazione, dalle tue scelte, dalla musica che ascolti, dai libri che leggi, da ciò che fai e che ti piace,....dalla vita, quella stessa che ti regali da te, a dirla tutta, e proprio in questo modo.
Non sei e ti insegnerò a non essere solo un insieme di dati su un codice genetico, sarebbe come dire che la musica è un insieme di note piazzate su un pentagramma, ma non è tutto lì. Essere capaci dell'emozione della semplicità è ben altra cosa.
In quella semplicità e con quella semplicità sei concepito, con la stessa semplicità Mamma ti ama. E questo riguarda solo te e me. Nessun altro per quanto possa alzare venti di calunnie, invidie o egoismi, potrà mai cambiare la verità di questa semplicità.
Tu sai che quando ho saputo di te, ma ancora prima quando ho avuto sentore, dubbio, di te, ho espresso innanzitutto a tuo padre le parole che costituiscono il gesto di raccontare ad un papà la vita iniziata del proprio frugolo perchè sappia, esattamente come la mamma, di aver generato un piccolo, che è poi qualcosa di infinitamente grande, da una parte di sè.
La corresponsabilità non è una colpa da estirpare nè da delegare, c'è. Di fatto decide sempre, in ogni situazione, la propria coscienza come risponderle.
Piccolo/a mio/a, mi dicono che è un capriccio amarti, trasformano in testardaggine la scelta non facile di modificare quella strada, in questo caso mia e tua, ma che è comunque di ognuno, di cui ti ho detto, in funzione dell'accoglierti in questo mondo che come vedi ti si prospetta davanti fin da subito con tutte le sue contraddizioni. Da un lato la magia della vita che prende forma, dall'altra la meschinità dello stesso mondo popolato anche di gente che ha la mente tanto deviata da non vedere che la mela, di quel giardino incantato che tale rimane; tanto incapace di mangiarla da filare, sopra quella mela, oscenità con ago e un filo immediatamente riconducibile a qualcosa di molto lontano anche dalla conoscenza di cui si dissero Adamo ed Eva curiosi.
Lascio la purezza delle vergini alle puttane in cerca d'anestesia per i propri pruriti e rinnovo il mio unico pudore in quel senso di rispetto per il quale Mamma e il suo Gnometto hanno e avranno sempre la ragione della verità e del non essere Piccole Nullità.
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