domenica 19 giugno 2011

mamma e papà

(martedì, 16 settembre 2008 alle 22:02)
E' tutto qui. In due fotografie stroppiciate spiaccicate su un muro di casa mia. E un po' impiastricciati nella colla i volti delle persone più importanti della mia vita. Non quel ragazzo che non c'è mai al momento giusto, non quel mio rivoluzionario oggi tanto vicino da non vedermi: ora mi riferisco a mamma e papà. 
Loro rimangono lì a riempire le immagini della mia camera e della mia memoria, ma non i miei vuoti, i miei silenzi, i miei attimi di nostalgia. Da un certo punto in poi siamo sempre stati un po' distanti. Io che avevo bisogno di voi e non ve lo dicevo, voi che volevate vedermi crescere, ma ne avevate anche paura. Siamo sempre stati bene lì, in una fotografia appesa ad un muro. Nelle foto non ci sono ritmi, non ci sono discorsi ed un sorriso può durare in eterno. 
Ma è proprio dove ci sono i ritmi che ci vuole complicità, è proprio dove ci sono i discorsi che ci vuole apertura, è proprio dove un sorriso rischia di diventare altro che ci vuole attenzione, sensibilità, amore. Ed io questi li ho ricevuti. Forse non nel modo più facile da recepire, forse non sempre o non esattamente come me li sarei potuti aspettare, ma se stanotte sono qui a guardare questa fotografia con un po' di malinconia addosso e tanta rabbia e comprensione è anche perchè ho imparato l'indignazione, la distinzione delle priorità e a volervi bene. 
Magari anch'io non nel modo più semplice.

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