tema delle medie
_________________________________
Voglio scrivere di un qualcosa che mi sta a cuore: la Rivoluzione. Non parlo del 1968, che, comunque, sento essere molto vicino a me, ma di un avvenimento di attualità: il Movimento scolastico, che, da qualche tempo, abbraccia tutte le scuole superiori. Gli studenti si ribellano: a cosa? al Sistema. Uniti tutti insieme. Così è nato un nuovo legame tra Francia e Italia. Mesi caldi, un ottobre bollente, come in Bolivia, 30 anni prima veniva ucciso il "simbolo" della lotta per la libertà. I tempi cambiano, il sogno resta. Sei ritornato Che, bello, anche nella morte, con i capelli lunghi, scuri, come nella famosa foto di Kordova! Sei ritornato sulle magliette dei giovani, sulle bandiere,... e i tuoi ideali? Questo assurdo consumismo vuole farceli dimenticare, ma non ci riuscirà.
Le cose devono cambiare anche nella scuola ed entriamo "in gioco" noi, i giovani, unico futuro dell'umanità. E ci facciamo sentire con le manifestazioni in piazza. Chiediamo più docenti e meno alunni nelle aule; investimenti maggiori nell'Istruzione pubblica; riforme favorevoli a noi e ai nostri genitori che, nella maggior parte dei casi, si sobbarcano le spese per garantirci un futuro; costi minori per trasporti e libri; non vogliamo la parità scolastica con la scuola privata riservata ai ceti abbienti. E continuiamo con cortei, autogestioni, occupazioni, lottiamo per ottenere qualcosa... ma il tempo non si ferma!
Qualcuno sfrutta l'occasione per evitare la scuola e si sente dire: "esco con gli amici"; "sto a casa a dormire";"gioco tutto il giorno alla playstation";..
Spiace riconoscerlo, ma Torino è una di quelle città più ricche di ragazzi "cioè".
A Milano, a Roma, non è così.
Lì gli studenti occupano il tempo delle manifestazioni a lottare veramente per ottenere ciò che chiedono, ciò in cui credono.
Vogliono rendere la scuola "un luogo" agevole per tutti (finanziando le famiglie e non lo Stato e le scuole). Qui, sono in pochi a scioperare, conoscendo cosa stanno facendo, cosa significa e soprattutto perchè lo stanno facendo senza cogliere l'occasione per non studiare.
Ottenere qualcosa per cui si è lottato provoca una sensazione forte mista di soddisfazione, orgoglio e... è un'energia positiva, la "Victoria".
Molti ragazzi sono confusi in quest'era di cambiamento e profonda trasformazione. Mi interessa questa sorta di "politica non politicizzata" perchè io faccio parte di loro (come definirli?), gli studenti guerriglieri. Ho visto un programma tv il giorno del corteo (parlo dell'ultimo corteo) al quale non ho partecipato perchè non ero sicura di volerlo fare: "La Parola agli studenti". In studio c'erano i protagonisti a parlare. Uno, in particolare, Alberto, ragazzo romano studente di Liceo classico, mi ha stupita e... affascinata. E' uno dei pochi che è riuscito a parlare, spiegare, discutere, far valere le sue ragioni, senza rendersi ridicolo. Ho letto su "La Stampa" di ieri, un articolo che raccontava di Arianna, ragazza milanese, e del suo modo di vivere la scuola e le proteste degli studenti che ho riscontrato essere molto simile alla mia ideologia in proposito, se di ideologia si tratta.
E' vero, il 68 mi riguarda, Che Guevara mi riguarda, ma, forse sono nata nel posto sbagliato, al momento sbagliato, oppure, ipotesi più probabile, i giovani in questo periodo hanno bisogno di qualcuno che li guidi, che dia una spiegazione ai loro dubbi sulla Storia, sulla religione, sulla vita,...
Rassicuri le loro incertezze per non farli cadere in scelte troppo sbagliate, per tornare indietro e ricominciare.
E' un'epoca nascosta dal passato e ossessionata dal futuro, la nostra.
Sono d'accordo con chi lotta per ciò in cui crede, ma non approvo lo sfruttamento di sani principi per utilizzarsi come scuse di comportamenti facili da adottare o sbagliati.
Molti studenti non vogliono utilizzare i diritti che hanno (scuola) e scappano dai propri doveri (studio). Dovrebbero ricordarsi che la scuola non è obbligatoria per noi e se hanno la possibilità di scegliere ciò che preferiscono costruire della propria vita, giorno per giorno, devono considerarsi fortunati, al giorno d'oggi e fare tesoro di questa fortuna.
Solo allora, accettando diritti e doveri, pro e contro, possono cambiare ciò che non funziona del Sistema. In questo mondo, in questo periodo, mancano sempre più spesso e di più, l'umiltà, la conoscenza di se stessi, l'orgoglio e la maturità: requisiti fondamentali della vera Rivoluzione.
voto:
Lo svolgimento andava riletto e ricopiato per evitare, forse, alcuni errori nella forma, dettati, credo, da un eccesso di enfasi e retorica.
5/6
___________________
cioè: io tipo a 12 anni scrivevo di sta roba!!!

è forse l'unico tema in cui ho preso 5/6...chissà perchè!
ok, avevo fatto indigestione di virgole, ma questo neanche l'ha scritto sta prof...
comunque lo dedico ad andrea r.
e a tutti quelli che NON SO PROPRIO PERCHE' mi prendono per comunistoide
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un segno: