domenica 12 giugno 2011

Per non prenderti in giro... (ti voglio bene)

(9.40pm 6-8-03)
Mi hai detto che sei tu. 
Vorrei crederti, 
invece continuo ad allontanarti. 
Ma se ti fossi trovato in quel giardino 
tre anni fa, 
se al posto del tuo "piccolo fiore" 
avessi trovato quella mia stessa erba, 
il cielo di quel giorno e quel dannato amore sincero, 
allora forse non avresti più dubbi da porti. 
Ed è ora che comincio a capire quanto 
tutto questo ce l'ho dentro 
e non è solo un ricordo, 
è un pezzo di me, della mia storia; 
non posso cancellarlo. 
Non pretendo di vivere nel passato 
(e non lo voglio), 
ma non pretendere nemmeno tu che lo faccia. 
Ho bisogno di capire quest'oggi, 
"questo" piccolo fiore, il nostro. 
Lo capisco quando mi dici "e io che c'entro?!", 
quando vuoi pensare a noi, 
quando sei dannatamente e stupendamente tu. 
Immagina di essere tu ora 
su quella panchina, in un giorno di maggio. 
Il sole splendeva come adesso, 
la città era così piena di luce, 
solo un po' più affollata. 
Nell'aria le stesse parole, gli stessi sentimenti, 
gli stessi toni di voce, gesti, 
l'istinto che suggeriva gli stessi movimenti. 
Anche allora scrivevo, 
anche allora a volte un po' confusa, 
ma vedere oggi di nuovo quel tipo di comprensione, 
di risate, complicità, caso, messaggi, telefonate, 
quegli occhi...lucidi, 
l'entusiasmo e la paura che 
da sempre l'accompagna, 
sentirti dire frasi simili 
od uguali a quelle di allora, 
e sapere che non sai... 
perfino lo stesso nome... 
lo stesso modo di farmi sentire Viva, 
di rendermi tutto più facile, chiaro, 
e insieme incasinarmi la vita. 
Ho sofferto tanto, 
e solo non voglio che sia invano 
altrimenti ti avrei già detto il mio "ti amo". 
Non sei tu a pagare un conto non tuo, 
è solo il mio passato, 
ma è la mia storia 
e sono io. 


(Fotoromanza - Gianna Nannini)

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