(mercoledì, 3 settembre 2008 alle 17:30)
C'è qualcuno che parla la mia lingua?
Di sicuro non mi ha colpito questa tua indole ai melodrammi che non serve a niente e nessuno.
Tu dici che non sei come Adriano e vedi come un danno alla tua immagine il fatto che io ti dica queste cose perchè la prendi come un insulto sapendo cosa io penso di lui oggi. Io parlo invece del rapporto che si sta instaurando che è identico. Queste parole avrebbe potuto benissimo scriverle lui tali e quali. Anzi, le ha scritte.
Anche con lui all'inizio siamo stati benissimo... questi problemi di oggi che riscontro tra noi con lui sono usciti fuori persino dopo piu di tre mesi e allora dovrei fare, secondo il tuo ragionamento, tesoro del bagaglio di momenti belli ed esperienze condivise insieme e andare avanti in base ad una prospettiva di miglioramento. No. Se no tornerei con lui. Ci ho condiviso pure il concepimento di mia figlia... non sarebbe un motivo più valido di tante altre esperienze anche belle? Eppure scelgo con tutte le difficoltà che questo mi comporta e comporta a mia figlia, di non farlo perchè ritengo che i danni che genera portare avanti un rapporto su questi presupposti non induca nè ad un "lieto fine" reale, nè ad un proseguimento sano delle proprie esistenze. Non lo accetterei più per me. Non lo accetto neanche a pensarci nei confronti di mia figlia che nasce tra un mese, per cui domattina ho l'incontro con i papà, che andrò a rivedere in ecografia da sola tra qualche giorno.
Non lo faccio perchè per me in un rapporto - chiamami esigente o illusa - c'è ben altro in gioco: la condivisione laddove c'è la devo sentire necessariamente reale. Non mi affido ad un rapporto di coppia in nome di una possibilità di modifica continua in funzione del rapporto più congeniale. Certo che questo è normale che avvenga e pure bello laddove ci si riesce, ma sempre e solo quando le basi da cui si parte sono sane, condivise, pure. Ti domanderai di nuovo a questo punto di quali basi, di quali presupposti, di quali problemi parlo ritenendomi troppo generica e vaga, imputandomi di atteggiamenti così poco esaustivi di esempi concreti da farti venire il nervoso a pensare che io mi stia auto-convincendo per chissà che motivi di ciò che non è e infatti non so spiegare. In verità sto tentando di spiegarmi continuamente da chè ci conosciamo - e, nello specifico, da parecchie ore. In verità è che il mio atteggiamento poco esaustivo, è esausto di dover rispiegare piccoli episodi in cui si dimostrano basi completamente sconsiderate a mio avviso in cui gestire un rapporto. In verità non mi sono mai voluta auto-convincere di niente in questo rapporto - proprio per le caratteristiche del rapporto e mie - ma nè nel bene nè nel male, ho rischiato invece sapendo di rischiare e rischiare molto, sapendo di mettere in ballo senza paracadute cose di me e della mia vita (e non più solo mie) che se avessi perso mi avrebbero fatto male (ed è per questo e non per mancanza di convinzione che ci sto appunto male). Ho creduto in ogni sorriso ed ogni abbraccio di questa storia, in ogni momento di dialogo comune e nello stesso modo che mi è consono nell'affrontare le cose ora credo in ciò che dico. tu prima davi fiducia al mio modo di credere, oggi no perchè non và incontro alle tue esigenze. E poi quali sono queste esigenze? stai continuando a ripetere che si tratta di me, della piccola... pensi che ora hai perso tutto... continui a parlare del fatto che "a te non rimanga più niente se si chiude questa storia". Non ti accorgi nemmeno di quanto distanti continuiamo ad essere nell'approccio al rapporto, già nel momento in cui ripeti queste cose. A me non è interessato rischiare di "perdere" effettivamente molto (e come ti dicevo non è che non abbia preso in considerazione il rischio), perchè alla fine mi butto fin troppo spesso rispetto a quanto ritenga sensato buttarsi nelle cose. A me non interessa oggi che tu mi faccia un bilancio di cosa andresti a perdere nella tua vita, mi interessa vedere quanto oggi ci abbiamo "guadagnato", se proprio in termini di bilancio vuoi parlare.
Mi interessa vedere che a TRE MESI dall'inizio di questa avventura ci ritroviamo ad un punto che non ho accettato più neanche a due anni da una storia precedente. Beh, ritienimi estremamente esigente o appunto illusa, ma preferisco chiudere un rapporto ennesimo piuttosto che viverlo nella prospettiva che non esista quello perfetto. Non pretendo da te niente di straordinario che tu non sei stato capace di offrirmi, ancora una volta sei tu a vederla in questo modo e ripetere queste frasi. Penso solo che a tre mesi non mi và, non ho voglia, non mi piace,... ritrovarmi a vivere un rapporto su questi presupposti.
Ancora una volta mi potresti domandare quali ritrovandoti spaesato.... non c'è niente di più concreto. Basta che rileggi tutto ciò che ci siamo detti o scritti. Basterebbe, anche solo, che tu riuscissi a metterti realmente nei panni di cui sentivo bisogno di immedesimazione nel mio scrivere nel blog e sentissi anche tu come me la completa inutilità di un rapporto per cui dopo tre mesi ed una bimba in arrivo io debba ritrovarmi a scrivere miliardi di mail ed sms inutili. Scusami, ma ho prospettive più alte piuttosto rimanendo sola con lei.
Tu mi ribadiresti che se ci vedessimo capiremmo che è più importante guardarci negli occhi etc.... pensi che ti prenda in giro se trovo in questo momento futili queste considerazioni... non sono così cinica come ti appaio davanti a qualcosa che di romantico per me non contiene solo la forma, ma anche il senso... è solo che ritengo che differenze di questo genere non si possano risolvere o appianare in modi così perchè diventano alla lunga controproducenti e non realmente risolutivi.
Lo dici anche tu nel momento in cui parli dell'abbracciarti con Morena dopo un litigio....sono convinta che per quanto tu adesso possa dirne, in quel momento ritenevi comunque più importante "passare sopra" e ricominciare in una illusione di miglioramento.
Io oggi so cosa significano quegli abbracci... significa non avere la convinzione in un rapporto al punto da scegliere dolorosamente di non crescere propria figlia insieme.
Significa, Andrea, ritrovarsi dopo sei anni di rapporto a vedere che non migliora niente, perchè le differenze sono reali, le distanze sono divenute ormai incolmabili, le cose irreparabili... io oggi non scelgo di arrivare a quel punto, sì...se vuoi non scelgo più di rischiare in questo senso, ma non perchè ritenga meno valida la prospettiva di rischiare per te.... sei forse la persona per cui al momento lo farei più ad occhi chiusi al mondo e lo sai. Non lo faccio nemmeno per cinismo o auto convinzione. Non lo faccio semplicemente perchè se non imparassimo niente dalla vita saremmo sempre allo stesso punto e rivivremmo sempre e solo le stesse cose. Io non voglio viverle e non voglio farle vivere a mia figlia per colpa di mia incapacità di fermarmi al momento giusto.
Il momento giusto per me è adesso perchè è adesso che vedo nitida la mancanza di mia volontà in una prospettiva simile.
Davvero tu pensi che non ci sia niente di meglio che ritrovarci dopo tre mesi a dover discutere così frequentemente (pensa all'ultima settimana) di tutto anche per sciocchezze? davvero pensi che debba vedere la nostra massima realizzazione in un rapporto già così pieno di ombre e incomprensioni e "rancori" su cose passate che saltano fuori come se niente fosse alla prima occasione, dopo tre mesi? davvero credi che debba ritenere plausibile una prospettiva di vita per me e per una neonata in arrivo in funzione di un rapporto per cui già hai cancellato i primi colori al mio ritratto attaccandoci post-it pieni di cosette - per quanto piccole possano sembrarti - irrisolte, ma su cui "passi sopra" perchè comunque ti sembra più valido ancora andare avanti?
Allora quello disilluso nei confronti della vita, dell'amore, del futuro, ti dimostri essere tu, non io.
E non venirmi a parlare di vittime e carnefici perchè qui io sto facendo nuovamente una gran fatica nel continuare a scriverti quando tutto ciò che non vorrei è dovermi ritrovare a farlo e in una situazione del genere.
_____________________________
Dovrei ripetermi tanto per cambiare e dirti che la tua indole ai melodrammi proprio non è ciò che mi ha fatto innamorare di te o che ritengo utile e che non mi interessano i bilanci tra avere e perdere. Dovrei dirti che avrei voluto in tre mesi che capissi che non me ne frega niente avere ragione. Che preferivo anche solo un secondo con te. Dovrei spiegarti che nel momento in cui non trovi risposte nemmeno tu alla mia mail e la trovi la cosa migliore, non puoi non capire come mi senta io convinta nello scriverla. Dovrei dirti che nel momento in cui non ci vedi tu un motivo per cui dovrei sentirmi "innamorata" di te, non puoi pretendere che ce lo veda io. E paradossalmente io invece ce lo vedo e te lo dimostro nel fare l'ultima cosa che vorrei al mondo, nel ritrovarmi nell'unica situazione che non avrei voluto ripercorrere come ti dissi fin dal principio, te lo dimostro nell'aver rischiato con la prospettiva reale di perdere. E nel perdere.
Ed è questo rispetto che mi porta comunque a vivere fin qui e ancora ora tutto ciò che non vorrei, questo rispetto che non è rispetto, ma qualcosa di più...ciò che hai e ti rimane. Non credo che per chiunque si farebbe la scelta di rischiare in questo modo. Non credo che per chiunque si sceglie di "perdere" in questo modo. Sarebbe molto più piacevole dire "ma si, riproviamo" pur sapendo che non c'è la convinzione di prima, ma chissenefrega.
Mi spiego di nuovo male, ma certe cose non le so proprio spiegare, non adesso.
Volevo solo dirti che hai molto più di quanto pensi e che non è credere che non vali niente ciò a cui volevo portarti. Tutt'altro. Perchè se per me non valessi niente ti porterei per mano realmente in quel paradiso di famiglia felice che mi dipingi.
Di sicuro non mi ha colpito questa tua indole ai melodrammi che non serve a niente e nessuno.
Tu dici che non sei come Adriano e vedi come un danno alla tua immagine il fatto che io ti dica queste cose perchè la prendi come un insulto sapendo cosa io penso di lui oggi. Io parlo invece del rapporto che si sta instaurando che è identico. Queste parole avrebbe potuto benissimo scriverle lui tali e quali. Anzi, le ha scritte.
Anche con lui all'inizio siamo stati benissimo... questi problemi di oggi che riscontro tra noi con lui sono usciti fuori persino dopo piu di tre mesi e allora dovrei fare, secondo il tuo ragionamento, tesoro del bagaglio di momenti belli ed esperienze condivise insieme e andare avanti in base ad una prospettiva di miglioramento. No. Se no tornerei con lui. Ci ho condiviso pure il concepimento di mia figlia... non sarebbe un motivo più valido di tante altre esperienze anche belle? Eppure scelgo con tutte le difficoltà che questo mi comporta e comporta a mia figlia, di non farlo perchè ritengo che i danni che genera portare avanti un rapporto su questi presupposti non induca nè ad un "lieto fine" reale, nè ad un proseguimento sano delle proprie esistenze. Non lo accetterei più per me. Non lo accetto neanche a pensarci nei confronti di mia figlia che nasce tra un mese, per cui domattina ho l'incontro con i papà, che andrò a rivedere in ecografia da sola tra qualche giorno.
Non lo faccio perchè per me in un rapporto - chiamami esigente o illusa - c'è ben altro in gioco: la condivisione laddove c'è la devo sentire necessariamente reale. Non mi affido ad un rapporto di coppia in nome di una possibilità di modifica continua in funzione del rapporto più congeniale. Certo che questo è normale che avvenga e pure bello laddove ci si riesce, ma sempre e solo quando le basi da cui si parte sono sane, condivise, pure. Ti domanderai di nuovo a questo punto di quali basi, di quali presupposti, di quali problemi parlo ritenendomi troppo generica e vaga, imputandomi di atteggiamenti così poco esaustivi di esempi concreti da farti venire il nervoso a pensare che io mi stia auto-convincendo per chissà che motivi di ciò che non è e infatti non so spiegare. In verità sto tentando di spiegarmi continuamente da chè ci conosciamo - e, nello specifico, da parecchie ore. In verità è che il mio atteggiamento poco esaustivo, è esausto di dover rispiegare piccoli episodi in cui si dimostrano basi completamente sconsiderate a mio avviso in cui gestire un rapporto. In verità non mi sono mai voluta auto-convincere di niente in questo rapporto - proprio per le caratteristiche del rapporto e mie - ma nè nel bene nè nel male, ho rischiato invece sapendo di rischiare e rischiare molto, sapendo di mettere in ballo senza paracadute cose di me e della mia vita (e non più solo mie) che se avessi perso mi avrebbero fatto male (ed è per questo e non per mancanza di convinzione che ci sto appunto male). Ho creduto in ogni sorriso ed ogni abbraccio di questa storia, in ogni momento di dialogo comune e nello stesso modo che mi è consono nell'affrontare le cose ora credo in ciò che dico. tu prima davi fiducia al mio modo di credere, oggi no perchè non và incontro alle tue esigenze. E poi quali sono queste esigenze? stai continuando a ripetere che si tratta di me, della piccola... pensi che ora hai perso tutto... continui a parlare del fatto che "a te non rimanga più niente se si chiude questa storia". Non ti accorgi nemmeno di quanto distanti continuiamo ad essere nell'approccio al rapporto, già nel momento in cui ripeti queste cose. A me non è interessato rischiare di "perdere" effettivamente molto (e come ti dicevo non è che non abbia preso in considerazione il rischio), perchè alla fine mi butto fin troppo spesso rispetto a quanto ritenga sensato buttarsi nelle cose. A me non interessa oggi che tu mi faccia un bilancio di cosa andresti a perdere nella tua vita, mi interessa vedere quanto oggi ci abbiamo "guadagnato", se proprio in termini di bilancio vuoi parlare.
Mi interessa vedere che a TRE MESI dall'inizio di questa avventura ci ritroviamo ad un punto che non ho accettato più neanche a due anni da una storia precedente. Beh, ritienimi estremamente esigente o appunto illusa, ma preferisco chiudere un rapporto ennesimo piuttosto che viverlo nella prospettiva che non esista quello perfetto. Non pretendo da te niente di straordinario che tu non sei stato capace di offrirmi, ancora una volta sei tu a vederla in questo modo e ripetere queste frasi. Penso solo che a tre mesi non mi và, non ho voglia, non mi piace,... ritrovarmi a vivere un rapporto su questi presupposti.
Ancora una volta mi potresti domandare quali ritrovandoti spaesato.... non c'è niente di più concreto. Basta che rileggi tutto ciò che ci siamo detti o scritti. Basterebbe, anche solo, che tu riuscissi a metterti realmente nei panni di cui sentivo bisogno di immedesimazione nel mio scrivere nel blog e sentissi anche tu come me la completa inutilità di un rapporto per cui dopo tre mesi ed una bimba in arrivo io debba ritrovarmi a scrivere miliardi di mail ed sms inutili. Scusami, ma ho prospettive più alte piuttosto rimanendo sola con lei.
Tu mi ribadiresti che se ci vedessimo capiremmo che è più importante guardarci negli occhi etc.... pensi che ti prenda in giro se trovo in questo momento futili queste considerazioni... non sono così cinica come ti appaio davanti a qualcosa che di romantico per me non contiene solo la forma, ma anche il senso... è solo che ritengo che differenze di questo genere non si possano risolvere o appianare in modi così perchè diventano alla lunga controproducenti e non realmente risolutivi.
Lo dici anche tu nel momento in cui parli dell'abbracciarti con Morena dopo un litigio....sono convinta che per quanto tu adesso possa dirne, in quel momento ritenevi comunque più importante "passare sopra" e ricominciare in una illusione di miglioramento.
Io oggi so cosa significano quegli abbracci... significa non avere la convinzione in un rapporto al punto da scegliere dolorosamente di non crescere propria figlia insieme.
Significa, Andrea, ritrovarsi dopo sei anni di rapporto a vedere che non migliora niente, perchè le differenze sono reali, le distanze sono divenute ormai incolmabili, le cose irreparabili... io oggi non scelgo di arrivare a quel punto, sì...se vuoi non scelgo più di rischiare in questo senso, ma non perchè ritenga meno valida la prospettiva di rischiare per te.... sei forse la persona per cui al momento lo farei più ad occhi chiusi al mondo e lo sai. Non lo faccio nemmeno per cinismo o auto convinzione. Non lo faccio semplicemente perchè se non imparassimo niente dalla vita saremmo sempre allo stesso punto e rivivremmo sempre e solo le stesse cose. Io non voglio viverle e non voglio farle vivere a mia figlia per colpa di mia incapacità di fermarmi al momento giusto.
Il momento giusto per me è adesso perchè è adesso che vedo nitida la mancanza di mia volontà in una prospettiva simile.
Davvero tu pensi che non ci sia niente di meglio che ritrovarci dopo tre mesi a dover discutere così frequentemente (pensa all'ultima settimana) di tutto anche per sciocchezze? davvero pensi che debba vedere la nostra massima realizzazione in un rapporto già così pieno di ombre e incomprensioni e "rancori" su cose passate che saltano fuori come se niente fosse alla prima occasione, dopo tre mesi? davvero credi che debba ritenere plausibile una prospettiva di vita per me e per una neonata in arrivo in funzione di un rapporto per cui già hai cancellato i primi colori al mio ritratto attaccandoci post-it pieni di cosette - per quanto piccole possano sembrarti - irrisolte, ma su cui "passi sopra" perchè comunque ti sembra più valido ancora andare avanti?
Allora quello disilluso nei confronti della vita, dell'amore, del futuro, ti dimostri essere tu, non io.
E non venirmi a parlare di vittime e carnefici perchè qui io sto facendo nuovamente una gran fatica nel continuare a scriverti quando tutto ciò che non vorrei è dovermi ritrovare a farlo e in una situazione del genere.
_____________________________
Dovrei ripetermi tanto per cambiare e dirti che la tua indole ai melodrammi proprio non è ciò che mi ha fatto innamorare di te o che ritengo utile e che non mi interessano i bilanci tra avere e perdere. Dovrei dirti che avrei voluto in tre mesi che capissi che non me ne frega niente avere ragione. Che preferivo anche solo un secondo con te. Dovrei spiegarti che nel momento in cui non trovi risposte nemmeno tu alla mia mail e la trovi la cosa migliore, non puoi non capire come mi senta io convinta nello scriverla. Dovrei dirti che nel momento in cui non ci vedi tu un motivo per cui dovrei sentirmi "innamorata" di te, non puoi pretendere che ce lo veda io. E paradossalmente io invece ce lo vedo e te lo dimostro nel fare l'ultima cosa che vorrei al mondo, nel ritrovarmi nell'unica situazione che non avrei voluto ripercorrere come ti dissi fin dal principio, te lo dimostro nell'aver rischiato con la prospettiva reale di perdere. E nel perdere.
Ed è questo rispetto che mi porta comunque a vivere fin qui e ancora ora tutto ciò che non vorrei, questo rispetto che non è rispetto, ma qualcosa di più...ciò che hai e ti rimane. Non credo che per chiunque si farebbe la scelta di rischiare in questo modo. Non credo che per chiunque si sceglie di "perdere" in questo modo. Sarebbe molto più piacevole dire "ma si, riproviamo" pur sapendo che non c'è la convinzione di prima, ma chissenefrega.
Mi spiego di nuovo male, ma certe cose non le so proprio spiegare, non adesso.
Volevo solo dirti che hai molto più di quanto pensi e che non è credere che non vali niente ciò a cui volevo portarti. Tutt'altro. Perchè se per me non valessi niente ti porterei per mano realmente in quel paradiso di famiglia felice che mi dipingi.
Nessun commento:
Posta un commento
Lascia un segno: