mercoledì 8 giugno 2011

Sere d'estate a'vvenire

(18-4-08  9.15 am) 

Dannata incoerenza che mi fai abbandonare propositi d'abbandono e abbandonare alle conseguenze. 
Beata dimestichezza che mi riproponi dubbi con cui giocare a scacchi. 
Fottuta paura fottuta che mi dai adrenalina e mi togli il copione di mano. 
Ticchetta lo scatto della biro sul cartoncino e guardo crescere il nuovo ago per le mattine regalate a me stessa. 
Nelle sere d'estate il tg è a volume alto e il profumo del sugo rientra cotto dalla veranda lasciata aperta all'ultimo sole; insieme al caldo e ad un filo di brezza vera; insieme alla musica di un disco d'atmosfera. 
Il mare è nella pioggia appena passata dalla finestra, pozzanghere di serenità per la nottata a venire trascorsa con un film d'altri tempi a basso volume e la serranda accostata all'ultima parvenza d'apertura. 
Noi sul divano a credere che ne valga la pena e a non chiedere niente, più niente, alla sera

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