martedì 21 giugno 2011

post it 2

17/03/2007
"Visto che dici che se non parlo sono vigliacca ed io non voglio esserlo te lo dico, ma non ho voglia di parlarne ora. Credo dovremmo reinterrogarci seriamente sulla nostra storia. Stiamo decidendo delle nostre vite, non stiamo giocando, o almeno non solo, non possiamo permetterci di buttare tempo e sentimenti in qualcosa in cui rischiamo di non credere nemmeno noi andando avanti in modo sbagliato. Io la vivo male. A torto o ragione ora non mi interessa ma certe cose per una come me sono insulti, litighiamo in continuo, sei spesso facilmente così nervoso con me e ti schieri sempre con la parte opposta alla mia, chiunque ci sia dillà. L'amore è altro per me, è innanzitutto volersi bene. Noi possiamo costruirci la nostra vita. Con mia madre, mio padre, i miei fratelli, i miei nonni,... non è del tutto così. Con loro non ho molta possibilità di scelta, ma con te credevo l'avessimo, la volessimo. Vorrei sentire il tuo bene, prima che averlo. Sentirmi protetta, ancor prima di esserlo che poi magari nemmeno ne ho bisogno. Ma di sentirmi così sì, ne ho bisogno. Vorrei sentirci vicini ed uniti. Ho 23 anni e vorrei vivere allegramente, vorrei essere felice, almeno con te se nò non ha senso. " 

Questo è quello che stavo cercando di dirti, che pensavo in macchina mentre la strada andava, al bivio del nostro ennesimo litigio. Non ci riuscivo: vigliaccheria? 
Cercavo le parole... volevo dare la giusta attenzione alla cosa... poi ho iniziato chiedendo a te cosa pensavi del nostro rapporto. Mi hai detto "che ti fai paranoie" come prima risposta e mi sono ripetuta tutto quello che c'è scritto qui sopra, poi avevo voglia di stracciarlo e di degnare la conversazione dello stesso pane. Non sono riuscita comunque a parlarti, nemmeno stavolta. Non ci riesco più. Forse perchè non accetto le tue aggressioni che tu consideri mie. Ed è proprio qui che tutto si ferma. Dove le distanze mi sembrano incolmabili, dove il disaccordo è sulla basilarità delle nostre visioni che dovrebbe essere comune per intenderci, che un tempo lo era e adesso forse hai ragione, non più da rendere possibile la nostra unione. 

H. 
postato da stelly alle ore 17/03/2007 01:03

Nessun commento:

Posta un commento

Lascia un segno: