martedì 21 giugno 2011

1 - Sono uno davanti all'altra (+ genesi)

Quello che segue, diviso in più capitoli, è un "racconto" scritto diversi anni fa a quattro mani (due ciascuno) con un amico, nasce come una sorta di botta-risposta. 
E' frutto di immaginazione, seppure sia poi accaduto realmente in maniera similare a quanto raccontato e dunque si è trasformato in un prodotto autobiografico. Come ad interpretare una commedia già scritta? 

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Sono uno davanti all'altra. 
Cercando di guardarsi negli occhi ma una forza interna li frena. Forse la paura di svelarsi troppo, forse la paura di comprendere troppo l'altro. Sta di fatto che sono immersi nel silenzio. Un silenzio che però è pieno di parole comuni ad entrambi: sanno di avere bisogno di qualcuno vicino, con cui parlare, vivere emozioni, in cui credere e sono consapevoli anche del fatto che la persona che hanno davanti pensa lo stesso. E questo li unisce. 
Sfuggendo ad uno sguardo diretto si ispezionano, apparentemente con distrazione, ma ogni occhiata fotografa l'essenza dell'immagine. Lui le guarda le mani appoggiate alle ginocchia. Un po' di tensione traspare dai movimenti rapidi delle dita, come se stessero suonando una tastiera. Senza esserne del tutto coscienti la mano di lui e di lei si incontrano. La mano di lui è decisamente più grande. Le accarezza col pollice le dita. Ad una ad una. E torna indietro. Quindi, come capelli nell'acqua, le dita delle due mani si distendono per poi richiudersi ed intrecciarsi tra loro. Ora il palmo della mano è a contatto e sentono un'energia forte passare su per tutto il braccio fino a dissolversi in un brivido per la schiena. 
Il movimento delle spalle provocato dal brivido richiama l'attenzione di lui che ora è rapito dal collo. Si avvicina un po' per osservare meglio la collanina che ne cinge la base e mentre si avvicina si rende conto che le sta già baciando il lato destro provocandole una leggera inclinazione della testa. Sale su verso il mento, poi verso la guancia e lei sente un lieve solletichio dovuto ai baffi e al pizzetto di lui che sfregano dolcemente la sua pelle elastica. Lui torna a baciarle il collo dandole dei piccoli pizzicotti con le labbra. 
Per un attimo lui sorride, ma è come se stesse sorridendo già da settimane. Ecco cosa è lei per lui: un continuo sorriso. 
Ora si dirige verso l'orecchio di lei seguendo con le labbra tutto il contorno del mento fino al lobo. Qui si ferma e le sussurra nell'orecchio con la sua voce bassa nonostante il tono lieve: "Ti voglio bene S.....". Lei allontana istintivamente la testa per il solletico della "esse" pronunciata con un po' di esitazione. Si gira ed ora si possono guardare negli occhi. 
Gli occhi, le labbra, loro tutti sorridono. 
Ciao carina spero di incontrarti oggi (dovrei esserci). Appena ci sei scrivilo che accorrerò subito!
M.

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