(anni or sono)
Vorrei dirtelo, ma non lo faccio.
Vorrei dirtelo, ma non l'ho fatto fino a oggi.
Vorrei dirtelo, ma non te lo dirò.
E' difficile fartelo capire, ma ancora di più accettare di rendersene conto, perchè è sempre così sicuro il tuo passaggio nella mia vita che non oso. Non oso immaginare cosa potrebbe cambiare mentre ora tutto va bene, a parte che vorrei dirtelo, ma non lo faccio.
Non ne ho di certezza... e come posso? forse sarebbero parole troppo forti; mi prenderesti per uno stupido che appena pensa di averne l'accesso, si lancia verso il portone del tuo mondo e comincia a bussare in modo rumoroso, incostante, precipitoso. Ti affacceresti alla finestra, nei tuoi consueti modi pieni di convinzione, seppure a volte imprecisi, solo per dirmi di andare.
Sarei così spietato che ti chiederei di guardare il mio quadro: talmente reale, stonato, inopportuno, dal colore ingabbiato.
Darei persa in un attimo questa coperta di eterno sarcasmo, quest'aura di simpatia che m'avvolge e ci unisce ogni volta in maniera così potenzialmente perfetta nei miei pensieri che vorrei dirtelo, ma non lo faccio.
Tra quel portone e la tua finestra smuoverei tant'aria che creerebbe un vento da non farmi sentire più la tua voce e tornerebbero indietro anche le altre parole allora, pure quelle per giustificarmi.
Ma se le nostre strade colorate s'incrociassero "per caso" come noi, due, pittori, artisti, pazzi; allora tu saresti pronta a darmi un saluto con un po' di quel tuo sguardo da bambina, strano e sincero. E allora non farei più questi miei monologhi sciocchi e mi prenderei la libertà di correre da te per abbracciarti, finalmente, e allora sì che ti direi che ti amo.
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