(ore 11.39 pm 19-10-01)
Sognavi,
sognavi di sbattermi la porta in faccia
e ogni volta che l'avessi accostata
al suo cardine.
Ho cercato di capirti
e di capire la tua Bibbia,
ma non mi hai mai risposto troppo a lungo
per farmi accorgere che eri con me.
Hai sempre preferito starmi lontano
e tornare solo ogni tanto
per cambiare il tuo cartello logoro,
il cartello del "torno subito".
Era facile stare lassù
a giudicare,
e regalare regole
a quei tuoi sudditi che chiamavi fratelli
in qualche modo,
in qualche parte di te
distante dal tuo essere e non essere re, dio.
Un dio.
Un dio che non c'è,
non si vede,
non si sente,
ma qualcuno ancora lo cerca.
Un dio dal facile torno subito,
un dio indiscreto,
un dio capovolto,
un dio distratto.
Un dio che non c'è.
Mi sono trovata tra le mani
pezzi di specchio,
ho guardato dentro
e non c'era più un dio,
e non c'era un buddha,
c'ero io.
E se il mio dio ero io
forse io mi chiamavo buonsenso.
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