domenica 19 giugno 2011

Di madre in figlia

(16.20 12-3-03)
Ubriacature salmastre nel tuo cordone ombelicale e poi sei nata, curiosa come matta. C'era qualcosa di magico nell'aria e tua madre non sapeva orientarsi se quello che stava vivendo era una specie di sogno o vita vera. Ti dirò, nemmeno le importava allora. Lo sai perchè? Perchè aveva te tra le braccia e sei sempre stata la cosa più bella che lei avesse mai potuto vedere. Un sogno, ma anche una bella realtà. Ti portavi appresso sempre e comunque un po' di quella magia che non è mai riuscita a dirti. Tu non riuscivi ancora a vederla, eri troppo, troppo piccola. Ce l'avevi dentro però. E anche tua madre.
Anche se fa finta di niente, se ogni tanto se la dimentica, se la scorda, quei frammenti di magia sono sempre lì a ricordarle che si chiamano vita. 

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