(mercoledì, 19 marzo 2008 alle 03:04)
ladradisaponette:
2 giorni fa alle 23.54
-pecoranerissima:
2 giorni fa alle 19.46
I figli non si concepiscono per dispetto alla vita.
I figli sono cosa sacra.
Non si concepiscono senza la volontà di tutte e due le persone.
Non puoi imporre la tua volontà sulla vita di un'altra persona.
Per essere genitori, bisogna avere la capacità di assumersi le proprie responsabilità.
Tu non hai questa capacità.
Sai solo architettare e tramare alle spalle delle persone, ferendo chi ti ha amato, calpestando i piedi come un bambino capriccioso.
Non hai nessun rispetto per la vita: ne per la tua, ne per quella di tuo figlio, tanto meno per quella del padre con cui hai concepito il bimbo.
Sei disonesta e immatura e tutto questo ti si ritorcerà contro.
I figli non sono distrazioni o evasioni dalla vita quotidiana: sono impegno, devozione, sacrificio.
Non sei neanche in grado di sacrificare la tua momentanea felicità per quella di un'altra persona, perchè mai dovresti essere in grado di sacrificarti per un figlio?
Evita di parlare della tua gravidanza come di una cosa bella: non c'è niente di bello in quello che hai fatto.
Evita di rovinare la vita a chi ti ha dato tutto.
Evita di metterti al centro dell'attenzione facendo la vittima.
Cresci, sii responsabile.
Impara prima di tutto a prenderti cura di te stessa.
Poi, forse, un giorno lontano, potrai diventare madre....e soprattutto senza imbrogliare e incastrare le persone per i tuoi scopi.
Parole sante..... quasi quasi le avrei volute scrivere io
2 giorni fa alle 23.54
-pecoranerissima:
2 giorni fa alle 19.46
I figli non si concepiscono per dispetto alla vita.
I figli sono cosa sacra.
Non si concepiscono senza la volontà di tutte e due le persone.
Non puoi imporre la tua volontà sulla vita di un'altra persona.
Per essere genitori, bisogna avere la capacità di assumersi le proprie responsabilità.
Tu non hai questa capacità.
Sai solo architettare e tramare alle spalle delle persone, ferendo chi ti ha amato, calpestando i piedi come un bambino capriccioso.
Non hai nessun rispetto per la vita: ne per la tua, ne per quella di tuo figlio, tanto meno per quella del padre con cui hai concepito il bimbo.
Sei disonesta e immatura e tutto questo ti si ritorcerà contro.
I figli non sono distrazioni o evasioni dalla vita quotidiana: sono impegno, devozione, sacrificio.
Non sei neanche in grado di sacrificare la tua momentanea felicità per quella di un'altra persona, perchè mai dovresti essere in grado di sacrificarti per un figlio?
Evita di parlare della tua gravidanza come di una cosa bella: non c'è niente di bello in quello che hai fatto.
Evita di rovinare la vita a chi ti ha dato tutto.
Evita di metterti al centro dell'attenzione facendo la vittima.
Cresci, sii responsabile.
Impara prima di tutto a prenderti cura di te stessa.
Poi, forse, un giorno lontano, potrai diventare madre....e soprattutto senza imbrogliare e incastrare le persone per i tuoi scopi.
Parole sante..... quasi quasi le avrei volute scrivere io
Ho sempre amato la vita, anche quando ci ho fatto a botte o ci sono caduta dentro...possibile che accada per chi la vive davvero. I figli non si concepiscono per dispetto alla vita, ma per amore della stessa. O forse queste sono solo chiacchiere da sms pronti. I figli si concepiscono per trovare una risposta quando te lo chiederanno loro.
(Cigarette and chocolate milk - Rufus Wainwright)
C’è lo stesso grado di spontaneità anche quando una gravidanza la si progetta. Per me, per noi… me e gnometto…, non è stato così.
Sei venuto al mondo perché l’hai in qualche modo forse scelto tu ad un certo punto e quel punto assurdamente è coinciso con il momento in cui per un attimo tutto tra me e papà è sembrato tornare all’innamoramento iniziale. So di avertelo già detto, ma ai bimbi le cose tocca ripeterle ogni tanto e se sono importanti va bene così.
E’ stato un momento, seppur alle coincidenze non ci abbia mai creduto più di tanto, perché poi all’istinto sopraggiungono mille criteri cretini (o meno) di razionalità per la quale ci si rende conto delle persone che si hanno intorno da altri punti di vista. E capita di dover fare patti con se stessi per non incappare in scelte che, così come stanno le cose, sai che non porterebbero niente di buono.
I figli sono qualcosa di sacro. Non so che definirmi anti-clericale per mille punti differenti dalla visione di quella Chiesa che ho imparato a conoscere fin da bambina. Però c’è un’altra sacralità. Quella che definisco nei miei “moschtri sacri”, per esempio.
O la tua. Quella di qualcuno, qualcosa, che riscontri avere realmente un valore più alto di altre cose e per cui sei pronto a lavorartici l’identità perché arrivi a capire che fanno parte di te. Tu non sei “una” di queste, tu sei (anche) tutto questo all’ennesima potenza.
Rimango un po’ scettica quando riscontro pregiudizi gratuiti sparati un po’ a vanvera perché la superficialità che molto spesso ha l’uomo nel suo vivere ha conseguenze che rischiano di far male, in un modo o nell’altro e soprattutto al promotore di tale modus vivendi. Ma qui c’è appunto qualcosa di più in discussione, qualcosa di sacro, che non permetto di essere vittima ingiustificata di tale superficialità. Non mi stupisce più di tanto la maleducazione con cui per altro tutto questo avviene, quanto piuttosto mi infastidisce l’indifferenza verso un’attenzione alle cose, alle persone, alla vita, che esplica più di qualsiasi altra cosa l’ignobiltà di un atto, di una parola, di un gesto.
Non so cosa porti la gente a giudicare, sparando a casaccio le proprie sentenze sulla vita degli altri, non so neanche per altro chi o cosa dà a queste persone la coscienza di sentirsi nel giusto nel farlo, ma non è affar mio, per quanto me ne preoccupi.
I figli non si concepiscono senza la volontà di entrambi i genitori, a meno che di violenza si tratti. Nascono da un preciso atto sessuale. Non ho mai violentato nessuno nemmeno col pensiero, figuriamoci sessualmente. Figuriamoci una di quelle persone per cui più volte, ragionando, ho capito non poter costruire qualcosa di vero. Invece poi la vita ti fa i suoi scherzi (chiamiamoli così) e qualcosa di vero ne è nato dal rapporto con lui e sei proprio tu.
Quindi è particolarmente errato sin dal principio un qualunque ragionamento (ma di ragione si può parlare in questi casi? ) che porti te, piccolo gnometto di mamma, come fulcro di senso di un qualcosa di falso, mistificato, sbagliato o d’inganno. Perché il senso che hai è esattamente opposto.
Ne parliamo domani, adesso tu e io ce ne andiamo a nanna mio piccolo ranocchietto gnomo.
La buonanotte non ho bisogno di dartela, perché sei qui con Mamma.
Bacio,
la tua Mamma
H.
p.s. ti voglio bene.
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