venerdì 3 giugno 2011

Metrò

(16-1-00)
in fondo 
forse hanno ragione gli altri. 
E' tutto così ridicolo. 
Magari aveva qualcosa di speciale, 
ma intorno 
tutto sembra uguale. 
Uguale a quella fotografia 
che ho ancora, 
impressa nella memoria. 
Quella storia. 
Cambiano i nomi, 
non la situazione, 
a quanto pare. 
Potrei sbagliare adesso, 
però non penso. 
Tutto questo è colpa mia 
e comunque, forse, 
è anche meglio che lo sia. 
Mi rendo conto che 
tutto coincide, 
tutto quanto 
e anche quel pianto, 
davanti alla stazione, 
non era nel copione. 
Forse era solo una canzone. 
Tutto questo 
ha il profumo d un vecchio addio, 
il punto. 
E' che qui non dovrei esserci io. 
Sarà quest'aria 
che c'è intorno,.... 
sarà che il sole, 
è laggiù, in fondo,.... 
è così strano però,.... 
fino alla fine è strano. 
E' strano il tempo, 
come cambia. 
Non si può sapere prima 
da che parte 
soffia il vento. 
C'è qualcosa 
di diverso 
e sono io. 
Non perchè 
sia cambiata, 
ma perchè 
recitare non mi piace 
non qui, non con te. 
Non ci puoi fare niente, 
fa parte di me, 
fin da piccola, 
io agli spettacoli, 
preferisco i concerti. 
E' difficile andare avanti, 
ma ci tengo, 
ci tengo a riportare 
un po' di luce 
sull'intero sistema viario. 
So che sembra estate 
ma se ho capito 
e se hai sentito 
non lo è: 
sembra. 
L'hanno detto in tanti 
l'apparenza inganna, 
non c'è bisogno 
che lo ripeta io. 
E' la colonna sonora 
di queste parole 
che non mi piace. 
Vorrei poterla cambiare 
ma..... 
non dipende solo da me 
e da sola non posso farlo. 
Non mi piacciono 
gli arrivederci 
che tentano 
di mascherare 
gli addii 
e non mi piacciono 
gli addii. 
Io dico ciao 
e ti lascio... 
lascio un consiglio 
tra le tue dita 
pensaci e.... 
non è ancora finita! 
Sarebbe facile 
concludere così, 
ma non per me 
come non mi è facile 
continuare per quel sentiero 
che conosci. 
Non cambio strada, 
rimango lì, 
mi sono solo fermata 
un momento. 
Mi sono voltata indietro 
per vedere all'orizzonte 
tutto ciò 
che piano piano spariva 
insieme con la nebbia 
e sono qui, 
ad aspettare il mio metrò 
che non so se passerà, 
non so se si fermerà, 
non so se mi condurrà 
con sè o no, 
non so se lo prenderò. 
Guardo le stelle lassù 
mentre cerco la risposta 
che aspetto 
nel blu. 
Una risposta 
a tutti i miei perchè, 
a tutti i miei va beh. 
Resto a guardare il mio cielo, 
rimango a vedere se arriva 
quell'altro 
in un sentiero che, 
a quest'ora, 
sembra essere vuoto 
e ancora 
forse già coperto 
da un vento 
di silenzio. 
Intanto chiudo gli occhi 
e spero. 
Spero che quel silenzio 
non coinvolga il resto. 
Il metrò sta partendo, 
io con lui, 
e tu, dove sei?

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