"E' tanto che aspetto!
Quando arriva questo caffè?"
Già non dovrei berlo, se resto ancora un po' qui faccio a pugni col senso di responsabilità fatiscente.
Cerco con gli occhi lo sguardo di un possibile cameriere per fare a botte al limite col suo.
Lo cerco tra gli abiti addosso alle persone che affollano il dehor.
Ne girano un paio con vassoi rotondi barcollanti che non mettono alcuna sicurezza sulla durata del loro contratto di lavoro. Entrambi, spostando ogni tanto una sedia, passano veloci colpi di spugna sui tavolini rischiarati da un accenno del primo sole di primavera.
Penso a quale altrettanta rapidità è ammessa e concessa per cancellare veramente una macchia.
E intanto aspetto. Il caffè e una prospettiva diversa con cui osservare questo pomeriggio di un bar.
Forse è tutta una metafora, ma se uno scrittore mi avesse messo qui, mi avrebbe anche donato la costruzione di pensieri di natura più alta e meno ambigua.
Quando arriva questo caffè?"
Già non dovrei berlo, se resto ancora un po' qui faccio a pugni col senso di responsabilità fatiscente.
Cerco con gli occhi lo sguardo di un possibile cameriere per fare a botte al limite col suo.
Lo cerco tra gli abiti addosso alle persone che affollano il dehor.
Ne girano un paio con vassoi rotondi barcollanti che non mettono alcuna sicurezza sulla durata del loro contratto di lavoro. Entrambi, spostando ogni tanto una sedia, passano veloci colpi di spugna sui tavolini rischiarati da un accenno del primo sole di primavera.
Penso a quale altrettanta rapidità è ammessa e concessa per cancellare veramente una macchia.
E intanto aspetto. Il caffè e una prospettiva diversa con cui osservare questo pomeriggio di un bar.
Forse è tutta una metafora, ma se uno scrittore mi avesse messo qui, mi avrebbe anche donato la costruzione di pensieri di natura più alta e meno ambigua.
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