(21-22/4/07)
Mi sveglio con te com'è giusto. Mi sono anche addormentata così, e sei rimasto.
Mi alzo e ricomincio a guardarti.
E a sorridere. Ultimamente ci riesco con te.
Giro per casa in questa mattina che è già pomeriggio, ma è mattina, e giro con il cappello, una maglietta e i pantaloni della tuta. Poi vado in cucina, cerco tra i profumi delle bustine e quando sono pronti galletti e the al limone torno da te. Rimango sola. E scrivo ancora queste righe. Così ti raggiungo.
E mentre l'uomo del cappello mi capisce più di chiunque altro, tu non mi corrispondi. Squilla il telefono, sono in bagno davanti allo specchio e vorrei che il messaggio fosse tuo come non lo so, ma comunque non è tuo. Non ci sono le note di 'mi persi' nè quelle di 'portami via' e nemmeno un indirizzo dove raggiungerti. Finirei di prepararmi e sarei da te subito. Che fosse per vivere un attimo o tutta la vita.
Una vita di attimi ed un abbraccio da due città lontane, ma in fondo così simili. Da due porti diversi, ma in cui far attraccare la stessa nave.
Invece rimango io, davanti a uno specchio che mi corrisponde un sorriso.
Tu, io e la voglia di trovarsi
Ti ho trovato in una notte di aprile che s'è fatta curiosamente anche stavolta mattina.
Mi hai raggiunta come se fosse tutto vero, con Lui che non c'era e l'uomo col cappello che mi sarebbe poi rimasto vicino a modo suo, a modo mio.
Ti ho trovato oggi in una frase che mi ha regalato uno stupore indovuto. Che forse mi stavi già tu restituendo, ma che continuavo a cercare come una Scema, in mezzo a un sacchetto di parole che non la poteva contenere. Perchè quella frase è mia e tu l'hai trovata.
Come io ho trovato te, stanotte, in quello stupore non mio ma mio. Che mi hai lasciato sul comodino per quando mi sarei svegliata. Perchè da certe notti se si dorme forse ci si risveglia sempre, prima o poi. Il problema sono tempo e il modo e se il sogno però continuava. Il problema, è che non ci sia troppo sole nella giornata di mare, ma che ci sia almeno il mare. E se invece non ti risvegli, allora è proprio passato tutto!
E così sono rimasta al mio cappello, al mio sole, ad uno stupore in un momento tramutato in sorriso, mentre tu cercavi qualcosa in quell'acqua, probabilmente troppo limpida per le mie sporcature d'animo.
Io, e il mare che non ho visto. ma ho ascoltato.
Mi alzo e ricomincio a guardarti.
E a sorridere. Ultimamente ci riesco con te.
Giro per casa in questa mattina che è già pomeriggio, ma è mattina, e giro con il cappello, una maglietta e i pantaloni della tuta. Poi vado in cucina, cerco tra i profumi delle bustine e quando sono pronti galletti e the al limone torno da te. Rimango sola. E scrivo ancora queste righe. Così ti raggiungo.
E mentre l'uomo del cappello mi capisce più di chiunque altro, tu non mi corrispondi. Squilla il telefono, sono in bagno davanti allo specchio e vorrei che il messaggio fosse tuo come non lo so, ma comunque non è tuo. Non ci sono le note di 'mi persi' nè quelle di 'portami via' e nemmeno un indirizzo dove raggiungerti. Finirei di prepararmi e sarei da te subito. Che fosse per vivere un attimo o tutta la vita.
Una vita di attimi ed un abbraccio da due città lontane, ma in fondo così simili. Da due porti diversi, ma in cui far attraccare la stessa nave.
Invece rimango io, davanti a uno specchio che mi corrisponde un sorriso.
Tu, io e la voglia di trovarsi
Ti ho trovato in una notte di aprile che s'è fatta curiosamente anche stavolta mattina.
Mi hai raggiunta come se fosse tutto vero, con Lui che non c'era e l'uomo col cappello che mi sarebbe poi rimasto vicino a modo suo, a modo mio.
Ti ho trovato oggi in una frase che mi ha regalato uno stupore indovuto. Che forse mi stavi già tu restituendo, ma che continuavo a cercare come una Scema, in mezzo a un sacchetto di parole che non la poteva contenere. Perchè quella frase è mia e tu l'hai trovata.
Come io ho trovato te, stanotte, in quello stupore non mio ma mio. Che mi hai lasciato sul comodino per quando mi sarei svegliata. Perchè da certe notti se si dorme forse ci si risveglia sempre, prima o poi. Il problema sono tempo e il modo e se il sogno però continuava. Il problema, è che non ci sia troppo sole nella giornata di mare, ma che ci sia almeno il mare. E se invece non ti risvegli, allora è proprio passato tutto!
E così sono rimasta al mio cappello, al mio sole, ad uno stupore in un momento tramutato in sorriso, mentre tu cercavi qualcosa in quell'acqua, probabilmente troppo limpida per le mie sporcature d'animo.
Io, e il mare che non ho visto. ma ho ascoltato.
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