giovedì 3 novembre 2011

che ne direste di un tipo così?

un tipo che spazia, capace di variare. plasmabile in toto, ma non perde mai la sua vera identità. fa sentire le persone che si relazionano con lui come delle crocette/bottoni su un calendario appeso in camera sua. schiaccia quando ritiene perchè le persone "si fanno leggere quando è il loro turno" e così le mischia. parla in codice, ma è la persona che riesce a esprimersi meglio che conosci. non si rende conto a pieno delle conseguenze di ciò che fa e se se ne rende conto nonèun problema suo perchè"non promette nulla,se la gente sopravvaluta nonècolpa sua". non dice, ma si fa dire dagli altri e alla fine diventa ciò che dicono. un tipo interessante e pericoloso. sfugge. viverloèl'unico modo per trovare il suo vero significato,ma si rende sfuggente.sono difese le sue?come si scardinano?con l'istinto e basta?
barriere verso ciò che può provare non dice di averne, ma ritiene di non potersi innamorare perchè l'amore nonèuna cosa superficiale e dp aver vissuto certe emozioni e situazioni seppur poi abbiano portato ad una fine, si fa improbabile.come a dire:la vitaèstronza bisogna esserlo di più,vive un'incapacità di esserlo realmente e dunqueèumanamente attraente ed apprezzato in un contesto in cui ogni fattoreèuna variabile. rischia di perdere cose intense della vita, che comunque vive con una curiosa alchimia tra impulso e razionalità più intima.ci sono cose per cui vale la pena rischiare?il rischio veroèil suo. evita di dire cose palesi per non ostentare. si espone poco, ma dà tutto anche con due parole e al primo personaggio che ritiene interessante seppur sconosciuto sulla sua strada.
talvolta appare freddo e si dice da solo che ètutta una finzione d essere se stessi.èuno stile di vita imparato a memoria nei gesti e nei modi e fatto proprio?sembra che nessuno abbia la possibilità di conoscerlo a pieno, ma lui sembra conoscersi bene e allora forse sì, vivere lopportunità di essere se stesso veramente prendendosi la responsabilità di ciò che siè.ha potenziale.creatività.sembra che con lui occorra puntare su qualcosa di umano per poter raggiungere un contatto reale,ma laddove lo tocchi su qualcosa realmente,sembra fuggire."vado"...come captare com'è veramente?è davvero in grado d mettersi in discussione?pensa di essere impenetrabile e dunque invincibile e forse rimarrebbe attratto e stupito dalla schiettezza di chi dovesse vincerne le barriere,ma "và"...altrove,nuove persone,altro bottone.non torna mai indietro?e se fosse tutto un bluff?
stare nel mondo significa relazionarsi con gli altri e dunque prendersi cura delle conseguenze?

23 commenti:

  1. misstowanda 15 gennaio 2009

    ha il sapore di un film già visto.
    non per questo meno affascinante, eh!

    rispondo alla tua domanda finale: ognuno ha il suo modo di relazionarsi con gli altri. prendersi le conseguenze delle proprie azioni è inevitabile. credo che uno lo metta in conto già da prima e anche se non lo fa comunque succede.
    l'importante è starci nel mondo e cercare di lasciare il segno.
    ognuno si scelga il suo modo.
    la mia paura è che a volte la troppa libertà diventi un limite.
    forse.
    chissà.

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  2. misstowanda 15 gennaio 2009

    ...è come quando si fa un viaggio in pochissimi giorni. si tenta di vedere più cose possibili e ci si imbatte in paesaggi stupendi che tolgono il fiato, a volte. per un attimo si pensa a quanto sarebbe bello abitare in quel posto, ma poi la strada chiama e quel senso di libertà non imbrigliata ci impone di andare, per non perdere un briciolo delle infinite possibilità che la vita offre.
    che la sfera del "possibile" ha sempre il suo fascino.
    beh, credo che questo atteggiamento alla lunga possa essere fuorviante.
    la conoscenza del posto rimane superficiale, per forza di cose. e magari, per mancanza di tempo, ci si perde il meglio che stava nascosto in un quartiere inesplorato.
    magari quello avrebbe potuto essere IL posto; magari no.
    e può darsi che alla fine uno si stanchi di girare e sempre per stanchezza scelga un porto sicuro, a caso.
    sempre che, durante il viaggio, non accada l'imprevisto.
    quello capace di farti fermare. con naturalezza.
    e fanculo la libertà.

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  3. -stelly784:
    è davvero in grado d mettersi in discussione?

    only_miki 15 gennaio 2009:
    difficilmente perché dovrebbe demolire tutta una serie di strutture che l'hanno portato ad essere ciò che è.

    se è giovane, qualche possibilità che sia la vita a buttarlo giù dalla scoglio sul quale si è arroccato, spaccarlo in mille pezzi e sparpagliarlo cosi bene che neanche se ce la mettesse tutta non riuscirebbe a ricomporre i pezzi come erano prima.

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  4. -stelly784:
    insomma deve subire una rivoluzione?
    sembra un'analisi sociale dell'italia

    only_miki 15 gennaio 2009:
    oppure lo puoi lasciare cosi com'è è costruirci intorno altri personaggi che cambiano scontrandosi con lui
    fagli fare il palo intorno al quale si balla la vera vita

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  5. - stelly784: qual è la vera vita?
    only_miki 15 gennaio 2009 - quella in cui gli accadimenti, gli incontri, gli scontri sono delle opportunità per "renderci conto" non per arroccarci dove niente ci può più toccare

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  6. stelly - e tu come lo sai?

    only miki - per esperienza
    nel mio corriculum c'è anche un periodo in cui ho fatto il palo

    stelly - come ci si sente?

    only miki - vincenti (erroneamente)

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  7. Flo_e_basta 15 gennaio 2009

    Vivere significa accettare le conseguenze di ogni scelta che facciamo, di ogni parola che pronunciamo, di ogni rischio che accettiamo di correre...ogni azione ha una reazione, se sei cosciente di ciò che fai non hai timore delle conseguenze che possono essere buone o cattive. Creare mille personaggi attorno a sè per non far vedere chi veramente siamo a cosa serve? A sembrare più bravi, a carpire la fiducia, a fare cadere nella trappola qualcuno che invece ha provato a rischiare? Ognuno è libero di fare ciò che crede, ma la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro e ce ne dimentichiamo troppo spesso

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  8. anticotoscano 16 gennaio 2009

    Lui non è che un uomo visto da molte angolature.
    Un uomo come tutti, deve stare attento a non cadere nel compiere il proprio destino di procurare soddisfazioni alle sue donne!
    Se queste si lasciassero coccolare senza porsi problemi andrebbe tutto bene, ma c'è sempre chi non si accontenta della luce del giorno, la vuole anche di notte e...
    Tante sofferenze inutili per il solo motivo di voler capire cose semplicissime.
    Sento che manca il piacere di dare!

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  9. oltrepaolo 16 gennaio 2009

    per me è uno che vede ciò che gli altri non vedono ed ha imparato da mò che esseri talmente luminosi hanno bisogno di essere a questo mondo senza esserne parte veramente. me lo immagino inevitabilmente bello. me lo immagino genuinamente cinico. me lo immagino uno di quegli uomini che sulla carta nessuna vorrebbe ma in realtà ogni donna che gli si avvicina lo vorrebbe far suo. Cosa impossibile, non sarà mai di nessuno, nemmeno di se stesso, e lui in fondo lo sa. me lo immagino con vestiti molto personali ma non necessariamente alla moda. me lo immagino che parla meglio con gli occhi che con la bocca. per lui alla parola amore non segue mai la parola quindi. per lui ieri o domani sono solo fantasie, vive ciò cghe sta vivendo ora. per tenerlo vicino bisogna lasciarlo andare con gioia.
    ci ho preso?

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  10. -flogemini_1973:
    Creare mille personaggi attorno a sè per non far vedere chi veramente siamo a cosa serve? A sembrare più bravi, a carpire la fiducia, a fare cadere nella trappola qualcuno che invece ha provato a rischiare? Ognuno è libero di fare ciò che crede, ma la mia libertà finisce dove inizia quella dell'altro e ce ne dimentichiamo troppo spesso

    only_miki 16 gennaio 2009
    Quello che descrivi tu potrebbe essere uno spunto per creare un altro personaggio; questo descritto sopra " non dice, ma si fa dire dagli altri e alla fine diventa ciò che dicono.", è come uno specchio che riflette ogni volta un personaggio diverso, ma non è lui che li crea. I motivi che l'hanno portato ad essere cosi non ci sono stati svelati dall'autrice, e almeno che lei non decida di farlo scontrare con un altro personaggio capace di attraversare quella corazza, l'unico "secondo fine" nei rapporti con gli altri, sembra sia quello di non soffrire. Se gli altri soffrono "non è colpa sua" dice perché "non promette nulla", e questo nella mia testolina si traduce in un'onestà di fondo che al massimo può essere percepita come "programmazione", ma non come strategia per intrappolare gli altri. Non so se mi spiego.

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  11. Flo_e_basta

    Adesso ho capito meglio il concetto...mi ero persa nei meandri dei miei pensieri, non sempre non promettere nulla basta. "Programmazione" a volte coincide con intrappolare gli altri, è un personaggio che non vuole soffrire, ma gli interessa anche poco che gli altri soffrano, francamente non lo trovo così positivo, lo specchio riflette solo se qualcun'altro ci passa davanti, se per assurdo nessuno mai passasse di lì cosa ne sarebbe? Sarebbe inutile, come è inutile pensare di non voler soffrire, volenti o nolenti, se davvero decidiamo di vivere e non di vegetare, prima o poi si soffre! A volte le corazze si possono attraversare, ma solo ed esclusivamente se chi la indossa ha voglia di provare a fare entrare qualcuno nel proprio mondo!


    stelly:
    è (o si crede) talmente figo da non ritenere la sua assolutamente paura di soffrire....e presumibilmente è una scelta di vita. da cos'altro può essere dettata? il senso di libertà che diventa limite come diceva la miss? (una specie di babele dei libri....e delle facce del suo personaggio...che magarièl'unica persona vera in realtà...che ha bisogno di nutrirsi d'altrettante facce e non di una sola...per costruirsi, magari)

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  12. potrebbe essere una precisa scelta quella di non soddisfare le sue donne per mantenere lo status quo?

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  13. working in progress:

    non so se uno così veda cose che gli altri non vedono...forse è semplicemente se stesso così com'è..per il resto la tua descrizione mi sembra giustissima, me lo immagino così anche io. Mi sembra uno vitale, magari non per tutti gli aspetti della sua vita, ma estremamente per quelli in cui lo è...uno di quegli uomini di passaggio che sono belli se presi per quello che sono e nel momento in cui si prendono...anche perchè a dosi più massicce si rischierebbe di veder diluito quel principio attivo che sembrava piacerci
    ..in fondo stare nel mondo significa relazionarsi e dopo un pò si torna ad avere bisogno di questo...di gente che c'è...
    stelly, ecco mentre scrivevo mi è venuto in mente..io lo descriverei come un uomo di passaggio

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  14. come lo vedi il fatto che tantissimi ne parlino invece come di una finzione di sè?siamo tutti finzione e lui ne ha consapevolezza dunque è più vero?è un bluff?è presunzione perchè non sono invece tutti così?

    e se ti dicessi che questo tipo di passaggio non si riesce a schiodare per nulla facilmente dalle menti(e non solo)dei personaggi che lo incontrano?

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  15. oltrepaolo:
    magari qualcosa di lui si può dire.
    per esempio che sembra allegro ma di fondo è ...triste.
    ma a me sembra che tu voglia fare un documentario su qualcuno che conosci. che conosci ma che non riesci a conoscere. sbaglio?

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  16. working in progress:

    io non credo sia una finzione di sè e che anzi sia esattamente così com'è e quindi in questo realissimo.Sicuramente le persone più sono "difficili", particolari, vitali più ci prendono e riempiono e mettono in moto tanti aspetti di noi . In questo sono importanti, nel creare sensazioni, nel farci porre domande, nello spingerci a capirci(un pò in tutte le storie e così..con questi tipi si ha di più l'effetto adrenalina). Dopo un pò se ne vanno dai pensieri, dalla testa perchè alla lunga la poca intellegibilità secondo me stanca e si può scoprire (non è detto che sia così) che dietro ad essa ci sia poco o comunque altro rispetto a quello che credevamo.

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  17. -workinginprogress:
    io non credo sia una finzione di sè e che anzi sia esattamente così com'è e quindi in questo realissimo.Sicuramente le persone più sono "difficili", particolari, vitali più ci prendono e riempiono e mettono in moto tanti aspetti di noi . In questo sono importanti, nel creare sensazioni, nel farci porre domande, nello spingerci a capirci

    only_miki 16 gennaio 2009
    Eccolo il palo di cui ti parlavo prima, Stelly. Lui è esattamente cosi com'è, e se fossi in te lo lascerei cosi (niente rivoluzione, che porterebbe naturalmente al solito finale scontato e quasi mai vero "e insieme vissero felici e contenti per tutta la vita" ). Creerei intorno a lui qualche personaggio che cambia, che si trasforma, che capisce qualcosa di se stesso, proprio per aver incontrato lui. Tu dici sopra "si espone poco, ma dà tutto anche con due parole", quindi, non è un egoista, ti dà quello di cui hai bisogno in quel momento, ma non si consegna a te. E' quando cominci a volere più di quello che ti ha dato che scatta la difesa, mai prima. Se non si ferma, se va avanti, è perché sa che non può darti di più. Per me, questa si chiama correttezza.

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  18. scribaclaudio:
    ..brava Helen, se cammini da qualche parte giungi sempre, anche se torni indietro. Certi nodi si sciolgono nel cuore e tra la gente reale, nella vita di tutti i giorni, per quanto questo possa essere per taluni molto piu' faticoso che per altri. Ci si scontra con i fantasmi che abbiamo dentro e che poi noi stessi alimentiamo, ma il lavoro di riconciliazione con se stessi e' reale sì, ma silenzioso...

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  19. _AndrewLow_ 29 luglio 2010

    perchè chiede agli altri che ne pensano di uno così? è evidente che ti affascina 8e da come lo descrivi in effetti è affascinante).....

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  20. Thecosmo88 27 maggio 2011

    come mai ti piaciono le persone complicate?

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  21. stelly784 27 maggio 2011

    -Thecosmo88:
    come mai ti piaciono le persone complicate?

    perchè la bellezza è semplice e complicata al tempo stesso, secondo me
    l'uomo poi...è di per sè complicato eppure è la cosa più semplice cui ci viene in mente di pensare

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  22. Under_Pressure 24 luglio 2011

    Dov'è finita la saggezza che abbiamo barattato con la conoscenza?
    A che serve l'informazione che abbiamo sacrificato sull'altare della vera conoscenza?

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