Il primo sogno che ricordo della notte tra il 31 dicembre 2009 e il 1 gennaio 2010. Tornati alle tre passate da un concerto-reading, appuntamento con il Grande Fresco di Capodanno tra canzone d'autore e poesie (con Federico Sirianni, Guido Catalano, Matteo Negrin, Chiara Raggi, Alessandra Racca e tra il pubblico con noi Arsenio Bravuomo), prima programmato e poi non insperato, ma divenuto di difficile realizzazione a causa di una triplice influenza.
Al ristorante della Società Operaia di San Maurizio Canavese non abbiamo mangiato perchè ho preparato io una cenetta a casa nostra e abbiamo invitato il papà di Andrea che abita qui vicino per trascorrere la mezzanotte insieme. Al ristorante della Società Operaia di San Maurizio Canavese non abbiamo cenato perchè non mi piacciono i cenoni dei ristoranti, ma soprattutto perchè non pensavamo di andare più, da giorni. Al ristorante della Società Operaia di San Maurizio Canavese ho trascorso il mio 'Capodanno tra amici'; ho bevuto il primo gin tonic dell'anno; ci hanno provato in tre, ma io ho coccolato le teste di Andrea e di Nadine, a un paio d'altre facce maschili solo qualche battuta, all'ultimo neanche uno sguardo mentre provava a darmi la mano.
Tornata a casa faceva freddo nel mio completo sberluccicoso e le calze di nylon richiamavano l'esigenza, estrema esigenza, di ributtarsi in una tuta rossa che fa capodanno perchè è 'tuta' e non perchè rossa.
Gironzolavo ancora per le stanze come sempre ho abitudine a fare quando sono stanca e c'è da mettere a posto ancora qualcosa. Poi mi sono buttata sotto le coperte del lettone caldo e ho sognato un sogno di almeno due parti o forse due sogni:
1. Ero in una casa con diversa gente. Era casa mia, ma non era 'casa mia' perchè era una casa e non un condominio e nemmeno a Ciriè credo.
C'era dentro casa mia tanta gente, compreso Andrea ed io proprio con lui parlavo. Ad un tratto mia sorella e il suo convivente cercano di accoltellarmi. Poi mia sorella esce dalla porta e con lei anche il convivente che però fa per rientrare proprio mentre io chiudo la porta dietro di loro. La sua mano viene pinzata nella porta e rimane 'dentro casa' mentre lui è fuori e sembra non patirne per nulla continuando normalmente a muoverla pur non potendo però entrare. Io dico ad Andrea che non possiamo aprire se no potrà rientrare ed accoltellarci. Solo che non possiamo neanche lasciarlo con la mano dentro.
2. Sono a una probabile riunione con tante persone tutte sedute su sedie posizionate in cerchio (come spesso si usa fare alle riunioni del meetup). Io mi trovo seduta in braccio ad Alberto e tutti abbiamo un po' bevuto (come non si usa usualmente fare alle riunioni del meetup). Io inizio un gioco dicendo che voglio provare a ricordarmi i nomi di tutti e inizio a cercare di ricordare o indovinare i nomi dei presenti, uno per uno, in ordine di posto. Ogni tanto sia per l'alcool che comunque mi lascia lucida, sia per un effettiva fatica a ricordare i nomi, biascico un po' e tutti mi sfottono prendendo in giro la cosa come fosse a causa di un'ubriacatura. Poi qualcuno ammicca con una battuta ad un'unione tra Alberto e me che io nego tutta stranita, anche se.
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